Il Portogallo vira a destra, ma resta senza maggioranza

Il centrodestra di Luís Montenegro vince le elezioni, ma l’ascesa di Chega e la crisi dei socialisti complicano la formazione di un governo stabile

Il Portogallo ha votato per la terza volta in tre anni, ma l’instabilità politica persiste. Il centrodestra guidato da Luís Montenegro ha ottenuto la maggioranza relativa, mentre l’estrema destra di Chega ha raggiunto un risultato storico, e i socialisti hanno subito una pesante sconfitta.

https://www.ilsussidiario.net/wp-content/uploads/2024/03/11/elezioni_portogallo_ad_centrodestra_montenegro_ansa_2024.jpgAlle elezioni legislative anticipate del 18 maggio 2025, la coalizione di centrodestra Alleanza Democratica (AD), guidata dal primo ministro uscente Luís Montenegro, ha ottenuto il 32,1% dei voti, conquistando 86 seggi su 230 nell’Assemblea della Repubblica. Sebbene in crescita rispetto alle precedenti elezioni, il risultato non è sufficiente per raggiungere la maggioranza assoluta di 116 seggi necessaria per governare senza alleanze.

Il Partito Socialista (PS), guidato da Pedro Nuno Santos, ha subito una significativa battuta d’arresto, scendendo al 23,4% dei voti e ottenendo 58 seggi, perdendone 20 rispetto alla legislatura precedente. In parallelo, il partito di estrema destra Chega, guidato da André Ventura, ha registrato una crescita impressionante, raggiungendo il 22,6% dei voti e conquistando anch’esso 58 seggi, segnando il suo miglior risultato di sempre.


La crisi del bipartitismo e l’ascesa di Chega

Il risultato elettorale ha evidenziato una frammentazione del panorama politico portoghese, con la fine del tradizionale bipartitismo tra PS e PSD. L’ascesa di Chega rappresenta un cambiamento significativo, con il partito che ha guadagnato consensi in tutto il paese, inclusi i distretti storicamente di sinistra. Il leader André Ventura ha dichiarato che il risultato “ha posto fine a 50 anni di governi conservatori e socialisti e ha ucciso il bipartitismo in Portogallo”.


Le dimissioni di Pedro Nuno Santos e le sfide per Montenegro

In seguito alla sconfitta elettorale, Pedro Nuno Santos ha annunciato le sue dimissioni dalla leadership del PS, aprendo la strada a un processo di rinnovamento interno. Ha escluso qualsiasi appoggio a un governo guidato da Montenegro, criticando l’operato del premier uscente e l’ascesa dell’estrema destra.

Luís Montenegro, dal canto suo, ha interpretato il risultato come un mandato chiaro per continuare a governare, nonostante l’assenza di una maggioranza assoluta. Tuttavia, ha escluso categoricamente un’alleanza con Chega, definendo il partito inaffidabile e ideologicamente incompatibile. La formazione di un governo stabile appare quindi complessa, con la possibilità di un altro esecutivo di minoranza.


Le cause della crisi politica

Le elezioni anticipate sono state indette a seguito della caduta del governo Montenegro, avvenuta l’11 marzo 2025, quando il Parlamento ha respinto una mozione di fiducia presentata dall’esecutivo. La crisi è stata innescata da uno scandalo di conflitto di interessi che ha coinvolto il premier e l’azienda di famiglia, portando a una perdita di fiducia tra i partiti e all’impossibilità di formare una nuova maggioranza.


Le prospettive future

Il Portogallo si trova ora in una situazione di incertezza politica, con la necessità di formare un governo che possa garantire stabilità e affrontare le sfide economiche e sociali del paese. La crescita di Chega e la frammentazione del Parlamento rendono difficile la formazione di coalizioni solide, mentre la possibilità di nuove elezioni non può essere esclusa.