Netanyahu destituisce il ministro della Difesa Gallant, scoppiano proteste e scontri in Israele

Il 5 novembre 2024, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha sollevato dall’incarico il ministro della Difesa Yoav Gallant. Questa decisione, presa in un momento delicato del conflitto con Hamas a Gaza, ha causato immediate reazioni tra la popolazione e la politica.

Tensioni a Gerusalemme: proteste e scontri con la polizia

Subito dopo l’annuncio, migliaia di manifestanti si sono radunati di fronte alla residenza di Netanyahu a Gerusalemme, sfociando in violenti scontri con la polizia. I manifestanti, tra cui molti sostenitori dell’opposizione, vedono nella rimozione di Gallant un ulteriore passo verso il consolidamento del potere di Netanyahu a spese della sicurezza nazionale.

Gallant e Netanyahu: un rapporto turbolento

Yoav Gallant, ex generale e figura rispettata, è stato una voce critica all’interno del governo. Ha evidenziato spesso le proprie differenze con Netanyahu riguardo alla gestione della sicurezza e alla strategia in Gaza. Le tensioni tra i due erano già emerse nel 2023, quando Gallant aveva chiesto la sospensione della riforma giudiziaria, provocando l’ira del premier e quasi portando al suo licenziamento, evitato solo grazie alle proteste di piazza.

Recentemente, Gallant si era opposto alla proposta di esenzione dal servizio militare per gli ultraortodossi, una questione estremamente controversa e delicata per il governo di Netanyahu, in particolare per le pressioni dell’ultra-destra religiosa.

Le reazioni politiche: il paese diviso

La decisione ha ricevuto reazioni contrastanti all’interno del governo e tra i leader dell’opposizione. Il ministro della Sicurezza Nazionale, Itamar Ben Gvir, ha accolto positivamente la mossa, definendo Gallant “un ostacolo alla vittoria assoluta” di Israele. Dall’altra parte, il leader dell’opposizione Yair Lapid ha descritto il licenziamento come “un atto di follia” e ha invitato i cittadini a scendere in piazza per protestare contro quella che ha definito “una vergognosa sopravvivenza politica”.

La preoccupazione delle famiglie degli ostaggi

Per le famiglie degli ostaggi detenuti da Hamas, il licenziamento di Gallant rappresenta un duro colpo. Gallant aveva sempre insistito sull’importanza di riportare a casa i rapiti. Il Forum delle Famiglie degli Ostaggi ha chiesto al nuovo ministro della Difesa Israel Katz di impegnarsi pubblicamente per il rilascio immediato degli ostaggi.

Il nuovo ministro della Difesa: Israel Katz

Israel Katz, ex ministro degli Esteri, ha assunto l’incarico di ministro della Difesa e ha promesso di lavorare con dedizione per la sicurezza dello Stato di Israele. Ha dichiarato su X che il ritorno degli ostaggi è la “missione più importante” e ha aggiunto di voler avanzare gli obiettivi strategici della guerra, tra cui la sconfitta di Hamas e Hezbollah e la limitazione dell’influenza iraniana nella regione.

Gli Stati Uniti restano vicini

Anche gli Stati Uniti hanno commentato il licenziamento di Gallant, ribadendo l’importanza della loro alleanza con Israele. Un portavoce del Consiglio per la sicurezza nazionale ha affermato che gli USA “continueranno a lavorare in collaborazione con il prossimo ministro della Difesa di Israele” per supportare la stabilità e la sicurezza nella regione.

Un cambio di leadership in un momento critico

Questa riorganizzazione ai vertici della difesa israeliana avviene mentre il conflitto a Gaza si intensifica. Solo nelle ultime ore, il bilancio delle vittime nella Striscia è salito drasticamente, con oltre 43.000 vittime stimate in più di un anno di ostilità, secondo il Ministero della Sanità di Gaza.

Conclusioni: Il licenziamento di Gallant rappresenta una mossa controversa che ha ulteriormente diviso l’opinione pubblica israeliana e rischia di alimentare le tensioni interne. Il nuovo ministro della Difesa Israel Katz dovrà affrontare un compito difficile, in un momento in cui le questioni di sicurezza nazionale e il rilascio degli ostaggi sono priorità per molti cittadini israeliani.