Le ultime rilevazioni di metà febbraio mostrano un quadro politico in evoluzione: flettono i grandi partiti di governo e opposizione, mentre cresce il movimento di Roberto Vannacci e si rimescolano gli equilibri nel centrodestra.
La nuova fotografia del consenso elettorale italiano, scattata il 16 febbraio 2026, evidenzia mutamenti significativi nei rapporti di forza tra i partiti. Se Fratelli d’Italia mantiene un primato indiscusso nonostante una leggera flessione, la vera notizia riguarda il sorpasso subito dalla Lega, che scivola in sesta posizione. Parallelamente, si registra il consolidamento di Futuro Nazionale, la formazione guidata da Roberto Vannacci, che continua la sua ascesa erodendo consensi nell’area della destra conservatrice.
Il panorama dei grandi partiti: FdI e PD segnano il passo
L’analisi dei dati raccolti (SVG per LA7) nell’ultima settimana indica una fase di assestamento per le due principali forze politiche del Paese. Fratelli d’Italia, il partito guidato da Giorgia Meloni, resta la prima forza politica italiana con il 29,8% delle preferenze. Tuttavia, rispetto alla rilevazione del 9 febbraio, il partito registra un calo dello 0,3%, scendendo sotto la soglia psicologica del 30%. Si tratta di una flessione che, pur non compromettendo la leadership della coalizione di governo, suggerisce una fase di stanchezza fisiologica o un travaso di voti verso formazioni più radicali.
Specularmente, anche il Partito Democratico guidato da Elly Schlein subisce una contrazione. I dem si attestano al 22,0%, perdendo lo 0,2% in sette giorni. Il distacco tra le due principali forze resta dunque superiore ai sette punti percentuali, confermando una polarizzazione del sistema che però, al momento, vede entrambi i poli principali perdere piccoli frammenti di consenso a favore delle forze minori o del non voto.
La crisi della Lega e l’ascesa di Verdi e Sinistra
Il dato politicamente più rilevante dell’ultimo monitoraggio riguarda la Lega di Matteo Salvini. Il Carroccio prosegue il suo trend negativo perdendo un ulteriore 0,2% e posizionandosi al 6,4%. Questo risultato determina uno storico declassamento: la Lega è ora il sesto partito italiano, superata dall’alleanza Verdi e Sinistra.
Quest’ultima formazione, guidata da Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli, mostra una vitalità costante guadagnando lo 0,2% e salendo al 6,6%. La capacità di intercettare le tematiche ambientali e i diritti civili sembra premiare la coalizione rosso-verde, che riesce a posizionarsi come la forza più dinamica nell’area progressista, distanziando la Lega in una competizione che fino a pochi mesi fa sembrava impensabile.
Il Movimento 5 Stelle e Forza Italia: stabilità e piccoli segnali
In questo contesto di cambiamenti, il Movimento 5 Stelle di Giuseppe Conte mostra segnali di resilienza. Con un incremento dello 0,1%, i pentastellati salgono all’11,8%, consolidando la loro posizione di terza forza del Paese e accorciando, seppur di poco, le distanze dal Partito Democratico. La strategia di opposizione dura sui temi sociali sembra garantire una base elettorale solida.
Per quanto riguarda Forza Italia, il partito guidato da Antonio Tajani rimane perfettamente stabile all’8,4%. La formazione azzurra conferma il suo ruolo di “ancora” moderata all’interno del centrodestra, riuscendo a mantenere i propri elettori nonostante la turbolenza che colpisce gli alleati di coalizione.
Il fattore Vannacci: Futuro Nazionale continua a crescere
Spostando l’attenzione sui partiti con percentuali minori, spicca il risultato di Futuro Nazionale, il movimento che fa riferimento al generale Roberto Vannacci. In una sola settimana, la lista guadagna lo 0,3%, portandosi al 3,6%. Si tratta della crescita più alta registrata tra tutte le forze politiche in questo arco temporale.
