Affluenza in calo e spoglio in corso: la lista autonomista prima nei consensi, ma la coalizione di centrodestra è in testa
Il primo scrutinio delle elezioni regionali in Valle d’Aosta mostra un vantaggio del centrodestra, ma a sorprendere è l’Union Valdôtaine che diventa il partito più votato. In calo l’affluenza rispetto al 2020. Nessuna lista supera per ora la soglia del 42% che garantisce il premio di maggioranza: sarà il Consiglio a decidere il nuovo presidente.
Centrodestra avanti con il 38,49%, UV primo partito con il 28,26%
Lo scrutinio delle schede per il rinnovo del Consiglio regionale della Valle d’Aosta è ancora in corso, ma i primi dati offrono già uno spaccato chiaro e potenzialmente decisivo. Con il 13,70% delle schede scrutinate — pari a 8.904 voti — la coalizione di centrodestra si posiziona in testa con il 38,49%.
Il risultato sorprendente arriva però dall’Union Valdôtaine, che si attesta come primo partito singolo con il 28,26% dei consensi. Un dato che segna un evidente exploit rispetto alle aspettative della vigilia e che la colloca al centro del futuro assetto politico della regione.
Segue con il 16,32% la lista degli Autonomisti di Centro, che raccoglie realtà locali come Pour l’Autonomie, Rassemblement Valdotain e Stella Alpina. Il Partito Democratico si ferma per ora all’8,57%, mentre altre liste civiche e progressiste, come Valle d’Aosta Aperta (6%), Alleanza Verdi Sinistra (5,9%) e Valle d’Aosta Futura (4,69%), raccolgono consensi più frammentati.
Partecipazione in calo: affluenza ferma al 62,98%
Sul fronte dell’affluenza, la partecipazione si conferma in netto calo rispetto alle elezioni del 2020. Alla chiusura dei seggi, ha votato il 62,98% degli aventi diritto, pari a 65.014 elettori su 103.223 iscritti. Cinque anni fa, quando il voto si svolgeva su due giorni, l’affluenza finale era stata del 70,50%.
Dati molto disomogenei tra i Comuni: a Valgrisenche si è registrata la punta massima con un’affluenza del 90,42%, mentre Courmayeur ha fatto segnare la più bassa, con appena 50,57% di partecipazione.
Per quanto riguarda le elezioni comunali di Aosta, il dato si è fermato al 57,64%, con 16.480 votanti su 28.590.
Sistema elettorale: decisiva la soglia del 42%
Il quadro che sta emergendo dallo spoglio è fortemente influenzato dal particolare sistema elettorale valdostano, che prevede un meccanismo proporzionale con premio di maggioranza. Quest’ultimo scatta solo se una lista o una coalizione ottiene almeno il 42% dei voti.
Al momento, nessuna coalizione ha superato questa soglia, e ciò comporta che i 35 seggi del Consiglio regionale saranno distribuiti proporzionalmente. Di conseguenza, nessuna forza politica potrà governare da sola, rendendo indispensabile la costruzione di alleanze post-voto.
In Valle d’Aosta, inoltre, il presidente della Regione non viene eletto direttamente dai cittadini, ma scelto a maggioranza assoluta dal Consiglio regionale una volta insediato.
Gli equilibri in gioco: coalizioni e scenari
Il centrodestra
La coalizione formata da Forza Italia – La Renaissance, Fratelli d’Italia e Lega si trova in vantaggio, ma non abbastanza per ottenere il premio di maggioranza. Rischia quindi di dover trattare con altre forze per costruire una maggioranza stabile.
L’Union Valdôtaine
Con il suo 28,26%, è di fatto la lista più votata dell’intera tornata. Un risultato che la mette in una posizione centrale nelle trattative, rendendola potenzialmente ago della bilancia per qualsiasi scenario di governo.
Autonomisti di Centro
Con oltre il 16%, rappresentano un’altra componente fondamentale per ogni ipotesi di coalizione regionale. Potrebbero optare per un’alleanza con l’Union Valdôtaine o cercare un’intesa più ampia anche con il centrodestra.
Centrosinistra e forze civiche
Il Partito Democratico resta indietro e rischia di giocare un ruolo marginale se non entra attivamente in un’alleanza. Le forze civiche e ambientaliste potrebbero invece diventare determinanti in uno scenario a geometrie variabili.
Prossimi passaggi
Con lo spoglio ancora in corso, le prossime ore saranno decisive per capire:
-
Se il centrodestra riuscirà a consolidare il suo vantaggio superando la soglia del 42%;
-
Quanti seggi otterranno le principali forze politiche, e quali combinazioni renderanno possibile una maggioranza;
-
Quali forze riusciranno a esprimere il nuovo presidente della Regione, tramite un accordo post-elettorale.
Una tornata elettorale ad alta tensione
Le elezioni regionali in Valle d’Aosta del 2025 si confermano come una competizione ad alta intensità politica. La frammentazione del quadro partitico e l’assenza di un vincitore assoluto rendono questa tornata fortemente negoziale.
In un sistema in cui le alleanze contano più dei singoli risultati, a fare la differenza sarà la capacità di mediazione delle forze politiche nei giorni successivi alla chiusura dello scrutinio.
Il peso crescente delle forze autonomiste, a partire dall’Union Valdôtaine, mostra una regione che continua a premiare le istanze locali, pur mantenendo un dialogo aperto con i grandi partiti nazionali.
