Con l’inflazione sotto controllo, Francoforte prosegue la politica espansiva ma avverte: l’incertezza globale resta alta
La Banca Centrale Europea ha annunciato un nuovo taglio dei tassi d’interesse di 25 punti base, portando il tasso sui depositi al 2%. Si tratta dell’ottava riduzione consecutiva da giugno 2024, in risposta a un’inflazione che si avvicina all’obiettivo del 2% e a un contesto economico ancora fragile.
Un ciclo di allentamento prolungato
Il Consiglio direttivo della BCE, riunitosi il 5 giugno 2025, ha deciso di abbassare i tre tassi di riferimento: il tasso sui depositi scende al 2,00%, quello sulle operazioni di rifinanziamento principali al 2,15% e il tasso marginale al 2,40%. Le nuove misure entreranno in vigore l’11 giugno.
Questa decisione rappresenta l’ottavo taglio consecutivo dei tassi, iniziato nel giugno 2024, quando il tasso sui depositi era al 4%. La politica di allentamento monetario è stata adottata per stimolare l’economia dell’area euro e riportare l’inflazione verso l’obiettivo del 2%.
Inflazione in calo e previsioni riviste
L’inflazione nell’area euro è scesa all’1,9% a maggio, il livello più basso dal giugno 2021. Le nuove proiezioni della BCE indicano un’inflazione media del 2,0% nel 2025, dell’1,6% nel 2026 e nuovamente del 2,0% nel 2027. Le revisioni al ribasso rispetto alle previsioni di marzo riflettono principalmente la diminuzione dei prezzi dell’energia e l’apprezzamento dell’euro.
L’inflazione core, che esclude energia e alimentari, è prevista al 2,4% nel 2025 e all’1,9% nel 2026 e 2027, confermando una tendenza alla stabilizzazione dei prezzi.
Crescita economica moderata
Le stime di crescita del PIL per l’area euro sono state confermate allo 0,9% per il 2025, mentre per il 2026 sono state leggermente riviste al ribasso all’1,1%. La BCE ha sottolineato che un’ulteriore escalation delle tensioni commerciali, in particolare tra UE e USA, potrebbe influire negativamente su crescita e inflazione.
Impatto sui mercati e sulle famiglie
Le borse europee hanno reagito positivamente alla decisione della BCE, con l’Ibex 35 in rialzo dello 0,3%. Il calo dei tassi potrebbe tradursi in condizioni di finanziamento più favorevoli per famiglie e imprese, con una possibile riduzione delle rate dei mutui a tasso variabile e un aumento della domanda di credito.
Prospettive future
Nonostante il ciclo di tagli prosegua, alcuni analisti prevedono una possibile pausa nelle prossime riunioni, per valutare l’impatto delle misure adottate e monitorare l’evoluzione dell’economia globale. La BCE ha ribadito l’importanza di un approccio basato sui dati, pronto a intervenire in caso di cambiamenti significativi nelle condizioni economiche.

