Trump accelera nomine alla Fed dopo le dimissioni anticipate di Kugler

Una crisi politica ed economica accompagna la scelta del nuovo governatore Fed, tra pressioni sui tassi e rinnovato scontro con Powell

Nel bel mezzo di tensioni politiche e mercati nervosi, l’uscita anticipata della governatrice della Federal Reserve Adriana Kugler consegna a Donald Trump una flebile speranza di riprendere il controllo della politica monetaria statunitense.


Contesto e svolta

Adriana Kugler, nominata da Joe Biden nel settembre 2023, ha annunciato le sue dimissioni con efficacia dall’8 agosto 2025, riducendo il suo mandato di oltre cinque mesi rispetto alla scadenza prevista per gennaio 2026.

Adriana Kugler


La Fed ha confermato che Kugler tornerà all’insegnamento presso la Georgetown University.


Il ruolo delle nomine per Trump

Con la creazione della nuova posizione vacante nel Board dei governatori (7 membri), Trump può ora indicare un nome più in linea con il suo orientamento economico: uno strumento politico per aumentare la pressione su Jerome Powell, attualmente alla guida della Federal Reserve fino a maggio 2026 o forse oltre.

Il presidente ha annunciato che entro pochi giorni nominerà anche un nuovo capo per il Bureau of Labor Statistics (BLS), dopo aver licenziato Erika McEntarfer, accusata di aver diffuso dati occupazionali “manomessi”, secondo Trump.


Scontro aperto con Powell

Donald Trump non ha risparmiato critiche: ha definito Powell con epiteti come “Too Late” e “stubborn MORON”, chiedendo che il board della Fed prenda il controllo delle decisioni monetarie al posto suo.
Nonostante ciò, il presidente ha successivamente adottato toni più cauti, anche per timore di reazioni negative dei mercati.


Candidati in lizza

Secondo rapporti recenti, Kevin Warsh (ex governatore Fed) e Kevin Hassett (consigliere economico di Trump) sono tra i nomi più accreditati, con la possibile inclusione di Scott Bessent, attuale segretario del Tesoro e figura centrale nel processo di selezione.
Secondo Kevin Hassett, il presidente intende nominare il successore di Powell “molto prima” della fine del suo mandato, attraverso una strategia definita da alcuni come “shadow Fed chair”, anticipando così la futura leadership della banca centrale.


Implicazioni politiche ed economiche

Le nomine servono a Trump come leva per spingere la Fed verso tagli rapidi dei tassi, in sintonia con la sua strategia di forti dazi e stimolo all’espansione economica.
Critici avvertono che un eccessivo interventismo politico potrebbe minare l’indipendenza della Fed, generare incertezza nei mercati e compromettere la credibilità delle istituzioni statunitensi.


Prossimi passi e tempistica

  • Il Segretario al Tesoro Scott Bessent ha confermato che l’amministrazione è già al lavoro per individuare un successore a Powell.

  • L’annuncio ufficiale del nuovo nominativo è atteso entro pochi giorni, mentre il Senato riprenderà le conferme il 2 settembre 2025, permettendo una possibile ratifica prima della riunione della Fed di fine settembre.


📌 Sintesi delle dinamiche principali

Tema Dettagli
Vacanza al Board Fed Dimissioni anticipate di Adriana Kugler, effettive dal 8 agosto 2025
Obiettivo politico Nominare un governatore favorevole a tagli dei tassi e riforme strutturali
Candidati principali Kevin Warsh, Kevin Hassett, Scott Bessent
Contrasto con Powell Attacchi diretti e richiesta di controllo da parte del board
Rischi emersi Perdita dell’indipendenza della Fed, instabilità di mercato, sfiducia istituzionale

Conclusione

L’uscita di scena anticipata di Adriana Kugler offre a Donald Trump una rara opportunità politica per rimodellare la governance della Federal Reserve in chiave pro‑tagli tassi e orientata alla crescita. Se la nomina verrà confermata anche dal Senato, il nuovo governatore potrebbe modificare gli equilibri interni e assegnare un ruolo più incisivo al board rispetto alla figura di Jerome Powell, segnando una svolta per la politica monetaria Usa nei prossimi mesi.