Lo scrittore milanese trionfa nella serata degli ottant’anni del premio, celebrata per la prima volta in piazza del Campidoglio a Roma
Michele Mari è il vincitore dell’ottantesima edizione del Premio Strega con il romanzo “I convitati di pietra” (Einaudi), che ha raccolto 190 voti su 643 espressi, imponendosi su una sestina di altissimo livello e lasciandosi alle spalle le polemiche degli ultimi giorni legate a presunte dichiarazioni sulla scrittrice Michela Murgia. La proclamazione è arrivata mercoledì 8 luglio nella suggestiva cornice di piazza del Campidoglio, scelta per la prima volta nella storia del premio in occasione di questo speciale anniversario.
Una vittoria annunciata, tra pronostici e tensioni
Il verdetto non ha sorpreso più di tanto gli addetti ai lavori: alla vigilia della finale, Michele Mari era già indicato come il favorito assoluto della corsa allo Strega. Negli ultimi giorni, però, l’attenzione mediatica si era spostata su una vicenda extraletteraria: alcune affermazioni offensive attribuite a Mari su Michela Murgia, la scrittrice scomparsa tre anni fa, avevano acceso un acceso dibattito e generato tensioni pubbliche, in particolare con un’altra finalista, Teresa Ciabatti. La polemica, nata attorno a un episodio circoscritto, sembrava però essersi ormai sgonfiata nelle ore precedenti alla proclamazione, lasciando spazio al verdetto della giuria.
Alla fine, l’80,4% degli aventi diritto, pari a 643 voti su 800 giurati, si è espresso, decretando la vittoria di Mari con un margine consistente sul secondo classificato.
La classifica finale: i numeri della sestina
Ecco il quadro completo dei voti ottenuti dai sei finalisti nella serata conclusiva:
| Posizione | Autore | Opera | Editore | Voti |
|---|---|---|---|---|
| 1° | Michele Mari | I convitati di pietra | Einaudi | 190 |
| 2° | Matteo Nucci | Platone. Una storia d’amore | Feltrinelli | 152 |
| 3° | Bianca Pitzorno | La sonnambula | Bompiani | 84 |
| 4° | Alcide Pierantozzi | Lo sbilico | Einaudi | 78 |
| 5° | Teresa Ciabatti | Donnaregina | Mondadori | 75 |
| 6° | Elena Rui | Vedove di Camus | L’orma | 64 |
Una serata speciale per l’ottantesimo compleanno del premio
Non è stata una finale come le altre. Per celebrare gli ottant’anni del Premio Strega, ideato nel 1947 dai coniugi Goffredo e Maria Bellonci, l’organizzazione ha scelto per la prima volta piazza del Campidoglio come palcoscenico della proclamazione, abbandonando temporaneamente la storica cornice del Ninfeo di Villa Giulia. La serata, condotta da Pino Strabioli e Gloria Campaner, è stata trasmessa in diretta televisiva da Rai 3 e ha richiamato una folla di scrittori, editori e addetti ai lavori nel cuore della Capitale.
Tra gli ospiti istituzionali presenti sul palco, il sindaco di Roma Capitale Roberto Gualtieri, il ministro della Cultura Alessandro Giuli, l’assessore alla Cultura del Comune di Roma Massimiliano Smeriglio e il presidente della Commissione Cultura della Camera Federico Mollicone. Presenti anche Giovanni Solimine e Stefano Petrocchi, rispettivamente presidente e direttore della Fondazione Bellonci, e Giuseppe D’Avino, presidente di Strega Alberti Benevento. Lo spoglio degli ultimi cento voti è avvenuto uno per uno sul palco, fino alla proclamazione finale affidata ad Andrea Bajani, vincitore dell’edizione 2024.
“Un riconoscimento alla carriera, ho scritto di meglio”
Nel suo intervento dopo la vittoria, Mari ha mostrato l’ironia disincantata che da sempre caratterizza la sua scrittura, dichiarando di ritenere il premio più un riconoscimento alla carriera che una consacrazione del suo titolo migliore. Secondo l’autore, “I convitati di pietra” ha saputo suscitare divertimento nei lettori partendo da una premessa seria, ma lo scrittore non lo considera il suo lavoro più riuscito, ammettendo di aver dato “il meglio di sé” in altri libri della sua vasta produzione.
