Vai al contenuto
Economia e finanza

SpaceX vola in borsa: il titolo SPCX supera i 209 dollari tra la frenesia degli investitori retail

In soli quattro giorni dal debutto al Nasdaq, le azioni della società di Elon Musk hanno guadagnato oltre il 55% rispetto al prezzo IPO. I piccoli investitori comprano a ritmi record, ma gli analisti avvertono: la valutazione lascia poco margine agli errori.

Quattro giorni. È bastato questo a SpaceX per trasformare la più grande IPO della storia in un caso da manuale di euforia finanziaria collettiva. Il titolo SPCX, quotato al Nasdaq il 12 giugno a 135 dollari per azione, oggi — 16 giugno 2026 — oscilla intorno ai 209 dollari, con un rialzo di oltre il 55% rispetto al prezzo di collocamento e una capitalizzazione di mercato che si avvicina ai 2.900 miliardi di dollari, a meno di 100 miliardi dal superare Microsoft. Il grafico parla chiaro: una corsa quasi ininterrotta dai 155 dollari di apertura del 16 giugno fino ai massimi di giornata attorno ai 213, con l’RSI in zona di ipercomprato e il MACD che mostra i primi segnali di rallentamento dello slancio rialzista. La domanda che si pone ora il mercato è se questa sia ancora un’opportunità o l’inizio di una correzione tecnica.

Il debutto record: i numeri del “Project Apex”

Per capire la portata di quanto sta accadendo sui mercati, bisogna tornare al 12 giugno. SpaceX ha fissato il prezzo delle proprie azioni a 135 dollari, offrendo 555,6 milioni di titoli e raccogliendo circa 75 miliardi di dollari — una cifra che polverizza il precedente record mondiale detenuto da Saudi Aramco, ferma a 29 miliardi nel 2019. L’operazione, ribattezzata internamente “Project Apex” e coordinata da un consorzio di 21 banche guidate da Morgan Stanley, Goldman Sachs, JPMorgan, Bank of America e Citigroup, ha valutato la società di Elon Musk a 1,78 trilioni di dollari al momento del collocamento.

Il primo giorno di scambi ha superato ogni aspettativa: il titolo ha aperto a 150 dollari (+11% rispetto al prezzo IPO), ha sfiorato i 176 dollari durante la seduta, per poi chiudere a 160,95 dollari, con un guadagno del 19,2% che ha immediatamente catapultato SpaceX al sesto posto tra le società quotate più grandi degli Stati Uniti, davanti a Broadcom e a 700 miliardi di dollari al di sopra di Tesla. Gwynne Shotwell, presidente e chief operating officer di SpaceX, ha suonato la campanella di apertura al Nasdaq MarketSite di New York tra gli applausi degli investitori.

Già in quella prima seduta, i dati di Vanda Research hanno segnalato qualcosa di straordinario: SpaceX era diventata il titolo più comprato dagli investitori retail, con acquisti netti che correvano a un ritmo superiore di 3,5 volte rispetto a Nvidia, che fino ad allora aveva dominato le classifiche degli acquisti al dettaglio. Gli ordini retail avrebbero superato, secondo alcune stime, i 100 miliardi di dollari.

Il rally prosegue: lunedì, martedì e il grafico di oggi

Il secondo giorno di contrattazioni, lunedì 15 giugno, ha visto SPCX salire di un ulteriore 11%, toccando i 178 dollari. Per il secondo giorno consecutivo, il titolo ha guidato la classifica degli acquisti retail con flussi netti attorno ai 100 milioni di dollari, secondo i dati di Vanda Research. Un dato macroscopico: gli acquisti retail su SpaceX nei soli due giorni successivi all’IPO erano ormai paragonabili all’intero volume netto di acquisti al dettaglio sull’intero mercato azionario americano nella settimana precedente.

Martedì 16 giugno, il titolo ha aperto sopra i 200 dollari per la prima volta — soglia psicologica attesa già nella mattinata pre-market, dove si intravedevano prezzi attorno a 195-200 dollari. Il grafico a cinque minuti mostra una progressione quasi parabolica nella prima parte della sessione: dai 155 dollari circa dell’apertura, il titolo ha guadagnato quota rapidamente fino a sfiorare i 213 dollari nella fase di massimo, con il prezzo di chiusura ufficiale a 209,08 dollari (+0,07% rispetto al giorno precedente, in una seduta di consolidamento dopo la corsa verticale mattutina). A questi prezzi, la capitalizzazione di mercato di SpaceX supera i 2.750 miliardi di dollari, avvicinandosi pericolosamente ai valori di Microsoft.

