L’intelligenza artificiale di Anthropic entra nei sistemi informatici del governo americano per stanare falle di sicurezza

La Cybersecurity and Infrastructure Security Agency utilizza il modello Mythos per analizzare il codice sorgente delle agenzie federali, in un contesto segnato da un rapporto turbolento tra l’azienda di San Francisco e la Casa Bianca

L’agenzia statunitense per la sicurezza informatica CISA sta impiegando Mythos, il modello di intelligenza artificiale sviluppato da Anthropic, per scandagliare i repository di codice delle amministrazioni federali alla ricerca di vulnerabilità che potrebbero essere sfruttate da spie straniere o criminali informatici. La notizia, riportata da tre fonti a conoscenza della vicenda, arriva mentre l’azienda californiana continua a muoversi in un rapporto complicato con la Casa Bianca, tra sospensioni, divieti e riavvicinamenti.

Il ruolo dell’Attack Surface Evaluation Team

Secondo quanto riferito, l’attività di analisi viene condotta dall’Attack Surface Evaluation Team, un gruppo interno alla CISA specializzato in penetration test, red teaming e valutazioni di sicurezza sui sistemi informatici delle agenzie governative. Il compito del team è individuare rapidamente errori di programmazione, configurazioni non sicure e vulnerabilità che potrebbero essere sfruttate da attori ostili, comprese organizzazioni di cyberspionaggio sostenute da Stati nazionali.

Nella pratica, Mythos viene utilizzato come un moltiplicatore delle tradizionali attività di revisione del codice, permettendo agli analisti di individuare con maggiore velocità le debolezze che, in un ecosistema software composto da milioni di righe di codice, potrebbero facilmente sfuggire ai controlli manuali. Due delle fonti citate hanno riferito che le prime campagne di analisi hanno già portato all’individuazione di un numero elevato di vulnerabilità, anche se non sono stati diffusi dettagli sulla loro gravità né sull’entità del codice già sottoposto a controllo.

Né la CISA né Anthropic hanno fornito commenti ufficiali sull’iniziativa. Un portavoce dell’agenzia aveva detto che avrebbe verificato se ci fosse qualcosa da condividere, ma non ha più risposto alle richieste successive.

Un rapporto turbolento tra Anthropic e Washington

La vicenda si inserisce in una relazione tutt’altro che lineare tra Anthropic e l’amministrazione americana. L’azienda, che ha presentato in via confidenziale la richiesta per una quotazione in Borsa negli Stati Uniti, ha attraversato mesi di forte tensione con il governo dopo aver rifiutato di eliminare alcune misure di sicurezza integrate nei propri modelli, pensate per impedirne l’utilizzo in armi autonome o in sistemi di sorveglianza interna.

Il punto più basso della relazione è arrivato lo scorso febbraio, quando il Dipartimento della Difesa ha attribuito ad Anthropic una classificazione formale di rischio nella catena di fornitura, un’etichetta finora riservata quasi esclusivamente ad aziende straniere sospettate di favorire attività di spionaggio. Il provvedimento, definito da più parti straordinario, è stato però bloccato da un giudice federale a marzo, e da allora i rapporti tra le due parti si sono progressivamente allentati.

A facilitare il disgelo è stato proprio il rilascio, in forma riservata, di Mythos, un modello descritto come straordinariamente capace nell’individuare e sfruttare vulnerabilità informatiche. Secondo quanto riportato da Axios, la National Security Agency (NSA) avrebbe iniziato a utilizzare Mythos già dallo scorso aprile, nonostante il blacklisting imposto dal Pentagono. Il New York Times ha successivamente riferito che analisti della NSA avrebbero testato il modello in ambienti classificati, rimanendo colpiti dalle sue capacità.

Il caso Fable e il blocco globale

La situazione si è complicata ulteriormente quando Anthropic ha rilasciato al pubblico una versione del modello chiamata Fable, presentata con specifiche protezioni dedicate alla sicurezza informatica. In quell’occasione la Casa Bianca ha improvvisamente richiesto all’azienda di impedire l’accesso al sistema agli utenti stranieri, provocando un blocco globale del servizio. Le restrizioni all’export sono state revocate solo alla fine di giugno, e Anthropic ha potuto ripristinare l’accesso globale a Fable a partire dal 1° luglio, mantenendo però Mythos riservato a un gruppo selezionato di organizzazioni statunitensi vagliate dal governo.

Di seguito una sintesi cronologica delle tappe principali della vicenda:

Data Evento
Febbraio 2026 Il Pentagono impone ad Anthropic una classificazione di rischio nella catena di fornitura
Marzo 2026 Un giudice federale blocca il provvedimento del Pentagono
Aprile 2026 La NSA inizia a utilizzare Mythos nonostante il blacklisting, secondo Axios
9 giugno 2026 Anthropic rilascia pubblicamente Fable e Mythos
12 giugno 2026 Blocco globale dei due modelli per adeguamento ai controlli export Usa
30 giugno 2026 Il Dipartimento del Commercio revoca i controlli all’export
1° luglio 2026 Anthropic ripristina l’accesso globale a Fable
6 luglio 2026 Reuters rivela l’uso di Mythos da parte della CISA per audit sul codice governativo

Un progetto chiamato Glasswing

Il caso CISA si inserisce in una strategia più ampia dell’azienda, che nel corso del 2026 ha promosso Mythos come strumento particolarmente efficace nell’individuazione di falle software, nell’ambito di un’iniziativa denominata internamente Project Glasswing. L’accesso al modello sarebbe stato progressivamente ampliato fino a coinvolgere circa 150 organizzazioni in oltre 15 Paesi, secondo quanto riportato da alcune testate.

Proprio questa duplice natura del modello, capace tanto di individuare quanto di sfruttare vulnerabilità informatiche, è al centro delle preoccupazioni che avevano inasprito i rapporti tra Anthropic e Washington nei mesi scorsi. Oggi, però, entrambe le parti descrivono una relazione più distesa, con l’azienda che si sarebbe impegnata a fornire in anteprima al governo l’accesso ai propri modelli più avanzati prima del rilascio pubblico.

Una vicenda ancora avvolta nell’incertezza

Va sottolineato che nessun dettaglio operativo sull’utilizzo di Mythos da parte della CISA è stato confermato ufficialmente. Ogni informazione sulla vicenda si basa su fonti che hanno chiesto di rimanere anonime, e sia l’agenzia sia l’azienda hanno scelto di non commentare pubblicamente l’operazione. Resta dunque poco chiaro:

  • Quali sistemi siano stati effettivamente sottoposti a scansione
  • Come vengano gestite e classificate le vulnerabilità individuate
  • Che cosa accada concretamente alle falle scoperte una volta segnalate

Il quadro che emerge resta quindi quello di un’agenzia incaricata di difendere le reti governative che si affida a un modello sviluppato da un’azienda privata, la stessa che solo pochi mesi fa il Pentagono aveva considerato un rischio per la sicurezza nazionale. Se questo scenario debba essere letto come un esempio di pragmatismo istituzionale o come un caso di eccessiva dipendenza da un singolo fornitore privato, resta una domanda aperta, che dipenderà anche da ciò che gli audit condotti finora hanno effettivamente rivelato.