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Attualità · Politica

Vannacci supera la Lega, la Supermedia certifica il sorpasso: nel centrodestra è allarme rosso

Futuro Nazionale sale al 6,2% e stacca il Carroccio, fermo al 5,8%: la coalizione di governo arretra nel suo complesso mentre l’opposizione resta stabile e allunga il vantaggio

Non è più una tendenza isolata né un episodio da derubricare a rumore statistico: la Supermedia Youtrend/Agi pubblicata il 9 luglio 2026 certifica in modo definitivo il sorpasso di Futuro Nazionale, il movimento fondato da Roberto Vannacci, sulla Lega di Matteo Salvini. Il partito dell’ex generale sale al 6,2%, guadagnando quasi un punto (+0,9%) nelle ultime due settimane, mentre il Carroccio scivola al 5,8%, perdendo lo 0,4%. Un divario che si allarga rilevazione dopo rilevazione e che sta ridisegnando gli equilibri interni al centrodestra, proprio mentre la coalizione di governo nel suo complesso arretra e l’opposizione consolida il proprio vantaggio.

I numeri della Supermedia: un sorpasso “strutturale”

La Supermedia è una media ponderata dei principali sondaggi nazionali sulle intenzioni di voto, elaborata incrociando la consistenza campionaria, la data di realizzazione e il metodo di raccolta dei singoli istituti. L’ultima rilevazione, che include i dati raccolti tra il 25 giugno e l’8 luglio 2026 da Demopolis, Ipsos, Ixè, Piepoli, SWG, Tecnè e dallo stesso Youtrend, fotografa un quadro politico in movimento su più fronti.

Ecco il dettaglio partito per partito:

Partito Percentuale Variazione
Fratelli d’Italia 27,7% -0,1
Partito Democratico 21,5% +0,1
Movimento 5 Stelle 13,0% +0,2
Forza Italia 7,8% -0,2
Alleanza Verdi e Sinistra 6,5% -0,1
Futuro Nazionale 6,2% +0,9
Lega 5,8% -0,4
Azione 3,0% -0,2
Italia Viva 2,3% =
+Europa 1,3% -0,1
Noi Moderati 1,0% -0,1

Guardando alle coalizioni, il quadro si fa ancora più chiaro. Il Campo Largo sale al 44,7% (+0,2), il centrodestra tradizionale arretra al 42,3% (-0,9), mentre Futuro Nazionale, non ancora formalmente integrato in alcuna coalizione, pesa da solo per il 6,2%. Il distacco tra le due grandi aree politiche supera così i due punti e mezzo, un margine che due mesi fa non esisteva.

Un fenomeno che dura da settimane

Il sorpasso di oggi non arriva come un fulmine a ciel sereno. Le prime avvisaglie risalgono già alla metà di giugno, quando una rilevazione Youtrend per SkyTg24 aveva registrato per la prima volta Futuro Nazionale davanti alla Lega, sia pure di un soffio. Da allora la crescita di Vannacci si è consolidata rilevazione dopo rilevazione: Swg per il Tg La7, Adnkronos e altri istituti hanno confermato la stessa dinamica, con il movimento dell’ex generale sempre più stabilmente sopra il Carroccio.

Il trend più recente parla di un partito che, secondo alcune stime, avrebbe raddoppiato i consensi rispetto ai primi sondaggi successivi alla sua fondazione, avvenuta a inizio 2026 dopo la rottura di Vannacci con la Lega, il partito che lo aveva portato al Parlamento europeo nel 2024 con oltre 530mila preferenze.

Il programma e il bacino elettorale di Futuro Nazionale

Al centro della proposta politica di Futuro Nazionale c’è il tema dei rimpatri forzati, sintetizzato dal termine “remigrazione”, affiancato da posizioni nette su immigrazione, spesa per la difesa e aiuti militari all’Ucraina. Un’agenda identitaria più netta rispetto a quella degli alleati di governo, che secondo diverse analisi starebbe erodendo consensi soprattutto a Lega e Fratelli d’Italia, oltre a intercettare una quota di ex elettorato del Movimento 5 Stelle di orientamento più “antisistema”.

Significativo anche il dato sociologico: secondo alcune rilevazioni, la crescita di Vannacci sarebbe particolarmente marcata tra gli elettori con reddito più basso e tra il voto operaio, un elemento che alimenta un dibattito interno al centrodestra sulla natura e la collocazione futura del movimento.

Il rebus di Meloni e l’indifferenza ostentata di Salvini

Per la premier Giorgia Meloni la crescita di Vannacci rappresenta un dilemma politico tutt’altro che semplice da risolvere. Da un lato l’ex generale sottrae voti al bacino elettorale della coalizione di governo; dall’altro, un suo eventuale ingresso in coalizione rischierebbe di irritare i partner europei di Fratelli d’Italia, vista la radicalità di alcune posizioni di Futuro Nazionale. In Parlamento, Meloni ha già accusato Vannacci di fare il gioco delle opposizioni, dividendo il voto di destra; l’ex generale ha replicato definendo il proprio movimento “la bussola del centrodestra, che ha perso la rotta”.

