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Attualità · Cronaca

Rogo in un locale di Bangkok, ventisette morti e il parallelo con Crans-Montana

Un incendio divampato in un pub della capitale thailandese ha ucciso 27 persone e ferito altre 63: le prime ricostruzioni ricalcano lo schema già visto a Capodanno nel disastro svizzero

Un incendio scoppiato domenica notte in un pub alla periferia di Bangkok ha causato la morte di almeno 27 persone e il ferimento di altre 63, 22 delle quali in condizioni critiche. È il rogo più mortale registrato in Thailandia da quasi vent’anni e le prime ricostruzioni degli inquirenti thailandesi disegnano uno scenario che ricorda da vicino, per dinamica e responsabilità, quanto accaduto la notte di Capodanno 2026 nel bar Le Constellation di Crans-Montana, in Svizzera, dove morirono 41 persone.

Cosa è successo a Bangkok

Le fiamme sono divampate intorno alle 23 di domenica all’interno del Rong Beer Na Lat Phrao, un bar-ristorante nel quartiere di Chatuchak, alla periferia nord della capitale thailandese. Il locale, che secondo un annuncio pubblicato su Facebook per promuovere un concerto poteva ospitare oltre 300 persone e disponeva di un palco, due bancone bar, una cucina e quattro uscite di sicurezza, si è riempito di fumo in pochi minuti.

Secondo il racconto di alcuni musicisti che si stavano esibendo quella sera, tutto sarebbe iniziato con del fumo proveniente da un interruttore elettrico vicino al palco, seguito da un blackout improvviso e da un’esplosione. Il fuoco si è propagato rapidamente fino al soffitto, riempiendo il locale di fumo denso in pochissimo tempo. Il governatore di Bangkok, Chadchart Sittipunt, ha spiegato che il fumo è stato probabilmente la principale causa dei decessi.

Molte delle vittime sono state trovate nei pressi dei bagni sul retro del locale, dove si erano rifugiate nel tentativo di sfuggire alle fiamme senza però trovare una via di uscita. Il premier thailandese Anutin Charnvirakul, che ha visitato il luogo del disastro nelle prime ore di lunedì, ha riferito che la maggior parte degli avventori si è diretta verso il retro del locale in preda al panico, senza riuscire a raggiungere un’uscita di emergenza.

 

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Le uscite di sicurezza bloccate

Uno degli elementi centrali dell’inchiesta riguarda proprio le vie di fuga. Secondo il governatore Sittipunt, alcune vittime sono state ritrovate accanto a un’uscita di sicurezza che potrebbe essere stata bloccata al momento dell’incendio. Le prime verifiche condotte dagli investigatori hanno inoltre individuato alcuni “punti ciechi” nella struttura, ovvero aree in cui non era visibile alcuna segnaletica per la via di fuga.

Il responsabile del dipartimento per la prevenzione dei disastri di Bangkok, Suriyachai Rawiwan, ha raccontato che i soccorritori sono arrivati sul posto entro cinque minuti dalla chiamata di emergenza, ma l’incendio si era ormai già esteso a gran parte del locale. Una volta entrati per cercare i superstiti, i soccorritori hanno trovato tavoli e sedie che ostruivano i corridoi, rendendo ancora più difficili le operazioni di salvataggio in un ambiente dove il calore era ormai intenso.

Il premier Anutin ha precisato che il locale era autorizzato a operare come ristorante e che la polizia sta ora esaminando i verbali delle ispezioni effettuate in passato. Ha promesso alle vittime e alle famiglie la massima assistenza possibile, aggiungendo che non ci sarà alcuna indulgenza qualora venissero accertate violazioni di legge.

Le vittime e i soccorsi

Al momento le autorità thailandesi hanno identificato dieci delle vittime: nove cittadini thailandesi e una persona originaria del Laos. Tra i testimoni della tragedia anche un tassista in moto, Surin Jaiharn, che ha raccontato di aver visto le fiamme riversarsi in strada dalla porta del locale e di aver soccorso circa cinque persone in fuga, con ustioni sul corpo. Il turista laotiano Kan Kutirat ha descritto invece il caos e le urla provenienti dall’interno del locale nei momenti dell’incendio.

L’incendio è stato dichiarato sotto controllo dalla polizia intorno alle 2 di lunedì, circa tre ore dopo lo scoppio delle fiamme. Sul posto, nelle ore successive, la polizia scientifica ha avviato i rilievi tra le macerie del locale, mentre le immagini diffuse mostrano finestre in frantumi, bottiglie e arredi anneriti dal fumo.

