Corte federale blocca i dazi di Trump: “Oltrepassati i limiti di legge”

La sentenza della Corte del Commercio Internazionale dichiara illegittimi i dazi globali imposti da Trump, segnando un duro colpo alla sua politica commerciale

Una sentenza storica della Corte del Commercio Internazionale degli Stati Uniti ha invalidato i cosiddetti “dazi del Giorno della Liberazione” imposti dall’ex presidente Donald Trump, ritenendoli contrari alla legge e oltre i poteri concessi al presidente.

LA DECISIONE GIUDIZIARIA CHE CAMBIA LE REGOLE

Con un verdetto emesso il 28 maggio 2025, una giuria composta da tre giudici ha stabilito che Donald Trump ha abusato dell’International Emergency Economic Powers Act (IEEPA), un provvedimento del 1977 pensato per gestire minacce straordinarie alla sicurezza nazionale. Secondo la corte, l’ex presidente ha applicato questa legge in modo arbitrario e scorretto, giustificando l’imposizione di dazi su quasi tutte le importazioni mondiali con la presunta necessità di proteggere l’economia americana.

La decisione non solo annulla l’imposizione delle tariffe, ma stabilisce anche un precedente legale fondamentale: il presidente non può usare poteri d’emergenza per aggirare il ruolo del Congresso in materia di politica commerciale. L’ingiunzione permanente ordinata dalla corte impone al governo di interrompere immediatamente la riscossione dei dazi, con un termine massimo di dieci giorni per adeguarsi.

LE MOTIVAZIONI DELLA CORTE

La sentenza è basata su tre motivazioni principali, tutte fortemente critiche nei confronti dell’amministrazione Trump:

  • Assenza di una minaccia straordinaria: secondo i giudici, il disavanzo commerciale con altri Paesi non può essere considerato una minaccia “insolita e straordinaria”, come richiesto dall’IEEPA. Non si tratta quindi di un’emergenza tale da giustificare l’uso di poteri speciali.

  • Sconfinamento nei poteri del Congresso: la politica commerciale, e in particolare l’imposizione di dazi, è una competenza costituzionalmente assegnata al Congresso. L’azione unilaterale di Trump è stata giudicata una violazione della separazione dei poteri.

  • Interpretazione distorta dell’IEEPA: l’utilizzo dell’IEEPA per applicare dazi generalizzati è stato ritenuto incompatibile con le finalità originarie della legge, che riguarda situazioni di emergenza nazionale con effetti diretti su sicurezza e ordine pubblico.

IMPATTI ECONOMICI SULLA SCENA INTERNAZIONALE

L’effetto della sentenza è stato immediato sui mercati finanziari. Gli indici principali di Wall Street hanno registrato un rialzo, segno che gli investitori hanno accolto con favore l’eliminazione di una misura considerata imprevedibile e dannosa per il commercio globale. In particolare, i future degli indici statunitensi sono saliti già nelle prime ore successive alla notizia, anticipando una giornata positiva per i mercati.

Anche le borse asiatiche hanno reagito con entusiasmo, con Tokyo, Hong Kong e Shanghai in rialzo. Gli operatori ritengono che la rimozione dei dazi potrebbe favorire una ripresa degli scambi internazionali e allentare le tensioni che negli ultimi mesi avevano alimentato l’incertezza globale.

Per molte aziende americane, soprattutto nel settore manifatturiero e della distribuzione, la decisione rappresenta una boccata d’ossigeno dopo mesi di instabilità normativa. La possibilità di tornare a operare in un quadro di regole più prevedibili è vista come un incentivo per investimenti e assunzioni.

Anche sul piano internazionale, la mossa è stata interpretata come un segnale di ritorno alla normalità nelle relazioni commerciali. Alcuni partner strategici degli Stati Uniti, tra cui Unione Europea, Giappone e Corea del Sud, avevano espresso preoccupazione per la legittimità delle misure e per l’effetto domino che stavano causando su scala globale.

CONSEGUENZE POLITICHE PER L’AGENDA DI TRUMP

La decisione rappresenta un duro colpo per le ambizioni economiche di Donald Trump, il quale contava sui dazi per finanziare nuovi tagli fiscali e alimentare la narrativa del “patriottismo economico”. La sentenza mette in discussione la sostenibilità di questi piani, ora privi della fonte di entrate che si basava proprio sull’imposizione delle tariffe.

Nel suo discorso di reazione, l’ex presidente ha promesso battaglia legale, annunciando l’intenzione di appellarsi alla decisione. Tuttavia, l’interpretazione giuridica fornita dalla Corte del Commercio Internazionale appare solida, e secondo molti analisti sarà difficile ribaltare la sentenza senza un intervento della Corte Suprema.

LA PROPOSTA DI LEGGE PER LIMITARE I POTERI PRESIDENZIALI

In risposta alla controversia, è stato presentato al Congresso il “Trade Review Act”, un disegno di legge bipartisan che mira a rafforzare il controllo parlamentare sulla politica commerciale. Se approvato, il provvedimento richiederebbe una revisione e un voto del Congresso per ogni nuovo dazio imposto dal presidente, tracciando un confine chiaro tra potere esecutivo e legislativo.

La proposta gode di ampio consenso tra democratici e repubblicani moderati, molti dei quali temono che l’eccessiva discrezionalità concessa al presidente possa danneggiare l’economia e i rapporti internazionali. In questo contesto, la sentenza della corte può diventare la scintilla che accelera l’approvazione della nuova legge.

UN CAMBIO DI ROTTA PER LA POLITICA COMMERCIALE AMERICANA

La decisione potrebbe segnare un punto di svolta duraturo nella politica commerciale statunitense. Dopo anni di approccio protezionista, la sentenza rilancia un modello più cooperativo e trasparente, fondato sul rispetto delle regole e dei ruoli istituzionali.

Sebbene Trump resti una figura influente nel panorama politico americano, questa battuta d’arresto giuridica potrebbe costringerlo a ricalibrare la sua strategia elettorale in vista delle presidenziali del 2026. Allo stesso tempo, offre all’attuale amministrazione l’opportunità di ridefinire le priorità economiche con un approccio meno conflittuale e più orientato alla stabilità.

IL SEGNALE A LIVELLO GLOBALE

A livello geopolitico, la sentenza è interpretata come un ritorno alla prevedibilità da parte degli Stati Uniti, in un momento in cui le tensioni commerciali internazionali restano elevate. Partner come Canada, Messico, Unione Europea e Cina potranno ora rinegoziare alcune intese senza il timore di imposizioni unilaterali improvvise.

Per molti osservatori, questo verdetto è destinato ad avere effetti duraturi anche oltre i confini americani, influenzando il modo in cui altri leader mondiali gestiranno il delicato equilibrio tra protezionismo e cooperazione multilaterale.