Diversa la reazione di Matteo Salvini, che ostenta indifferenza pubblica di fronte al sorpasso del suo ex parlamentare europeo, arrivando a mettere sullo stesso piano Vannacci e i leader dell’opposizione, Elly Schlein e Giuseppe Conte. Ma dentro il Carroccio, secondo diverse fonti, i malumori sarebbero tutt’altro che sopiti, al punto che si comincia a parlare, sia pure sottovoce, di un possibile cambio di leadership legato proprio al calo di consensi e al sorpasso subito da Futuro Nazionale.

Lo scenario elettorale: senza Vannacci il centrodestra perde

Il dato più delicato per Palazzo Chigi riguarda le simulazioni sulle prossime elezioni politiche, attese per l’autunno del 2027. Nella sua composizione attuale, senza Futuro Nazionale, il centrodestra si troverebbe oggi sotto il Campo Largo di opposizione. È solo includendo i voti di Vannacci che la maggioranza di governo tornerebbe in vantaggio, con proiezioni che in alcuni scenari arriverebbero fino al 47-48% complessivo.

Si tratta di una situazione che alcuni osservatori definiscono paradossale: il movimento che sta indebolendo il centrodestra dall’interno, sottraendo voti a Lega e Fratelli d’Italia, potrebbe al tempo stesso essere decisivo per la sua tenuta elettorale. Un nodo che diventa ancora più rilevante alla luce delle discussioni in corso alla Camera sulla riforma della legge elettorale, che secondo alcune simulazioni potrebbe premiare in modo significativo una coalizione allargata a Futuro Nazionale.

Forza Italia frena: la cautela di Pier Silvio Berlusconi

Sul fronte delle alleanze, arriva oggi anche la posizione di Pier Silvio Berlusconi, che getta un’ombra di cautela sull’ipotesi di un ingresso di Futuro Nazionale nella coalizione di governo. Illustrando alla stampa la programmazione Mediaset, l’editore ha smentito qualsiasi ruolo di suggeritore nei confronti della premier: “Non mi permetterei mai di dare un consiglio a Meloni”, ha premesso, sottolineando piena fiducia nell’operato dell’attuale esecutivo.

Più netto il giudizio sul fenomeno Vannacci, definito un abile comunicatore capace di intercettare un consenso che, secondo Berlusconi, in Italia non è una novità assoluta. La distinzione che l’editore traccia è però cruciale per il futuro della coalizione: un conto è la propaganda, un altro sono i programmi di governo. Prima di qualunque valutazione sull’ingresso di Futuro Nazionale nel centrodestra, secondo Berlusconi, occorrerà attendere un programma politico strutturato e verificarne la coerenza con quello della coalizione, e in particolare con la linea di Forza Italia. Un partito che, ribadisce l’editore, deciderà comunque in piena autonomia, senza subire pressioni né dal governo né da altri alleati.

Questa posizione di attesa segnala come, al netto dei numeri della Supermedia, dentro la coalizione di governo non ci sia affatto convergenza sul da farsi. Se Meloni deve fare i conti con l’ambiguità di un partito che le sottrae voti ma potrebbe salvarle la maggioranza, e Salvini con un ex parlamentare che ora lo supera nei sondaggi, Forza Italia si ritaglia un ruolo più defilato, subordinando ogni apertura alla verifica concreta dei contenuti proposti da Vannacci, più che alla sola convenienza elettorale del momento.

h3>L’opposizione stabile, ma il Campo Largo resta sulla carta

Mentre nel centrodestra si consuma questa frattura, i partiti di opposizione mostrano una sostanziale stabilità. Il Partito Democratico si conferma al 21,5%, il Movimento 5 Stelle al 13,0%, con lievi oscillazioni rispetto alla rilevazione precedente. Il vantaggio complessivo del Campo Largo sul centrodestra sale così a oltre due punti e mezzo, un margine che rafforza la posizione di Elly Schlein in vista del confronto con la maggioranza.

Va però ricordato che, come sottolineano diversi analisti, la coalizione progressista esiste ad oggi solo sulla carta: i calcoli aggregati che sommano Pd, M5s, Avs, Italia Viva e +Europa non riflettono un’alleanza formalizzata, e le trattative sulle alleanze in vista delle elezioni del 2027 restano ancora tutte da costruire.

Cosa cambia da qui alle elezioni

Resta da vedere se la parabola di Futuro Nazionale proseguirà la sua ascesa fino a raggiungere la doppia cifra, come ipotizzano alcuni osservatori, o se si tratterà di un fenomeno destinato a stabilizzarsi negli attuali livelli di consenso. Determinante sarà anche la quota di elettori che, pur dichiarandosi oggi favorevoli a Vannacci nei sondaggi, si tradurrà effettivamente in voti al momento delle urne.

Nel frattempo, la partita più delicata per la legislatura si gioca proprio su questo crinale: la convivenza, o la rottura definitiva, tra il centrodestra di governo e il movimento che ne sta erodendo le fondamenta elettorali, ma che allo stesso tempo potrebbe rivelarsi indispensabile per la sua sopravvivenza alle prossime elezioni politiche.