Il precedente di Crans-Montana

La dinamica dell’incendio di Bangkok presenta più di un punto di contatto con quanto avvenuto la notte di Capodanno 2026 nel bar Le Constellation di Crans-Montana, rinomata località sciistica del Canton Vallese, in Svizzera. Anche in quel caso un locale molto frequentato da giovani, dotato di vie di fuga insufficienti rispetto all’affollamento reale, fu teatro di una tragedia costata la vita a 41 persone e il ferimento di altre 115, molte delle quali con gravi ustioni.

Nel caso svizzero l’incendio fu innescato dall’uso improprio di candele pirotecniche applicate a bottiglie di champagne durante i brindisi di mezzanotte: le scintille incendiarono il rivestimento fonoassorbente del soffitto del locale, in gran parte seminterrato, scatenando un rogo che si propagò in pochi secondi. Anche a Crans-Montana le indagini successive rivelarono che il locale ospitava un numero di persone superiore alla capienza consentita e che l’unica via di fuga praticabile era risultata bloccata, oltre a non essere conforme alle norme antincendio.

I proprietari del bar svizzero, i coniugi Jacques Moretti e Jessica Maric, sono tuttora indagati per omicidio colposo plurimo, lesioni colpose e incendio colposo. Le indagini elvetiche hanno inoltre fatto emergere gravi carenze nel sistema di controllo delle ispezioni antincendio del Comune di Crans-Montana, in parte legate a un guasto informatico che aveva reso inaccessibili per mesi i registri delle verifiche già effettuate.

Uno schema che si ripete

Il fascicolo che gli inquirenti thailandesi dovranno ora ricostruire tocca in sostanza gli stessi nodi già emersi in Svizzera: sovraffollamento, materiali da costruzione infiammabili, uscite di emergenza inadeguate o ostruite e controlli amministrativi non sempre puntuali. Non è la prima volta che un locale notturno o un bar si trasforma in una trappola mortale per i propri avventori: la stessa Thailandia aveva già vissuto un dramma simile nel 2009, quando l’incendio del club Santika di Bangkok, scoppiato durante i festeggiamenti di Capodanno, causò 67 morti e oltre 200 feriti. Più di recente, nel 2022, un rogo devastò la discoteca Mountain B nella provincia orientale di Chonburi, provocando 25 vittime.

Anche l’Italia conserva la memoria di episodi analoghi, come la strage di Corinaldo del dicembre 2018, quando il crollo di una balaustra durante una fuga di massa scatenata dal panico in una discoteca sovraffollata costò la vita a sei persone. Il filo conduttore di questi episodi, distanti per epoca e latitudine, è quasi sempre lo stesso: locali che superano la capienza consentita, vie di fuga insufficienti o bloccate e controlli che arrivano, quando arrivano, solo dopo la tragedia.

I numeri a confronto

Evento Luogo Data Vittime Feriti
Incendio pub Bangkok Thailandia 13 luglio 2026 27 63
Incendio Le Constellation Crans-Montana, Svizzera 1° gennaio 2026 41 115
Incendio discoteca Mountain B Chonburi, Thailandia 2022 25 n.d.
Incendio club Santika Bangkok, Thailandia 2009 67 oltre 200
Strage di Corinaldo Italia dicembre 2018 6 59

Le indagini in corso

Le autorità thailandesi hanno aperto un’inchiesta per stabilire le cause esatte dell’incendio e verificare eventuali responsabilità penali legate alla gestione del locale e ai controlli di sicurezza effettuati in passato. Un elemento chiave riguarderà proprio l’esame dei verbali delle ispezioni antincendio, per capire se le carenze strutturali segnalate fossero già note prima della tragedia, come avvenuto nel caso svizzero.

Nel frattempo, l’episodio ha riacceso in Thailandia il dibattito sulla sicurezza nei locali notturni, un tema che negli ultimi anni ha già causato numerose vittime nel Paese senza che le normative sembrino aver inciso in maniera significativa sulla prevenzione. Un problema che, come dimostra il parallelo con Crans-Montana, non conosce confini geografici e che continua a presentarsi con la stessa combinazione di fattori: sovraffollamento, materiali pericolosi e vie di fuga inadeguate.