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Troppe diagnosi o bambini che prima non vedevamo?

Galimberti provoca: «La scuola elementare sembra sia diventata una clinica psichiatrica».

Ma davvero oggi ci sono troppi bambini con diagnosi di DSA, autismo e altri disturbi? Oppure stiamo finalmente riconoscendo difficoltà che in passato esistevano comunque, ma venivano liquidate come svogliatezza, scarsa capacità o mancanza di impegno?

Il punto non è rendere la scuola più facile. È capire se trattare tutti nello stesso modo significhi davvero trattarli in modo equo.

Uno strumento compensativo non dovrebbe regalare un vantaggio, ma evitare che una difficoltà specifica impedisca a uno studente di dimostrare ciò che realmente sa.

E voi cosa ne pensate: troppe diagnosi o problemi che prima non riconoscevamo?