Gattuso ct dell’Italia, ora si fa sul serio
L’ex campione del mondo prende le redini della Nazionale: serve una scossa immediata per evitare il terzo Mondiale consecutivo da spettatori
La FIGC ha ufficializzato Gennaro Gattuso come nuovo commissario tecnico della Nazionale italiana. Una scelta forte, simbolica e ricca di significati, che mira a risollevare un ambiente depresso e restituire agli Azzurri quella grinta che troppo spesso è mancata negli ultimi anni.
Un simbolo del calcio italiano
Gennaro Gattuso, 47 anni, prende il posto di Luciano Spalletti con un contratto annuale e l’obiettivo dichiarato di qualificarsi ai Mondiali del 2026. La decisione arriva in un momento delicatissimo: l’Italia, reduce da due mancate qualificazioni consecutive, si trova al terzo posto nel proprio girone e rischia seriamente un altro flop storico.
Il presidente FIGC Gabriele Gravina ha definito Gattuso “un simbolo del calcio italiano”, sottolineando il legame indissolubile tra l’ex centrocampista e la maglia azzurra. “L’azzurro per lui è una seconda pelle”, ha dichiarato Gravina nel comunicato ufficiale.
Esperienze internazionali e grinta da vendere
Gattuso arriva a Coverciano con un curriculum ricco di esperienze, sia in Italia che all’estero. Dopo aver allenato squadre come Milan, Napoli, Valencia e Marsiglia, l’ultima tappa lo ha visto protagonista in Croazia con l’Hajduk Spalato, dove ha concluso la stagione con un rispettabile terzo posto.
Oltre ai risultati, quello che convince è soprattutto il suo profilo caratteriale: un tecnico capace di trasmettere intensità, spirito di sacrificio e compattezza. Caratteristiche che la Nazionale sembra aver smarrito.
Staff e organizzazione tecnica
Lo staff scelto da Gattuso è all’insegna della continuità e della fiducia. Luigi Riccio sarà il viceallenatore, mentre Leonardo Bonucci entra nello staff tecnico, presumibilmente per lavorare sulla fase difensiva e sull’identità dello spogliatoio.
Prevista anche la presenza di figure istituzionali forti come Gigi Buffon, capo delegazione, e Cesare Prandelli, nuovo direttore tecnico. Una squadra di lavoro compatta, formata da uomini di campo e conoscitori profondi del calcio italiano.
Un calendario che non aspetta
Il debutto è fissato per il 5 settembre a Bergamo contro l’Estonia. Una partita da vincere a tutti i costi per risalire nel girone di qualificazione, dove la Norvegia guida con quattro vittorie su quattro. A seguire, altri impegni cruciali con Macedonia e Romania.
Il margine d’errore è praticamente nullo. L’Italia non può permettersi un altro spareggio, men che meno un’altra esclusione. La missione di Gattuso è chiara: dare un’identità alla squadra, restituire entusiasmo ai tifosi e conquistare il pass per il prossimo Mondiale in Nord America.
La sfida più grande
Riuscirà Gattuso a imprimere quella “scossa” tanto attesa? Le premesse ci sono: motivazioni forti, uno staff affiatato, una visione chiara di gioco. Ma servirà anche tempo, che però è pochissimo.
Il compito del nuovo ct non sarà solo tecnico: dovrà rigenerare un gruppo fratturato e poco brillante, fare scelte coraggiose e saper comunicare. Un compito da uomo vero, come ha sempre dimostrato di essere.
