Nel suo nuovo album, il cantautore romano abbandona ogni sovrastruttura e racconta se stesso con una sincerità disarmante: tra paternità, ricerca di stabilità e il bisogno di tornare a respirare.
“Casa Paradiso” è il disco più intimo e vulnerabile di Tommaso Paradiso, un lavoro che segna una maturazione profonda, personale e artistica. In uscita il 28 novembre 2025, l’album raccoglie dieci brani scritti nell’arco di quattro anni, durante un periodo di cambiamenti, crisi e rinascite. È un racconto lucido e poetico di un uomo che non ha più paura di mostrarsi fragile, che non rincorre la perfezione, ma la verità.
Un disco come una casa (che ancora non c’è)
Per Tommaso Paradiso, la casa è molto più di un luogo fisico. È un simbolo di appartenenza, un punto di equilibrio emotivo e affettivo, una dimensione mentale in cui tornare ogni volta che la vita si fa confusa.
Il titolo del disco, “Casa Paradiso”, non è casuale: rappresenta un rifugio ideale, uno spazio di autenticità. Eppure, racconta l’artista, lui una casa in questo momento non ce l’ha. L’ha venduta e sta ancora cercando quella giusta, insieme alla compagna Carolina e alla figlia Anna.
Un paradosso che si trasforma in chiave poetica: mentre cerca un indirizzo reale, Paradiso costruisce una casa interiore fatta di canzoni, memorie e nuove consapevolezze.
La fragilità come forma di forza
Durante la presentazione milanese, Paradiso ha parlato con sincerità, senza filtri né pose. Ha spiegato che “Casa Paradiso” non è un ritorno, ma una resa dei conti: con la pandemia, con la solitudine, con le aspettative altrui e con il peso del successo.
In questo lavoro c’è la paternità, ma non come tema diretto: la nascita di Anna è arrivata dopo la scrittura dell’album, eppure la sua presenza aleggia tra le righe, come un’ombra luminosa. C’è anche la fragilità maschile, affrontata con un linguaggio semplice ma incisivo, e la voglia di conoscersi — una parola che Paradiso riporta al centro del discorso, spiegando che la felicità nasce proprio dall’accettazione del cambiamento.
Le dieci tracce di “Casa Paradiso”
Il nuovo album è composto da dieci canzoni che rappresentano dieci stanze di un’unica casa, dieci prospettive sulla vita, l’amore e la ricerca di equilibrio.
Tracklist ufficiale:
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Lasciamene un po’ – un inizio sospeso tra nostalgia e desiderio di leggerezza, un invito a prendersi tempo e spazio.
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Forse – un brano intimo, dal tono riflessivo, che parla di scelte e di consapevolezza.
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Tornare a casa – una lettera alle origini, al bisogno di riconnettersi con la propria storia.
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Goditela – un inno alla vita semplice, al presente, alle piccole cose.
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Comunque splendido – la celebrazione della bellezza quotidiana, anche nelle notti difficili.
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70.000 voci – una canzone corale, dedicata ai fan e al legame con il pubblico.
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Citofonare Paradiso – ironica e disincantata, racconta il rapporto tra popolarità e intimità.
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Ma come fanno i rapper (feat. Setak) – l’unico featuring del disco, nato da una lunga amicizia e da una serata in trattoria.
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Non mi va – una confessione sincera sul disincanto e sulla voglia di autenticità.
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Spettacolo – la chiusura perfetta: un omaggio a Roma e al teatro della vita quotidiana.
Il monopattino come metafora della libertà
Curiosamente, molte idee del disco sono nate mentre Paradiso girava per Roma su un monopattino elettrico.
Un’immagine che dice molto del suo modo di vivere e di scrivere: sempre in movimento, in bilico, tra strade e rotaie, tra il bisogno di stabilità e quello di sentire il vento in faccia.
«Scrivo meglio quando mi muovo», ha detto, e in questa frase si racchiude tutta la poetica del disco: la leggerezza non come fuga, ma come atto di resistenza al peso del mondo.
Un cambio di rotta anche nell’industria
Con “Casa Paradiso”, l’artista segna anche una svolta professionale.
Ha cambiato etichetta e agenzia live, non per rottura, ma per chiarezza. «Quando qualcosa non funziona più, si chiude. Senza drammi», ha raccontato.
A 42 anni, si definisce “stabilizzato”, ma con l’ironia di chi sa che la stabilità, in fondo, non ha un indirizzo preciso.
Il tour nei palazzetti 2026 partirà il 15 aprile da Gorizia e toccherà Milano, Roma, Torino, Bologna, Napoli, Firenze e Padova. Sarà un viaggio nella sua discografia, tra successi e nuove confessioni. Alla domanda su Sanremo, risponde ridendo: “Per statistica, prima o poi ci tocca”.
L’impegno civile e la cura come rivoluzione
Nel giorno della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, Paradiso ha voluto dire la sua, con parole semplici ma sentite: «Serve più educazione sentimentale, più ascolto, più adulti che facciano gli adulti».
Non slogan, ma la consapevolezza che la musica può ancora essere uno spazio di confronto, un linguaggio per ricordare l’importanza del rispetto e della gentilezza.
Casa Paradiso: un’idea da abitare
Alla fine, “Casa Paradiso” è un disco che non semplifica la complessità, ma la attraversa.
È il tentativo di dare forma all’instabilità, di trovare armonia nelle crepe, di costruire un rifugio nelle canzoni.
Paradiso non propone un modello di felicità, ma una bussola emotiva: un invito a cercare un posto dove stare bene, anche quando fuori tutto cambia.
“Casa Paradiso” non è un luogo da raggiungere, ma un modo di stare al mondo.

