Ranieri e il no alla Nazionale, la svolta che cambia tutto

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Il tecnico romano rinuncia alla panchina azzurra per restare accanto alla Roma

Claudio Ranieri, dopo un lungo confronto interiore, ha deciso di non assumere la guida della Nazionale e conferma la sua permanenza come senior advisor alla Roma, un ruolo in cui vede un progetto più stabile e meno stressante rispetto all’intrico burocratico e regolamentare del CT azzurro.

Un rifiuto che pesa: perché Ranieri ha detto no

Claudio Ranieri, 73 anni, era stato il nome più caldo per sostituire Luciano Spalletti sulla panchina dell’Italia dopo la sconfitta con la Norvegia e l’esonero avvenuto l’8 giugno. Tuttavia, dopo un attento equilibrio tra cuore e mente, ha optato per restare legato al suo nuovo incarico alla Roma, dove funge da senior advisor per la proprietà Friedkin.

Un ruolo che, secondo indiscrezioni, non prevede tesseramento tecnico né coinvolgimento diretto in campo con i giallorossi, rendendo possibile, almeno sulla carta, un doppio incarico come CT e advisor. Tuttavia, il regolamento Figc (articolo 40 del settore tecnico) vieta in modo esplicito qualunque attività per club a chi ricopra ruoli nelle Nazionali. I tecnici della Federazione hanno valutato: per aggirare la norma sarebbe necessaria la cessazione formale del rapporto con la Roma, qualcosa che Ranieri non sembrava intenzionato a fare.

Il ruolo alla Roma: cosa comporta davvero

Dall’8 novembre 2024, Ranieri è tornato a guidare la Roma, centrando la salvezza e portandola in Europa, per poi chiudere la stagione con un prestigioso quinto posto in campionato. A partire dal 1° luglio 2025 avrebbe dovuto lasciare la panchina e assumere a tutti gli effetti il ruolo di consulente senior della proprietà, con compiti di mediazione, scouting manageriale e strategia a lungo termine.

Un percorso ben più stabile e lontano dalle pressioni tipiche della Nazionale, che l’ha portato a preferire la continuità alla sfida dell’emergenza azzurra.

Reazione della Figc e ipotesi futuro CT

Dopo il no di Ranieri, la Figc guidata da Gabriele Gravina si trova di nuovo a dover correre: accanto al nome dell’ex Roma, si valutano profili come Stefano Pioli, Fabio Cannavaro, Daniele De Rossi e Gennaro Gattuso, tutti tecnici di esperienza, alcuni con incarichi già maturati in nazionale.

Le tempistiche stringono: il prossimo impegno calcistico per l’Italia sarà la sfida contro la Moldavia, ultima del girone precedente, ma con la quota qualificazione per il Mondiale 2026 ancora in bilico, servirà invece una scelta rapida e mirata.

Cosa cambia nel progetto azzurro

  • Tempistiche rapide: la designazione del nuovo CT dovrà arrivare a breve, idealmente prima dell’inizio del ritiro pre-partita con la Moldavia.

  • Profilo cercato: serve un allenatore capace di ricostruire un gruppo frastornato dai recenti risultati, con sufficiente esperienza internazionale e carisma.

  • Pressione qualificazione: l’Italia è entrata in un momento di crisi dopo due tentativi falliti di andare ai Mondiali, e necessita di un rilancio immediato.

Ranieri dice no, la nazionale va avanti

In sintesi, Claudio Ranieri ha preso una posizione chiara, restando fedele al progetto Roma e dichiarando di voler continuare ad aiutare la società giallorossa, anziché tornare sulla scena azzurra. Un gesto che conferma l’autenticità della sua identità professionale e umana. Ora spetta alla Figc trovare quel fattore stabilizzante di cui la Nazionale ha disperatamente bisogno.