Gli indicatori tecnici sul grafico a 5 minuti mostrano una situazione interessante:

  • Il MACD (12-26-9 EMA) registra valori di -0,6639 per la linea MACD, 0,2292 per il segnale e 0,8931 per l’istogramma, segnalando una divergenza ribassista nel breve termine dopo il picco mattutino.
  • L’RSI a 14 periodi oscilla attorno a 41,73 con media mobile a 55,39 — un raffreddamento rispetto ai valori di ipercomprato raggiunti durante il rally, che potrebbe indicare una fase di consolidamento tecnico.
  • Il prezzo si mantiene comunque ben al di sopra delle medie mobili di breve periodo, con il trend rialzista strutturalmente intatto ma con segnali di esaurimento della spinta impulsiva di breve.

Chi compra SpaceX e perché: la frenesia retail in numeri

Il fenomeno degli investitori retail che si gettano su SPCX non è casuale. Secondo Vanda Research, nelle settimane precedenti all’IPO si era già osservato un comportamento anomalo: la vendita netta di singoli titoli aveva raggiunto i livelli più elevati dal novembre 2023, con pressioni concentrate in particolare sui semiconduttori — Micron e Sandisk tra i più venduti. Al contempo, gli acquisti retail nel settore spaziale avevano toccato i massimi dal dicembre 2024. L’interpretazione prevalente è che molti piccoli investitori abbiano liquidato posizioni esistenti per fare cassa in vista dell’IPO.

Questa dinamica è stata amplificata dal fatto che SpaceX aveva deciso di allocare circa il 30% delle azioni agli investitori retail — una percentuale straordinariamente alta rispetto al 5-10% tipico delle grandi IPO. La scelta ha aumentato la platea dei potenziali acquirenti sin dal primo giorno, contribuendo alla pressione rialzista sostenuta.

Sul fronte speculativo, già nei giorni pre-IPO si era registrata un’esplosione dell’attività sui mercati dei derivati crypto: i contratti perpetui legati a SpaceX sulla piattaforma Hyperliquid avevano visto volumi di scambio nelle 24 ore superiori a 322 milioni di dollari, con open interest oltre i 293 milioni. Gli strateghi di Vanda avevano allora commentato che questa liquidità speculativa rappresentava un serbatoio di domanda potenziale destinato a riversarsi sul titolo non appena le azioni fossero state disponibili sul mercato pubblico.

Nella nota ai clienti pubblicata dopo la seconda seduta, i ricercatori di Vanda hanno tuttavia precisato che l’ondata retail non ha innescato un effetto domino sull’intero mercato: “SpaceX non ha scatenato una frenesia di acquisti al dettaglio sull’intero mercato. Al contrario, gli investitori retail continuano a indirizzare capitali su questo singolo titolo, mantenendo un atteggiamento relativamente cauto altrove.”

La valutazione: dove siamo rispetto ai fondamentali

Con un prezzo attorno ai 209 dollari e una capitalizzazione vicina ai 2.750 miliardi, il mercato sta scontando una serie di scenari ambiziosi che meritano un’analisi fredda. I fondamentali attuali della società, resi pubblici con il deposito dell’S-1 alla SEC a maggio 2026, raccontano un’azienda in forte crescita ma ancora strutturalmente in perdita.

