La Lega rilancia la battaglia contro l’obbligo vaccinale. Borghi annuncia una nuova proposta di legge

Dopo le tensioni sul Comitato tecnico per le vaccinazioni, la Lega torna all’attacco dell’obbligo vaccinale pediatrico. Claudio Borghi: “Ci riproveremo, vogliamo evitare qualsiasi obbligo”. Malumori nella maggioranza, allarme tra i medici

La Lega riaccende lo scontro sull’obbligo vaccinale con una nuova proposta di legge destinata a riaprire un fronte politico e sociale sensibile. Il deputato Claudio Borghi, esponente di punta del partito, ha annunciato l’intenzione di abolire la normativa introdotta con la legge Lorenzin del 2017. Il tema, già oggetto di forti polemiche nel recente passato, torna dunque al centro del dibattito, con posizioni divergenti anche all’interno della maggioranza di governo.

Una nuova proposta per abrogare la legge Lorenzin

Claudio Borghi, già autore di una proposta simile nel 2024, ha annunciato l’intenzione di rilanciare in Parlamento una legge per cancellare l’obbligo vaccinale pediatrico. L’iniziativa mira in particolare a eliminare le disposizioni che prevedono la vaccinazione obbligatoria per accedere ai servizi educativi per l’infanzia.

Secondo Borghi, l’Italia è un’“eccezione” rispetto al panorama internazionale, dove l’obbligatorietà dei vaccini sarebbe meno diffusa:

“Vogliamo evitare qualsiasi obbligo vaccinale e adeguarci a quanto accade nel resto d’Europa”.

Il deputato ha sottolineato che la nuova proposta sarà condivisa con gli alleati, pur ammettendo che “non sarà semplice”, vista la diversità di vedute interna alla maggioranza.

Le tensioni con il Ministero della Salute

La proposta della Lega arriva in un contesto già acceso dalle recenti decisioni del ministro della Salute, Orazio Schillaci, che ha revocato le nomine del NITAG, il gruppo tecnico consultivo nazionale sui vaccini. Una mossa che ha suscitato forti reazioni da parte della Lega, che da tempo critica l’impostazione delle politiche sanitarie del Ministero.

La revoca delle nomine è stata vista da Borghi e da altri esponenti leghisti come un segnale di apertura, che potrebbe spianare la strada a una revisione del paradigma vaccinale introdotto negli ultimi anni.

Salvini: “Il dubbio sull’obbligo vaccinale è buon senso”

Anche Matteo Salvini è intervenuto sulla questione, dichiarando che “avere dubbi sull’obbligo dei vaccini è buon senso, non eresia”. Il leader della Lega ha ribadito che la libertà di scelta deve prevalere, soprattutto quando si tratta della salute dei minori.

Parole che confermano la linea identitaria del partito su temi come salute, libertà individuale e ruolo dello Stato, in linea con una retorica già sperimentata durante l’emergenza Covid-19.

Maggioranza divisa, alleati freddi

La nuova offensiva della Lega ha creato malumori all’interno della maggioranza. Fratelli d’Italia, pur esprimendo critiche sulla gestione del NITAG, non ha sostenuto apertamente l’abolizione dell’obbligo vaccinale. Più netta Forza Italia, che ha espresso pieno sostegno al ministro Schillaci, difendendo la validità delle politiche vaccinali attuali.

Il rischio è che la proposta leghista possa incrinare ulteriormente gli equilibri nella coalizione, soprattutto in vista della sessione parlamentare autunnale.

Le reazioni dell’opposizione e dei medici

L’opposizione è compatta nel respingere l’iniziativa. Il Partito Democratico ha definito la proposta “grave e irresponsabile”, accusando la Lega di strizzare l’occhio all’area no-vax per meri calcoli elettorali.

Il segretario del PD Veneto ha parlato di “una proposta che mette a rischio la salute dei bambini e mina la fiducia nella medicina scientifica”.

Anche il mondo medico è in allerta. Diversi esperti hanno espresso preoccupazione per il possibile calo delle coperture vaccinali, che potrebbe aprire la porta al ritorno di malattie infettive già debellate. Il presidente della Federazione degli Ordini dei Medici ha ricordato che “l’obbligo vaccinale è stato fondamentale per garantire la salute pubblica”.

I dati sull’obbligo vaccinale in Italia

La legge Lorenzin, in vigore dal 2017, prevede dieci vaccinazioni obbligatorie per i bambini in età prescolare, tra cui quelle contro morbillo, rosolia, parotite, poliomielite e difterite. L’obiettivo era rialzare le coperture vaccinali, in netto calo alla metà degli anni 2010.

Secondo i dati del Ministero della Salute:

  • Nel 2015 la copertura per il morbillo era al 85%.

  • Dopo l’entrata in vigore dell’obbligo, nel 2019 la copertura è salita al 95%, soglia raccomandata dall’OMS.

  • Nel periodo post-pandemico, il trend ha mostrato una leggera flessione, attribuita alla disinformazione e alla crescente diffidenza nei confronti delle istituzioni sanitarie.

Un dibattito destinato a crescere

Il ritorno dell’obbligo vaccinale al centro del dibattito politico riapre un fronte delicato, che coinvolge non solo la scienza, ma anche valori sociali, diritti individuali e fiducia nello Stato.

La proposta della Lega ha già acceso le prime polemiche, e si prevede che il tema sarà uno dei più divisivi dell’autunno. In gioco non c’è solo una norma, ma l’intero impianto di gestione sanitaria pubblica e il rapporto tra libertà individuale e responsabilità collettiva.