Bollette italiane le più care d’Europa per tasse e oneri di sistema

Analisi dei fattori che rendono luce e gas in Italia più costosi rispetto al resto dell’Unione Europea

L’Italia si posiziona stabilmente ai vertici delle classifiche europee per il costo delle bollette di luce e gas, a causa di un’incidenza elevata di imposte, oneri di sistema e costi di rete che, nonostante la discesa dei prezzi all’ingrosso, gravano pesantemente sulle famiglie e sulle imprese.

Il peso delle imposte e dell’IVA

Uno dei principali elementi che rende la bolletta elettrica italiana così onerosa è il carico fiscale.

  • Imposte e IVA rappresentano oltre il 28% del totale della spesa energetica per una famiglia tipo, superando di gran lunga la media europea.

  • L’aliquota IVA applicata alla componente energia è del 10%, mentre sui servizi di rete e sugli oneri di sistema è al 22%, creando un duplice aumento sulla stessa parte di spesa.

  • Rispetto a Paesi come Francia e Spagna, l’incidenza fiscale in Italia è più alta rispettivamente del 51% e del 36%, azzerando in parte i benefici di eventuali cali dei prezzi all’ingrosso.

L’effetto combinato di imposte dirette e IVA maggiorata fa sì che, su ogni euro speso, più di 30 centesimi finiscano nelle casse dello Stato, una quota difficile da reperire altrove in Europa.

Gli oneri di sistema e gli incentivi alle rinnovabili

Gli oneri di sistema sono una voce introdotta per finanziare misure di politica energetica:

  1. Incentivi alle energie rinnovabili (tariffe incentivanti per impianti fotovoltaici e eolici).

  2. Agevolazioni sociali per utenze in condizioni di disagio economico o alto consumo.

  3. Costi per la manutenzione ambientale e per la promozione dell’efficienza energetica.

In Italia questi oneri rappresentano fino al 20% del totale della bolletta elettrica, a fronte di una media europea del 12%.

  • ARERA ha più volte evidenziato come la progressiva crescita di queste voci, senza un contemporaneo efficientamento del sistema, abbia determinato un effetto rimbalzo sui prezzi finali.

  • La scelta di includere nel conto finale anche quota parte di spese per rinnovabili in gran parte già ammortizzate negli anni passati ha contribuito ad un aumento costante.

Crescita dei costi di rete e distribuzione

La parte relativa a trasporto, dispacciamento e misura dell’energia è affidata ai gestori di rete e incide in modo significativo su entrambe le bollette:

  • Per il gas, il costo di rete è passato da 2,6 a 3,0 c€/kWh negli ultimi dodici mesi, a fronte di una media UE di circa 2,2 c€/kWh.

  • Anche nel segmento elettrico, i costi fissi di distribuzione e trasmissione sono aumentati del 5% su base annua, riflettendo investimenti in infrastrutture di rinnovamento ma scaricando l’onere sui consumatori.

Questo rialzo, seppur giustificato dal punto di vista infrastrutturale, contribuisce ulteriormente a rendere la bolletta finale più pesante rispetto a Paesi dove i network operator applicano tariffe più contenute.

Fine delle misure straordinarie di contrasto al caro energia

Nel corso del 2023 il Governo italiano ha introdotto interventi straordinari per mitigare il caro energia:

  • Riduzione dell’IVA sulla bolletta elettrica dal 10% al 5%.

  • Sospensione parziale degli oneri di sistema per le famiglie.

  • Contributi diretti alle imprese energivore.

Con il termine di tali misure nel primo semestre del 2024, la bolletta ha visto il ritorno a livelli ordinari, con un salto in avanti che ha riportato le tariffe su valori superiori a quelli degli anni pre-crisi. Molte famiglie hanno lamentato incrementi del 15-20% rispetto al trimestre precedente.

Confronto con i principali Paesi europei

Un’analisi comparativa dei prezzi elettrici per famiglie domestiche mostra la distanza tra i diversi mercati:

Paese Prezzo medio elettricità (c€/kWh) 2024
Germania 41,13
Italia 35,70
Francia 28,03
Spagna 26,26
Media UE 31,04

In questa graduatoria l’Italia si conferma seconda solo alla Germania, con un valore superiore di oltre 4 centesimi rispetto alla media UE.

Prospettive e possibili misure di alleviamento

Per ridurre la forbice con gli altri Paesi europei, gli esperti propongono:

  • Revisione degli oneri di sistema, scalando gradualmente le voci ormai superflue.

  • Riforma fiscale mirata, con IVA unica al 10% su tutte le componenti della bolletta.

  • Incentivi all’efficienza energetica per le abitazioni, promuovendo la riqualificazione degli impianti di riscaldamento e raffrescamento.

  • Partecipazione del settore privato negli investimenti in grid digitalization, per abbattere i costi di manutenzione.

Un percorso di lungo termine che, se accompagnato da politiche industriali per il contenimento dei prezzi all’ingrosso, potrebbe attenuare la pressione sulle famiglie italiane.

Conclusione
La preponderanza di tasse, oneri di sistema e costi di rete, unita al termine dei sostegni straordinari, spiega la posizione di vertice delle bollette italiane in Europa. Senza un intervento strutturale sulla componente fiscale e sugli oneri, qualsiasi ribasso del prezzo dell’energia all’ingrosso rischia di non tradursi in un effettivo risparmio per il consumatore finale.