Indicatore Valore Note
Ricavi 2025 18,7 miliardi $ In forte crescita annua
Perdita netta 2025 –4,9 miliardi $ Include perdite di xAI (–6,4 mld)
Ricavi Q1 2026 ~4,69 miliardi $ Perdita netta trimestrale ~4,28 mld
Capitalizzazione (16/6) ~2.750 miliardi $ Sopra Saudi Aramco, vicino a Microsoft
Prezzo IPO (11 giugno) 135 $ Valutazione: 1,78 trilioni
Prezzo attuale (16 giugno) ~209 $ +54,8% dal prezzo IPO
Target price medio analisti 164 $ Max 227 $, min 63 $
Rating analisti (al 13/6) 4 Buy / 1 Sell Primo earnings pubblico: settembre 2026

Il multiplo implicito è estremamente elevato: con un P/EBITDA stimato superiore a 100 volte e una società che nei dodici mesi più recenti ha bruciato quasi 5 miliardi di dollari, il prezzo attuale sconta scenari di crescita di lungo periodo che potrebbero richiedere anni o decenni per materializzarsi. Starlink, che rappresenta circa il 58% dei ricavi, è il motore più solido e redditizio, ma la parte di business legata ai lanci spaziali, all’intelligenza artificiale (attraverso l’acquisizione di xAI a febbraio 2026) e a Starship richiede investimenti enormi con ritorni ancora incerti.

I rischi reali: cosa può fermare il razzo

L’analisi dei rischi strutturali di SPCX merita attenzione, soprattutto per gli investitori retail che stanno entrando dopo un rialzo di oltre il 55% in pochi giorni:

  • Key-man risk: Elon Musk detiene il 42% del capitale e il 79% dei diritti di voto (struttura dual-class). La dipendenza da una singola figura, con i suoi impegni simultanei su Tesla, xAI, X (ex Twitter) e altre iniziative, rappresenta un rischio di concentrazione senza precedenti in un’azienda di questa dimensione.
  • Valutazione da narrativa, non da fondamentali: Con perdite strutturali e un multiplo P/EBITDA superiore a 100 volte, ogni sorpresa negativa sui ricavi o sui costi — un fallimento di Starship, un ritardo nei contratti governativi, una crisi nel mercato del broadband satellitare — potrebbe tradursi in correzioni violente.
  • Lock-up expiry: Nei prossimi sei mesi scadrà il periodo di lock-up per i principali azionisti pre-IPO. Le vendite degli insider potrebbero creare pressione ribassista non appena l’entusiasmo iniziale si raffredderà.
  • Debito e concorrenza: SpaceX porta in dote un debito a lungo termine di 29 miliardi di dollari e deve fronteggiare la crescita di Amazon Kuiper nel mercato dell’internet satellitare, un segmento finora dominato in modo quasi assoluto da Starlink.
  • Flottante ridotto: Con solo il 30% delle azioni disponibili per il trading libero, il titolo è particolarmente esposto a movimenti amplificati sia al rialzo che al ribasso. La liquidità ridotta rende ogni ordine di grandi dimensioni capace di muovere il prezzo in misura sproporzionata.

Come ha scritto un’analisi italiana approfondita del settore, “entrare adesso con un orizzonte corto significa accettare una volatilità elevata su un titolo con poco flottante: il rischio di un pullback tecnico dopo il rally del debutto è concreto. Non è terreno per chi ama dormire tranquillo.”

Il contesto storico: la più grande IPO mai realizzata

Per contestualizzare quanto sta accadendo, è utile ricordare che fino a questa settimana il record assoluto di raccolta per un’IPO apparteneva a Saudi Aramco, che nel 2019 aveva raccolto 29 miliardi di dollari. SpaceX ha moltiplicato quel record per 2,5 volte, raccogliendo 75 miliardi in una sola operazione. Si tratta dell’unica IPO nella storia che ha superato quella soglia e che ha debuttato con una valutazione superiore al trilione di dollari sin dal primo giorno.

Sul fronte delle classifiche di mercato, l’ingresso di SpaceX ha ridisegnato immediatamente la mappa della finanza americana. Al prezzo attuale, SPCX è già 700 miliardi più grande di Tesla e più del doppio della capitalizzazione di Berkshire Hathaway. L’inserimento negli indici MSCI, avvenuto a partire dal 13 giugno, ha generato una domanda strutturale aggiuntiva dai fondi passivi e dagli ETF indicizzati, contribuendo alla pressione rialzista degli ultimi giorni.

Sul fronte personale, l’effetto più eclatante di questa IPO è stato matematico: Elon Musk è diventato ufficialmente il primo trillionario della storia. Con il 42% del capitale di SpaceX e le sue partecipazioni in Tesla, il patrimonio personale di Musk viene stimato attorno ai 1.100 miliardi di dollari, un numero che non ha precedenti nella storia economica moderna.

