Due soldati della Guardia Nazionale gravemente feriti. Fermato un 29enne di origine afghana, sospettato di terrorismo.
La capitale americana è stata teatro di un grave episodio di violenza: una sparatoria avvenuta a pochi isolati dalla Casa Bianca ha coinvolto due membri della Guardia Nazionale. L’autore, un uomo di 29 anni di origine afghana, è stato arrestato dopo essere rimasto ferito nello scontro. Le autorità trattano l’accaduto come un possibile atto di terrorismo.
La dinamica dell’attacco
Secondo le prime ricostruzioni, l’episodio è avvenuto nel primo pomeriggio nei pressi della Farragut West Station, a due isolati dalla Casa Bianca, in una zona ad alta sorveglianza. L’uomo si sarebbe avvicinato a due soldati della Guardia Nazionale impegnati in servizio di pattugliamento e avrebbe aperto il fuoco improvvisamente, esplodendo diversi colpi d’arma da fuoco.
I militari sono stati entrambi colpiti — uno al torace, l’altro alla testa — e soccorsi immediatamente dal personale di sicurezza presente nell’area. L’assalitore, rimasto ferito nel conflitto a fuoco, è stato catturato e trasferito in ospedale sotto stretta sorveglianza.
La polizia di Washington e l’FBI hanno subito isolato l’area, mentre la Casa Bianca veniva temporaneamente posta in stato di allerta. L’intervento rapido delle forze di sicurezza ha evitato che l’attacco degenerasse ulteriormente.
Il profilo del sospettato
L’uomo arrestato è stato identificato come Rahmanullah Lakanwal, 29 anni, cittadino di origine afghana entrato negli Stati Uniti nel 2021 nell’ambito del programma di accoglienza per rifugiati dopo il ritiro americano da Kabul.
Secondo fonti investigative, Lakanwal avrebbe ottenuto lo status di asilo politico nell’aprile 2025. Negli ultimi mesi, viveva tra Maryland e Virginia, senza un’occupazione stabile. Gli inquirenti stanno ora verificando possibili legami con ambienti radicalizzati o gruppi estremisti, anche se al momento non risultano rivendicazioni ufficiali.
Le autorità stanno inoltre indagando sul possesso dell’arma usata, una pistola automatica di grosso calibro, per capire se fosse stata acquistata legalmente o ottenuta tramite canali illegali.
Le condizioni delle vittime
I due militari coinvolti, appartenenti a un reparto della Guardia Nazionale della West Virginia, sono ricoverati in condizioni gravi ma stabili. I medici dell’ospedale George Washington University Hospital stanno monitorando costantemente le loro condizioni, e si parla di “prognosi riservata”.
Il Comando della Guardia Nazionale ha espresso vicinanza alle famiglie dei soldati e ha sottolineato “il coraggio dimostrato nel rispondere a un attacco vile e improvviso nel cuore della capitale”.
Le reazioni ufficiali
Il presidente Donald Trump, informato dell’accaduto mentre si trovava in Florida per il Giorno del Ringraziamento, ha condannato duramente l’attacco definendolo “un gesto di odio contro gli Stati Uniti e i suoi difensori”. Ha inoltre ordinato il dispiegamento di 500 uomini aggiuntivi della Guardia Nazionale a Washington “per garantire la sicurezza della popolazione e dei siti istituzionali”.
La sindaca di Washington, Muriel Bowser, ha dichiarato che non ci sono prove dell’esistenza di complici e che “la città rimane sotto controllo”. L’FBI ha aperto un’inchiesta per terrorismo interno, pur mantenendo riservate le motivazioni dell’attacco fino al completamento delle indagini.
Un contesto delicato
L’episodio arriva in un momento di forte tensione politica e sociale negli Stati Uniti. Il tema della sicurezza interna e della gestione dei rifugiati era già al centro del dibattito pubblico, e l’attacco rischia di riaccendere le polemiche sulla politica migratoria.
La presenza di militari federali nella capitale era stata rafforzata nei mesi scorsi, proprio per prevenire azioni violente o proteste. La vicinanza del luogo dell’attacco alla Casa Bianca accentua la portata simbolica dell’episodio, alimentando timori su possibili falle nel sistema di sicurezza della zona più protetta del Paese.
Le indagini in corso
Gli investigatori stanno analizzando i dispositivi elettronici sequestrati al sospettato, compresi computer e telefoni cellulari, per individuare eventuali contatti o messaggi che possano chiarire le motivazioni dell’attacco.
Parallelamente, l’intelligence sta verificando se l’uomo avesse manifestato segnali di radicalizzazione negli ultimi anni o fosse stato in contatto con gruppi estremisti online.
L’FBI ha confermato che l’episodio è trattato come un “atto potenzialmente terroristico”, ma non esclude altre ipotesi, tra cui motivazioni personali o disturbi mentali.
Le conseguenze politiche
L’attacco ha riaperto il dibattito sull’immigrazione afghana post-2021 e sui meccanismi di controllo dei rifugiati accolti negli Stati Uniti. Esponenti del Partito Repubblicano chiedono una revisione immediata dei criteri di concessione dell’asilo, mentre i Democratici invitano alla cautela, sottolineando l’importanza di non stigmatizzare intere comunità per il gesto di un singolo individuo.
L’opinione pubblica americana si mostra divisa, ma la maggioranza dei cittadini — secondo i primi sondaggi — chiede un rafforzamento della sicurezza nelle aree strategiche e una maggiore cooperazione tra agenzie federali.
Conclusione
La sparatoria nei pressi della Casa Bianca rappresenta un grave episodio che riporta l’attenzione sulla vulnerabilità dei centri di potere, anche in una città iperprotetta come Washington. Le indagini proseguono, ma il messaggio politico e simbolico dell’attacco è già evidente: la minaccia interna resta una delle sfide più complesse per gli Stati Uniti del 2025.
