Onda anomala a Tenerife, quattro turisti morti e un disperso sulla costa di Los Gigantes

Tragedia sull’isola spagnola: un’onda improvvisa travolge un gruppo di visitatori nella piscina naturale di Isla Cangrejo, nonostante i divieti per mare agitato. Le autorità denunciano imprudenza e ignoranza dei segnali di pericolo.

Un pomeriggio di vacanza si è trasformato in tragedia a Tenerife, dove un’onda anomala ha travolto un gruppo di turisti sulla costa sud-occidentale dell’isola, causando la morte di quattro persone e lasciandone una dispersa. L’incidente è avvenuto domenica 7 dicembre nella località di Los Gigantes, all’interno di una piscina naturale chiusa da giorni a causa delle forti mareggiate.


La dinamica dell’incidente

L’episodio si è verificato intorno alle ore 16:00 locali, quando una forte onda, alta oltre tre metri, ha superato le barriere rocciose della piscina naturale di Isla Cangrejo, investendo improvvisamente diverse persone che si trovavano nei pressi della scogliera. Alcuni testimoni raccontano di aver visto il mare “sollevarsi in pochi secondi”, trascinando con sé corpi e oggetti senza lasciare il tempo di reagire.

Secondo le prime ricostruzioni, la zona era stata formalmente interdetta da giorni per le condizioni del mare, ma diversi turisti avevano comunque raggiunto la piscina per scattare fotografie e godersi la vista panoramica. Le autorità locali confermano che erano presenti cartelli di divieto e nastro di sicurezza, rimossi o aggirati da chi si è avvicinato troppo al bordo dell’acqua.

L’onda, improvvisa e di potenza eccezionale, ha travolto almeno otto persone. Tre corpi sono stati recuperati subito, mentre un quarto turista, soccorso in arresto cardiocircolatorio, è deceduto poco dopo il trasporto in ospedale. Un’altra persona risulta ancora dispersa, mentre due feriti hanno riportato traumi e contusioni ma non sono in pericolo di vita.


Le operazioni di soccorso

L’allarme è scattato immediatamente, con l’intervento di Guardia Civil, vigili del fuoco, elicotteri e unità marittime. Le operazioni si sono rivelate complesse a causa delle condizioni del mare, che ha reso difficoltoso l’avvicinamento dei soccorritori alla scogliera. Le onde continuavano a infrangersi con forza contro le rocce, impedendo per ore l’individuazione di tutti i dispersi.

Durante la serata di domenica, i sommozzatori hanno potuto operare solo a tratti, sfruttando le finestre di calma tra un’ondata e l’altra. Le ricerche del disperso, un turista di nazionalità straniera, sono proseguite per tutta la notte e la giornata di lunedì, con il supporto di droni e mezzi aerei.

Il sindaco di Santiago del Teide, comune di cui Los Gigantes fa parte, ha espresso «profondo dolore e sconcerto», sottolineando che «l’area era stata chiaramente chiusa e segnalata come pericolosa». Ha poi aggiunto che «nessuna immagine o video può valere una vita umana».


Una costa spettacolare ma insidiosa

Los Gigantes è una delle mete più suggestive di Tenerife: la scogliera, formata da pareti basaltiche alte fino a 600 metri, si affaccia sull’oceano Atlantico con un panorama mozzafiato. L’area è famosa per le piscine naturali di origine vulcanica, come quella di Isla Cangrejo, dove l’acqua oceanica filtra tra le rocce creando vasche di acqua limpida e calma.

Ma quella bellezza è anche il principale pericolo. In caso di mare mosso o vento forte, le onde possono superare facilmente le barriere e infrangersi all’interno delle piscine, trasformandole in trappole mortali. Le autorità canarie avvertono ogni anno residenti e turisti del rischio rappresentato da onde anomale, fenomeni improvvisi e violenti che non sempre possono essere previsti con precisione.

