Dazi Usa-Ue, Giorgetti: “Oltre il 10% sono insostenibili”. Si apre la trattativa con Washington

Governo italiano in pressing per un’intesa tra Stati Uniti e Unione europea sui dazi. Il ministro dell’Economia avverte: impatto troppo pesante, si cerchi un accordo politico

Il ministro Giancarlo Giorgetti lancia un segnale forte nella complessa trattativa sui dazi fra Stati Uniti e Unione europea: oltre il 10% di tariffe aggiuntive sarebbero un colpo insostenibile per le imprese italiane. Sul tavolo, possibili aumenti fino al 100% che mettono a rischio settori strategici. Governo e Parlamento spingono per una risposta comune.

L’allarme sui dazi: “Così si danneggiano imprese e cittadini”

I dazi imposti dagli Stati Uniti su una vasta gamma di prodotti europei, in risposta alla disputa Airbus-Boeing, rischiano di avere conseguenze gravi per molte economie del Vecchio Continente, con l’Italia particolarmente vulnerabile. Potenziali tariffe fino al 100% su vino, pasta, formaggi e componenti industriali mettono a rischio miliardi di export.

Giorgetti: “Oltre il 10% sono insostenibili”

A rompere il ghiaccio è stato il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, che ha avvertito: “Se si superano dazi del 10%, diventano insostenibili per i nostri esportatori”. Una presa di posizione netta che sollecita una soluzione politica e diplomatica con Washington, evitando un’escalation tariffaria.

Giorgetti ha ricordato che oltre il 70% delle esportazioni italiane verso gli Usa proviene da settori a elevato valore aggiunto, che verrebbero duramente penalizzati. “Dobbiamo difendere la competitività delle nostre imprese senza ricorrere a misure unilaterali che scaricherebbero i costi sui consumatori”, ha sottolineato.

Meloni: strategia europea e bilaterale

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha fatto sapere che il governo è impegnato in sede europea per costruire una posizione comune, con aperture anche a un contatto diretto con l’amministrazione Usa. “Serve una visione di lungo termine”, ha detto, ricordando l’importanza di proteggere il Made in Italy.

Foti (FdI): “L’Europa sia compatta”

In Parlamento, Tommaso Foti ha sottolineato che “questo è il momento della trattativa”, invitando tutti i Paesi Ue a mantenere una linea unitaria. “L’Unione europea non è impreparata, ma serve determinazione per tutelare i nostri settori chiave”, ha aggiunto.

Settori italiani più colpiti

  • Agroalimentare: vino, olio, formaggi DOP, pasta, salumi.
  • Componentistica industriale: meccanica di precisione, automotive, chimica.
  • Moda e design: tessile, calzature, arredamento.

L’Italia esporta circa 60 miliardi di euro verso gli Usa, con un potenziale danno da oltre 2 miliardi solo nel comparto agroalimentare, stima Coldiretti.

Le radici della disputa e le opzioni sul tavolo

La controversia nasce dalla vicenda Airbus-Boeing, degenerata in una guerra tariffaria ai tempi di Trump. Con l’amministrazione Biden si era cercato un nuovo dialogo, ma ora le tensioni tornano alte in vista delle prossime presidenziali.

Bruxelles valuta due strade:

  1. Negoziato politico per revocare o ridurre i dazi.
  2. Misure di ritorsione sui prodotti Usa, con il rischio di una spirale di tensione.

Impatto su famiglie e inflazione

Nuove tariffe aumenterebbero i prezzi al consumo, aggravando un’inflazione che resta elevata dopo la crisi energetica.

Conclusione: decisioni imminenti

Le prossime settimane saranno decisive per evitare una guerra commerciale. L’Italia, con il ruolo di Giorgetti e Meloni, punta a un’intesa che tuteli imprese e consumatori.