Monopattini elettrici, scatta l’obbligo di targa dal 16 maggio: Assosharing insorge contro i costi e chiede un incontro urgente al governo

Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto attuativo della Motorizzazione, parte il conto alla rovescia per 60 giorni di adeguamento. Ma gli operatori dello sharing attaccano: “Una tassa mascherata, siamo basiti”.
Dal 16 maggio 2026 i monopattini elettrici circolanti in Italia dovranno obbligatoriamente essere dotati di targa identificativa e copertura assicurativa. Il decreto attuativo del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti è entrato in vigore oggi, 18 marzo, aprendo una finestra di 60 giorni per mettersi in regola. Ma la notizia ha scatenato la reazione immediata di Assosharing, l’associazione italiana degli operatori di sharing e micromobilità, che definisce la misura “inaccettabile” e chiede un confronto urgente con il governo.

Il decreto è legge: dal 16 maggio niente più monopattini senza targa

L’attesa è finita. Dopo mesi di rinvii, proroghe e decreti preparatori, l’obbligo di targa e assicurazione per i monopattini elettrici diventa ufficialmente operativo. Il decreto del Direttore Generale per la Motorizzazione Civile, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 18 marzo 2026, disciplina le modalità di funzionamento della piattaforma telematica attraverso cui i proprietari potranno richiedere il contrassegno identificativo. Da oggi decorrono i 60 giorni di transizione: chi circola su un monopattino elettrico senza targa dopo il 16 maggio 2026 andrà incontro a sanzioni amministrative.
La misura è figlia della legge n. 177/2024, la riforma del Codice della Strada entrata in vigore a dicembre 2024, che ha introdotto un quadro normativo più stringente per la micromobilità urbana, con obblighi di casco, limiti di velocità precisi e, appunto, l’identificazione obbligatoria dei mezzi. L’iter attuativo si è rivelato lungo e complesso: il primo decreto MIT sulle caratteristiche tecniche del contrassegno risale al 27 giugno 2025, quello sui costi e sulle modalità di rilascio al 6 ottobre 2025, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 13 novembre. Solo oggi, con il decreto direttoriale n. 110 del 6 marzo 2026, la piattaforma per fare richiesta è diventata realtà.

Come funziona la targa: un adesivo personale, non del mezzo

Il contrassegno identificativo dei monopattini non sarà legato al veicolo, bensì al proprietario. Si tratta di un adesivo rettangolare plastificato e non rimovibile, nelle dimensioni di 50×60 millimetri, con fondo bianco e caratteri neri, composto da una combinazione alfanumerica di sei caratteri (tre lettere e tre numeri) su due righe. Viene prodotto dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato e dovrà essere applicato in modo visibile e permanente sul parafango posteriore del monopattino oppure sulla parte anteriore del piantone dello sterzo.
La richiesta avverrà online, tramite il Portale dell’Automobilista, accedendo con SPID di secondo livello o carta d’identità elettronica. Imprese e operatori del settore potranno accedere anche tramite i propri legali rappresentanti. Il ritiro fisico del contrassegno avverrà successivamente presso gli uffici della Motorizzazione Civile territorialmente competente o presso studi di consulenza automobilistica autorizzati.
Un elemento di rilievo: poiché i monopattini non hanno un numero di telaio e non sono registrati nell’Archivio Nazionale Veicoli, il contrassegno è strettamente personale e abbinato al codice fiscale del richiedente. Se il mezzo cambia di proprietà, l’adesivo — essendo inamovibile — dovrà essere distrutto e il nuovo proprietario dovrà richiederne uno nuovo.

I costi: 8,66 euro ufficiali, ma il conto reale è molto più salato

Il decreto del MIT fissa il prezzo ufficiale del contrassegno in 8,66 euro, così ripartiti:

Voce Importo
Costo di produzione 5,03 €
IVA al 22% 1,11 €
Quota di maggiorazione (sicurezza stradale) 2,52 €
Totale ufficiale 8,66 €

Il pagamento avviene tramite il sistema PagoPA. Ma secondo gli operatori del settore, questa cifra è solo la punta dell’iceberg. Assosharing ha calcolato che, aggiungendo l’imposta di bollo, i diritti di Motorizzazione e gli eventuali costi di agenzia per chi si rivolge a uno sportello fisico, il costo complessivo per un singolo contrassegno potrebbe oscillare tra i 20 e i 35 euro.

Assosharing all’attacco: “Siamo basiti, è una tassa mascherata”

La reazione di Assosharing, l’associazione che riunisce i principali operatori del settore — tra cui Lime, Bird e Dott — non si è fatta attendere. L’associazione ha definito il meccanismo introdotto dal decreto MIT come “inaccettabile” e ha annunciato la richiesta di un incontro urgente con il governo e con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, per correggere quelle che considera “distorsioni economiche e normative”.
Il nodo centrale riguarda proprio i costi. Secondo il vicepresidente di Assosharing, Andrea Giaretta, il conto effettivo per gli operatori del settore è lontano dal prezzo ufficiale fissato per il singolo privato. “Con il bollo e altre voci, arriviamo dai 20 fino a 35 euro”, ha dichiarato Giaretta, aggiungendo che la misura rischia di trasformarsi in una vera e propria tassa occulta sul settore. Un settore, va ricordato, che già lavora con margini compressi nelle grandi città.
L’associazione aveva sollevato il problema già mesi fa, quando il decreto di ottobre 2025 era in corso di elaborazione: “Il contrassegno deve essere uno strumento di controllo, non un modo per fare cassa”. Quella preoccupazione si è ora concretizzata nelle cifre effettive.