Cosa dicono gli analisti

Il consenso degli analisti al 13 giugno conta quattro raccomandazioni di acquisto e una di vendita, con un target price medio di 164 dollari — già abbondantemente superato dalla quotazione corrente — e un target massimo di 227 dollari che implicherebbe una capitalizzazione attorno ai 2.900 miliardi, superiore anche ad Apple. Dan Ives di Wedbush ha scritto in una nota agli investitori che il debutto di SpaceX “è un momento importante per l’intero settore tech, mentre la rivoluzione dell’AI e dei dati fa il passo successivo”. Evan Schlossman di SuRo Capital ha parlato di “un riflesso della domanda, dell’interesse e del desiderio di investire in questo tipo di aziende”.

Sul fronte dei rischi, il gruppo Bespoke Investment ha evidenziato che SPCX è ora la sesta società più grande degli Stati Uniti, superando Amazon e di molto Broadcom. La prima pubblicazione ufficiale dei risultati trimestrali come società quotata è attesa per settembre 2026, con un primo earnings call più approfondito previsto per novembre. Sarà il momento della verità: fino ad allora, il mercato opererà essenzialmente sulla narrativa.

Il grafico di oggi: lettura tecnica

Il grafico a cinque minuti di SPCX nella seduta del 16 giugno racconta la storia di un titolo che, dopo una corsa spettacolare nei giorni precedenti, sta attraversando una fase di digestione dei guadagni. La sequenza visibile è la seguente:

  • Apertura in area 155-160 dollari (zona di consolidamento dalla chiusura precedente a 178 dollari).
  • Rally mattutino fino a 213 dollari circa, con candele verdi di grandi dimensioni che indicano acquisti aggressivi nella prima ora di contrattazioni.
  • Ritracciamento pomeridiano verso i 208-209 dollari, con alternanza di candele rosse e verdi tipica di una fase di presa di profitto e di attesa di nuovi catalizzatori.
  • Il livello di 209 dollari sembra fungere da supporto dinamico a breve termine, con il prezzo che vi rimbalza più volte nell’arco della giornata.

L’RSI a 14 periodi, che aveva superato quota 80 durante la fase di massimo del rally, è rientrato attorno a 41 nella parte finale della seduta — un raffreddamento tecnico significativo che riduce la pressione di ipercomprato senza tuttavia segnalare una vera inversione di tendenza. Il MACD mostra un istogramma che si restringe, suggerendo un rallentamento dello slancio rialzista di breve periodo piuttosto che un’inversione strutturale.

Lo scenario che si apre: opportunità o trappola per il retail?

Il paradosso di SpaceX è emblematico di una certa finanza contemporanea: una società con perdite strutturali per miliardi di dollari all’anno che in quattro giorni vale quasi 3.000 miliardi di dollari, grazie alla forza combinata di una narrativa potentissima (lo spazio, l’AI, Musk), di una struttura dell’operazione favorevole al retail (30% di allocazione), e di un mercato affamato di grandi storie dopo anni di tassi alti.

Per gli investitori retail che oggi guardano il grafico e si chiedono se salire sul treno, le domande rilevanti sono almeno tre. Prima: a quali prezzi si è entrati? Chi ha ricevuto azioni al prezzo IPO di 135 dollari ha già guadagnato oltre il 55% — una posizione completamente diversa da chi acquista oggi a 209 dollari. Seconda: qual è l’orizzonte temporale? Con la prima trimestrale pubblica attesa per settembre e un flottante ridotto che amplifica la volatilità, il breve termine è terreno minato. Terza: quanto del prezzo attuale è già narrativa e quanto è business reale? Starlink sta crescendo, i contratti governativi sono solidi, ma il debito da 29 miliardi e le perdite strutturali pesano su un titolo che non ha ancora dimostrato di saper generare utili su scala.

Il rally di SpaceX è reale, spettacolare, e forse solo all’inizio per chi guarda a un orizzonte di dieci anni. Ma la storia dell’IPO è anche, spesso, la storia di chi arriva tardi all’appuntamento e resta con il cerino in mano quando l’euforia lascia spazio ai fondamentali.