Al termine dei lavori del G7 di Kananaskis, la premier traccia un bilancio e rilancia impegni su Iran, Ucraina e Gaza
Al termine del vertice di Kananaskis, la premier ha ribadito il no all’atomica per l’Iran, evidenziato la convergenza sugli sforzi di pace per l’Ucraina e ottenuto l’inserimento di un richiamo al cessate il fuoco a Gaza nel comunicato finale.
Le dichiarazioni sul nucleare iraniano
Nel corso del suo intervento, Giorgia Meloni ha posto al centro dell’attenzione il tema del nucleare iraniano, sottolineando che “l’obiettivo che tutti vogliamo è arrivare a negoziati che consentano all’Iran di non diventare una potenza nucleare”. Questa posizione, frutto di un ampio confronto con gli altri partner del G7, riflette l’urgenza di evitare nuove escalation nella regione mediorientale e di mantenere viva la prospettiva diplomatica per l’accordo sul programma atomico di Teheran. La premier ha insistito sull’importanza di un approccio multilaterale, capace di bilanciare sanzioni mirate e incentivi alla cooperazione, ponendo come priorità il divieto assoluto di qualsiasi sviluppo di armamenti nucleari.
Kananaskis, il mio punto stampa a termine del G7. pic.twitter.com/kbqpopTAPB
— Giorgia Meloni (@GiorgiaMeloni) June 17, 2025
Convergenza sugli sforzi di pace in Ucraina
Di fronte alle tensioni sul fronte orientale, la premier ha evidenziato la “convergenza di vedute nel G7” riguardo al sostegno all’Ucraina. Ha ribadito la necessità di continuare a garantire assistenza militare e finanziaria, ma anche di promuovere iniziative diplomatiche per un cessate il fuoco duraturo. In particolare, è stato ricordato il recente pacchetto di aiuti annunciato dal Canada, che include due miliardi di dollari per rafforzare la difesa di Kiev, e il consenso sulla necessità di intensificare le pressioni economiche su Mosca. Questo tema è stato oggetto di un confronto serrato, specie dopo la decisione degli Stati Uniti di non seguire pienamente la linea europea sulle nuove misure restrittive, ma la dichiarazione finale testimonia un’impostazione comune sull’invio di aiuti e sulla volontà di sostenere il negoziato.
Il richiamo al cessate il fuoco a Gaza
Un punto di rilievo del comunicato finale è l’inserimento di un passaggio specifico sul cessate il fuoco a Gaza. La premier ha spiegato di aver lavorato “molto” perché un riferimento esplicito comparisse nel documento congiunto, sottolineando che “è il momento giusto, spingendo adeguatamente, per arrivare a un cessate il fuoco a Gaza”. Questa apertura segna un assestamento della linea del G7, che riconosce il dramma umanitario nella Striscia e la necessità di tutelare la popolazione civile. Il richiamo alla protezione dei diritti umani si accompagna all’appello per garantire corridoi umanitari e rafforzare il monitoraggio internazionale, in un contesto segnato da ripetuti bombardamenti e da crescenti perdite tra i civili.
Sanzioni alla Russia e sostegno militare
Accanto alle questioni mediorientali, i leader del G7 hanno approvato un nuovo pacchetto di sanzioni contro Mosca, destinato a colpire individui, entità e la cosiddetta “flotta fantasma” che continua a rifornire la Russia. La premier ha evidenziato come queste misure rafforzino il supporto all’Ucraina e siano parte di una strategia condivisa per aumentare il costo economico dell’aggressione. Nel suo intervento ha ricordato l’impegno delle democrazie occidentali a mantenere alta la pressione, bilanciando gli strumenti economici con l’invio di sistemi difensivi e addestramento, e ribadito la necessità di un coordinamento più stretto con i Paesi non-G7 invitati al vertice.
Dialogo multilaterale e bilaterali sul margine
Oltre alle sessioni plenarie, la premier ha partecipato a numerosi bilaterali, tra cui un colloquio informale con il presidente Donald Trump, durato alcuni minuti su una panchina all’esterno del lodge. In quella sede, ha ribadito l’opportunità di riaprire la strada del negoziato con Teheran e di lavorare per un cessate il fuoco a Gaza. Ha svolto anche incontri con il premier britannico e il cancelliere tedesco, rafforzando la cooperazione sull’export di energie rinnovabili e chiedendo maggiore coesione sulle misure per la sicurezza cibernetica. Questi scambi testimoniano la volontà di mantenere vivi i canali diretti di comunicazione, considerati essenziali per gestire crisi globali e coordinare la risposta alle emergenze.
Dinamiche interne e ruolo italiano
Il vertice di Kananaskis ha mostrato alcune tensioni interne, soprattutto riguardo alla linea statunitense sulle sanzioni e al posizionamento di Trump sul conflitto mediorientale. Nonostante i disallineamenti, la leadership italiana ha saputo ritagliarsi uno spazio di influenza, facendo leva sulla propria esperienza nel Mediterraneo e sulla capacità di rappresentare sensibilità diverse. La scelta di puntare fin dall’inizio sul tema dei negoziati iraniani e di insistere sul cessate il fuoco a Gaza ha consolidato il profilo diplomatico di Roma, rafforzando l’immagine di un’azione basata sul dialogo e sull’equilibrio tra realismo politico e tutela dei diritti umani.
Prospettive e reazioni internazionali
La dichiarazione finale, pur segnata da compromessi, offre alcuni punti di partenza per l’azione futura:
- Monitoraggio sulle sanzioni: verifica dell’impatto economico su Mosca e flessibilità in caso di passi avanti diplomatici.
- Supporto all’Ucraina: conferma degli stanziamenti militari e della cooperazione in sede Nato.
- Mediazione in Medio Oriente: avvio di tavoli multilaterali per estendere il cessate il fuoco e coordinare l’invio di aiuti.
- Dialogo sull’energia: collaborazione per la stabilità dei mercati e riduzione della dipendenza dai combustibili fossili.
Le prime reazioni europee e internazionali accolgono con favore l’equilibrio trovato, ma evidenziano l’urgenza di tradurre le parole in fatti, accelerando i negoziati e garantendo assistenza umanitaria nei teatri di crisi.
Conclusione
Il G7 di Kananaskis si chiude con un bilancio articolato: da un lato il rafforzamento delle misure contro la Russia e il sostegno all’Ucraina, dall’altro l’accento sulla diplomazia per bloccare l’Iran e porre fine alle ostilità in Gaza. Giorgia Meloni esce dal vertice con un dossier articolato, fondato sul principio che la sicurezza globale passi sempre attraverso il negoziato e la tutela delle popolazioni civili. Resta ora da tradurre questi impegni in risultati concreti, in un’estate che si annuncia densa di sfide geopolitiche.