Il nodo dello sharing: mezzi già tracciati e assicurati

Le critiche di Assosharing non si limitano ai costi. Vi è anche una questione di coerenza normativa. I monopattini del servizio di sharing — quelli gestiti dalle piattaforme presenti nelle città italiane — sono già coperti da polizze assicurative obbligatorie, e ogni mezzo è dotato di GPS che ne consente il tracciamento in tempo reale. La targa, per questi veicoli, rappresenta quindi un obbligo aggiuntivo rispetto a strumenti di identificazione già esistenti e operativi.
“La targa è un obbligo in più, ma i monopattini oggi sono tracciati con il GPS”, ha sottolineato Giaretta. “I nostri mezzi sono già assicurati”. Una posizione che punta il dito su un’apparente asimmetria normativa: le stesse regole vengono applicate in modo uniforme a privati e operatori professionali, senza tenere conto delle specificità del settore.
A ciò si aggiunge il problema operativo. Gli operatori di sharing dispongono di flotte composte da centinaia o migliaia di monopattini nelle singole città. Registrare ogni mezzo sulla piattaforma, attendere la produzione e la spedizione dei contrassegni, e poi applicarli fisicamente veicolo per veicolo, entro la scadenza del 16 maggio, rappresenta una sfida logistica di non poco conto. Giaretta aveva già lanciato l’allarme in precedenza: “In 60 giorni dobbiamo registrare le targhe sulla piattaforma, aspettare che vengano prodotte e spedite e andare numero civico per numero civico a sistemarle. Questo è un grande problema.”

Dall’obbligo di targa all’assicurazione: le sanzioni per chi non si adegua

Con l’entrata in vigore dell’obbligo di targa scatterà automaticamente anche quello di assicurazione per la responsabilità civile. Il nuovo Codice della Strada prevede che i monopattini elettrici non possano circolare privi di copertura RC verso terzi, ai sensi dell’articolo 2054 del Codice Civile. La polizza coprirà i danni causati a persone o cose durante la guida: lesioni a pedoni, danni ad altri veicoli, incidenti con ciclisti.
Secondo le stime di Assoutenti, il costo annuo di una polizza di base si aggirerà tra i 25 e i 150 euro, con variazioni significative in base alla compagnia assicurativa, al massimale scelto e alle eventuali garanzie accessorie (come la copertura infortuni per il conducente).
Le sanzioni per chi non rispetta gli obblighi sono tutt’altro che simboliche:

Circolazione senza targa: multa da 100 a 400 euro
Circolazione senza assicurazione: stessa fascia sanzionatoria, da 100 a 400 euro
Mancata comunicazione di variazione di residenza: multa di 100 euro

Un iter lungo due anni: dal Codice della Strada del 2024 alle regole operative del 2026

La vicenda della targa per monopattini è emblematica dei tempi burocratici italiani. La discussione politica aveva preso avvio già nel 2023, con il dibattito parlamentare sul nuovo Codice della Strada. La legge 177/2024, che ha introdotto gli obblighi, è entrata in vigore il 14 dicembre 2024. Da lì in poi, è servita una serie di provvedimenti attuativi — tre decreti in totale — per arrivare alla piena operatività.
Il decreto del 27 giugno 2025 ha definito le caratteristiche tecniche del contrassegno. Quello del 6 ottobre 2025 (pubblicato il 13 novembre in Gazzetta Ufficiale) ha fissato il prezzo e le modalità di rilascio. Il terzo e ultimo, del 6 marzo 2026, ha disciplinato la piattaforma telematica: ma il termine di 90 giorni previsto dal decreto precedente era già stato superato. Solo con l’entrata in vigore di quest’ultimo decreto, il 18 marzo 2026, ha preso il via formalmente il conto alla rovescia di 60 giorni.

Il settore chiede regole eque: la partita non è ancora chiusa

La richiesta di incontro urgente avanzata da Assosharing al governo e al MIT apre ora una nuova fase di confronto. L’associazione punta a ottenere modifiche al meccanismo dei costi e a una migliore armonizzazione delle norme per gli operatori professionali rispetto ai privati. Già in passato il settore aveva segnalato la presenza di “vizi tecnici” nell’impianto normativo, definendolo “nato imperfetto fin dall’inizio”.
Il tema della micromobilità urbana resta al centro del dibattito politico e sociale. Da un lato, le esigenze di sicurezza e identificazione dei mezzi sono legittime: i monopattini elettrici hanno moltiplicato la loro presenza nelle città italiane negli ultimi anni, portando con sé interrogativi su responsabilità civile, sinistri e controllo del territorio. Dall’altro, imporre oneri sproporzionati a un settore che ha già investito in sistemi di tracciamento e assicurazione rischia di penalizzare proprio il segmento più strutturato del mercato — quello del sharing — a vantaggio dei privati che acquistano monopattini di consumo.
L’appuntamento è fissato al 16 maggio 2026. Da quel giorno in poi, circolare senza targa e senza assicurazione sarà illegale. Il confronto tra industria e governo potrebbe però ancora cambiare le carte in tavola, almeno per quanto riguarda la struttura dei costi e le modalità operative per gli operatori professionali.