Inflazione in accelerazione a febbraio, il carrello della spesa torna oltre il 2%

Secondo le stime preliminari dell’Istat, i prezzi al consumo segnano +1,6% su base annua, il livello più alto da fine settembre. A trascinare la crescita sono i servizi, con i costi degli alloggi in volo a +10,3%. L’Italia resta comunque sotto la media dell’Eurozona.

L’inflazione italiana torna a correre a febbraio 2026. L’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC) segna un +1,6% su base annua, quasi il doppio rispetto al +1,0% registrato a gennaio, e un +0,8% su base mensile. Il cosiddetto carrello della spesa — che comprende i beni alimentari, per la cura della casa e della persona — supera la soglia psicologica del 2%, attestandosi a +2,2%. A pesare sulle famiglie sono soprattutto i servizi, con un’accelerazione marcata che allarga il divario rispetto ai beni a 3,8 punti percentuali. L’unica voce in controtendenza rimane quella energetica, che continua a frenare la corsa dei prezzi.

I dati ISTAT nel dettaglio: servizi e alimenti fanno da traino

Secondo le stime preliminari dell’Istat diffuse il 3 marzo 2026, l’accelerazione dell’inflazione è imputabile principalmente alla dinamica di tre categorie: i servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (che balzano da +3,0% a +4,9%), i servizi relativi ai trasporti (da +0,7% a +3,0%) e gli alimentari non lavorati (da +2,5% a +3,6%). Si tratta di voci che riguardano direttamente la vita quotidiana dei cittadini, e la loro accelerazione simultanea costituisce un segnale che gli economisti guardano con attenzione.

Nel dettaglio, a sorprendere è soprattutto la componente dei servizi di alloggio, che segna un balzo del +10,3% su base annua. Si tratta di un rincaro significativo, che riflette la pressione crescente sul mercato degli affitti e dei servizi ricettivi. Ugualmente rilevante è il rimbalzo dei servizi di trasporto aereo, passati da -11,2% a +10,4% nel giro di un mese: un’inversione che incide direttamente sui bilanci di chi si sposta per lavoro o per vacanza.

Sul versante opposto, rallentano gli alimentari lavorati (da +1,9% a +1,7%) e si approfondisce la flessione degli energetici: quelli regolamentati passano da -9,6% a -11,3%, quelli non regolamentati da -5,9% a -6,2%, con una flessione complessiva del settore pari a -6,6%. Sul piano mensile, la variazione del +0,8% risulta tra le più elevate degli ultimi mesi. A incidere maggiormente sono stati i tabacchi (+3,3%), i servizi per il tempo libero (+2,1%), i trasporti (+2,0%) e gli alimentari non lavorati (+1,1%).

Il carrello della spesa supera il 2%: cosa cambia per le famiglie

Una delle notizie che più ha attirato l’attenzione è il ritorno del carrello della spesa oltre la soglia del 2%. L’indicatore, che aggrega i prezzi dei beni alimentari insieme a quelli per la cura della casa e della persona, si porta a +2,2% su base annua (era +1,9% a gennaio). In un contesto in cui la crescita dei salari reali fatica a tenere il passo con l’incremento dei prezzi, anche variazioni moderate si traducono in una riduzione del potere d’acquisto.

Particolarmente rilevante per gli analisti è la componente degli alimentari non lavorati — frutta, verdura, carne fresca — che accelera dal +2,5% al +3,6%. Si tratta di prodotti ad alta frequenza di acquisto, difficili da sostituire, e il loro rincaro colpisce in maniera più diretta le fasce di popolazione con redditi più bassi.

L’inflazione di fondo risale al 2,4%: il segnale strutturale che preoccupa

Il dato che desta la maggiore attenzione tra gli addetti ai lavori è l’inflazione di fondo — calcolata al netto degli energetici e degli alimentari freschi — che passa dal +1,7% al +2,4%. Si tratta dell’indicatore considerato più affidabile per valutare le tendenze strutturali dei prezzi, proprio perché depurato dalle componenti più volatili. Il suo rialzo segnala che le pressioni inflazionistiche non sono episodiche, ma riflettono dinamiche più radicate nell’economia.

Il differenziale tra i prezzi dei servizi (+3,6%) e quelli dei beni (-0,2%) raggiunge i 3,8 punti percentuali, il massimo degli ultimi mesi (era 2,7 a gennaio). Sul piano armonizzato europeo, l’indice IPCA segna anch’esso +1,6% su base annua e +0,6% mensile, in linea con il NIC.

Il confronto europeo: l’Italia tra i paesi più virtuosi dell’Eurozona

Nonostante l’accelerazione, l’Italia si colloca tra i paesi con l’inflazione più bassa nell’area euro. Secondo la stima flash di Eurostat, l’inflazione nell’Eurozona a febbraio 2026 sale all’1,9% dall’1,7% di gennaio. L’Italia, con il suo 1,6%, si posiziona tra i più virtuosi, superata solo da Cipro (0,9%), Francia, Belgio e Finlandia. All’altro estremo si trovano Slovacchia (4,0%), Croazia (3,9%) ed Estonia e Lituania (entrambe al 3,2%).

Paese Inflazione febbraio 2026 Inflazione gennaio 2026
Cipro 0,9%
Francia < 1,6%
Belgio < 1,6%
Italia +1,6% +1,0%
Media Eurozona +1,9% +1,7%
Estonia 3,2%
Lituania 3,2%
Croazia 3,9%
Slovacchia 4,0%

Prospettive: energia e tensioni geopolitiche, i grandi incogniti

Il quadro d’insieme che emerge dai dati di febbraio è quello di un’inflazione che torna ad accelerare in misura superiore alle attese, ma che rimane su livelli storicamente contenuti rispetto ai picchi del biennio 2022-2023. I segnali di pressione strutturale — in particolare l’inflazione di fondo al 2,4% e il differenziale servizi-beni ai massimi recenti — suggeriscono tuttavia che la discesa verso la stabilità potrebbe non essere lineare.

L’evoluzione dei mercati energetici in risposta alle tensioni geopolitiche internazionali, le decisioni della Banca Centrale Europea (BCE) sui tassi di interesse e la dinamica salariale nei principali settori economici saranno le variabili chiave da monitorare nei prossimi mesi. Il prossimo dato definitivo dell’Istat è atteso a metà marzo e offrirà un’immagine più nitida della reale traiettoria dei prezzi.

Nel frattempo, per le famiglie italiane, il messaggio di febbraio è chiaro: dopo mesi di relativa tregua, la pressione sul potere d’acquisto torna a farsi sentire, soprattutto per chi affitta casa, viaggia frequentemente o fa la spesa ogni giorno.

Riepilogo delle componenti NIC a febbraio 2026

Componente Gennaio 2026 Febbraio 2026
Inflazione generale (NIC) +1,0% +1,6%
Carrello della spesa +1,9% +2,2%
Inflazione di fondo +1,7% +2,4%
Servizi ricreativi, culturali, cura persona +3,0% +4,9%
Servizi di alloggio +10,3%
Servizi relativi ai trasporti +0,7% +3,0%
Alimentari non lavorati +2,5% +3,6%
Alimentari lavorati +1,9% +1,7%
Energetici regolamentati -9,6% -11,3%
Energetici non regolamentati -5,9% -6,2%
Prezzi dei servizi (totale) +2,5% +3,6%
Prezzi dei beni (totale) -0,2% -0,2%