Il successo di Vannacci appare direttamente collegato alle difficoltà della Lega: una parte dell’elettorato più identitario e di destra sembra trovare nelle proposte di Futuro Nazionale una risposta più efficace rispetto a quella del partito di via Bellerio. Se il trend dovesse proseguire, il movimento potrebbe presto ambire a superare la soglia del 4% a livello nazionale.
Il Terzo Polo e le altre formazioni
Nell’area di centro, si registra un lieve movimento per Azione di Carlo Calenda, che sale al 3,3% (+0,2%), e per Italia Viva di Matteo Renzi, che raggiunge il 2,3% (+0,1%). Questi piccoli segnali indicano un tentativo di riorganizzazione dell’area liberale, che tuttavia resta frammentata e lontana dai numeri dei principali competitor.
In calo invece +Europa, che scivola all’1,4% (-0,1%), e Noi Moderati, che si attesta all’1,1% (-0,1%). Le altre liste complessivamente pesano per il 3,3%, rimanendo stabili rispetto alla settimana precedente.
Tabella riassuntiva degli orientamenti di voto (16 Febbraio 2026) – Dati SVG per LA7
| Partito Politico | Stima 16/2/2026 (%) | Stima 9/2/2026 (%) | Trend |
|---|---|---|---|
| Fratelli d’Italia | 29,8 | 30,1 | -0,3 |
| Partito Democratico | 22,0 | 22,2 | -0,2 |
| Movimento 5 Stelle | 11,8 | 11,7 | +0,1 |
| Forza Italia | 8,4 | 8,4 | = |
| Verdi e Sinistra | 6,6 | 6,4 | +0,2 |
| Lega | 6,4 | 6,6 | -0,2 |
| Futuro Nazionale | 3,6 | 3,3 | +0,3 |
| Azione | 3,3 | 3,1 | +0,2 |
| Italia Viva | 2,3 | 2,2 | +0,1 |
| +Europa | 1,4 | 1,5 | -0,1 |
L’astensionismo e l’area dell’incertezza
Un dato che non deve essere sottovalutato è quello relativo a chi non si esprime. La quota di indecisi o di cittadini orientati verso l’astensione rimane altissima, fissata al 28%. Questo valore, rimasto invariato rispetto alla scorsa settimana, rappresenta un bacino potenziale enorme che potrebbe stravolgere gli equilibri attuali in caso di una mobilitazione improvvisa.
L’incapacità dei partiti tradizionali di ridurre questa “area grigia” indica una persistente disaffezione verso la politica attiva, un fenomeno che colpisce trasversalmente sia la maggioranza che l’opposizione.
Analisi politica: le sfide per i leader
Per Matteo Salvini, il sesto posto della Lega rappresenta un campanello d’allarme rosso sangue. La strategia della visibilità costante sembra non pagare più, specialmente a fronte della concorrenza interna di Vannacci. Il rischio per la Lega è quello di una marginalizzazione all’interno della coalizione di centrodestra, dove Fratelli d’Italia domina e Forza Italia mantiene una posizione di stabilità liberale.
Sul fronte opposto, il Partito Democratico non riesce a beneficiare appieno delle difficoltà del governo, faticando a sfondare quota 23%. La crescita di Verdi e Sinistra indica che a sinistra esiste una domanda di radicalità che il PD, nella sua veste di partito istituzionale, fatica a soddisfare pienamente.
Prospettive future
Le prossime settimane saranno cruciali per capire se l’ascesa di Futuro Nazionale si trasformerà in un fenomeno strutturale capace di superare il 5% e se la Lega riuscirà ad arrestare l’emorragia di voti. Al momento, il quadro politico italiano appare caratterizzato da una forte frammentazione nelle posizioni di rincalzo, mentre i due giganti FdI e PD sembrano aver raggiunto un tetto difficile da superare.
In sintesi, l’elettorato italiano si conferma in movimento, premiando le figure percepite come più coerenti o radicali e penalizzando chi, come la Lega, sembra soffrire maggiormente l’usura del potere e la competizione interna.