Il governo delle Canarie aveva infatti diffuso un bollettino di allerta arancione per mare molto agitato nel fine settimana, invitando la popolazione a non avvicinarsi alle coste esposte. Nonostante ciò, molti turisti si sono recati nelle zone interdette per osservare le onde o fare fotografie, spesso sottovalutando la forza dell’oceano.


I precedenti e l’allarme sicurezza

L’incidente di dicembre non è un caso isolato. Solo un mese prima, sempre a Tenerife, tre persone erano morte e altre quindici erano rimaste ferite dopo essere state travolte da un’ondata simile lungo la costa nord dell’isola. In quell’occasione, le autorità avevano promesso controlli più severi e campagne di sensibilizzazione per prevenire comportamenti imprudenti.

Gli esperti marittimi spiegano che le onde anomale sono causate da una combinazione di fattori meteorologici, correnti oceaniche e conformazione del fondale. Possono colpire improvvisamente anche in giornate apparentemente tranquille, specialmente nei punti dove l’acqua incontra scogliere verticali. La loro forza può superare di molto quella di un’onda ordinaria, sollevando enormi masse d’acqua in pochi secondi.

Il servizio meteorologico spagnolo ha ribadito che in determinate condizioni è sufficiente un solo errore di valutazione per essere trascinati via. Da qui l’appello a un maggiore rispetto delle segnalazioni di pericolo, troppo spesso ignorate da visitatori attratti dal desiderio di avvicinarsi al mare.


La risposta delle autorità

Il governo regionale delle Isole Canarie ha annunciato l’apertura di un’indagine per verificare se le misure di sicurezza adottate fossero adeguate. Si valuta l’ipotesi di introdurre barriere più robuste e controlli diretti, con la presenza di personale di vigilanza nei punti più frequentati.

Il presidente delle Canarie ha espresso cordoglio per le vittime, ricordando che «il mare, per quanto affascinante, va rispettato come una forza viva e imprevedibile».

Parallelamente, le autorità turistiche stanno lavorando a nuove linee guida per la sicurezza costiera, rivolte in particolare ai visitatori stranieri. Si punta su cartellonistica multilingue e app di allerta che segnalino in tempo reale le condizioni del mare, così da evitare l’accesso a zone interdette.


Le testimonianze dei residenti

Molti abitanti di Los Gigantes hanno raccontato di aver avvertito i turisti del pericolo, ma di non essere stati ascoltati. Alcuni parlano di una “caccia allo scatto perfetto” che porta molti visitatori a ignorare i divieti pur di avvicinarsi all’acqua.

«Ogni anno succede la stessa cosa – ha detto un residente –. Quando il mare è alto, noi del posto sappiamo che bisogna stare lontani. Ma chi arriva da fuori non immagina quanto sia potente l’oceano».

Le immagini diffuse dalle autorità mostrano la furia dell’acqua che invade completamente la piscina, trascinando via tutto ciò che si trova nei paraggi. Le onde successive hanno reso impossibile un intervento immediato, aggravando ulteriormente la tragedia.


Una lezione di prudenza

La tragedia di Tenerife lascia aperti interrogativi profondi sul rapporto tra turismo e sicurezza. Ogni anno milioni di persone visitano le isole per godersi il mare e la natura, ma la conoscenza dei rischi ambientali rimane limitata.

Gli esperti invitano a una cultura della prevenzione: rispettare i cartelli, informarsi sulle condizioni meteorologiche, non oltrepassare recinzioni e barriere. In un contesto naturale così potente come l’oceano Atlantico, la prudenza può fare la differenza tra la vita e la morte.

L’episodio di Los Gigantes non è solo un dramma locale, ma un monito universale: la bellezza della natura è inseparabile dal rispetto dei suoi limiti. E l’uomo, per quanto curioso e desideroso di esplorare, non può mai sottovalutare la forza dell’acqua che domina le coste del mondo.