Una dichiarazione che conferma lo stile schietto e mai compiacente di Mari, professore di Letteratura italiana all’Università degli Studi di Milano, abituato a muoversi con disinvoltura tra ironia e understatement anche nei momenti di massima esposizione pubblica.
La trama: un patto crudele tra ex compagni di scuola
“I convitati di pietra” racconta la storia di un gruppo di ex compagni di liceo milanesi che, appena superato l’esame di maturità, stipulano un patto tanto goliardico quanto crudele: versare una quota annua per decenni, con la promessa che il ricchissimo montepremi finale andrà solo agli ultimi superstiti rimasti in vita. Un’idea nata quasi per scherzo, tra i banchi della III A, che con il passare degli anni si trasforma in una spietata sfida di sopravvivenza, dove si mescolano avidità, rancori sopiti e misteri irrisolti.

Il romanzo ruota attorno a una domanda di fondo, tanto semplice quanto inquietante: è già scritto il destino di ciascuno di noi? È questo l’interrogativo che accompagna gli ex studenti quando, a distanza di decenni, si ritrovano a fare i conti con il “patto sciagurato” siglato da ragazzi. Perché la scuola, osserva Mari, resta l’unico tempo che rimane immobile: anche dopo trent’anni, non saranno le rughe o i chili in più a cambiare davvero la sagoma di un vecchio compagno di banco.
Ma quando entrano in gioco il demone della competizione e il miraggio di un premio favoloso, le variabili si moltiplicano. E così un accordo nato per gioco si trasforma in una sfida senza esclusione di colpi, in cui vale il contrario del proverbio: chi perde un amico trova un tesoro. Un libro che Mari stesso ha definito insieme commosso e giocoso, capace di svelare con perfido divertimento le pulsioni nascoste dentro l’amicizia, fino a un finale del tutto imprevedibile.
Il romanzo, proposto al premio da Vittorio Lingiardi, era stato presentato da chi lo ha definito una sorta di metafora di una lotta darwiniana mascherata da rito borghese: una classe liceale che cristallizza il proprio legame non nel sentimento, ma in una sorta di riffa della morte.
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Il bis: prima lo Strega Giovani, poi lo Strega “maggiore”
La vittoria di Roma arriva a distanza di circa un mese e mezzo da un altro importante riconoscimento: “I convitati di pietra” si era già aggiudicato il Premio Strega Giovani, nella sua tredicesima edizione, grazie ai voti di una giuria composta da ragazze e ragazzi tra i 16 e i 18 anni, provenienti da 114 scuole secondarie di secondo grado italiane e straniere. Un doppio successo che conferma la capacità del romanzo di Mari di parlare tanto a un pubblico giovane quanto alla giuria “adulta” dei 800 giurati dello Strega.
Chi è Michele Mari
Michele Mari è nato a Milano nel 1955. Scrittore, filologo, traduttore e professore di Letteratura italiana all’Università degli Studi di Milano, ha collaborato negli anni con testate come il Corriere della Sera, la Repubblica e Il Manifesto. Nella sua lunga carriera letteraria ha pubblicato, tra gli altri, Di bestia in bestia (1989), Filologia dell’anfibio (1995), Tu, sanguinosa infanzia (1997), Tutto il ferro della torre Eiffel (2002), il volume di saggi critici I demoni e la pasta sfoglia (2004, con una nuova edizione aggiornata nel 2017), la raccolta poetica Cento poesie d’amore a Ladyhawke (2007), Verderame (2008), la raccolta di racconti Fantasmagonia (2012), Roderick Duddle (2014), Asterusher. Autobiografia per feticci (con Francesco Pernigo, 2015), Leggenda privata (2017), la raccolta poetica Dalla cripta (2019), Le maestose rovine di Sferopoli (2021) e Locus desperatus (2024).
Con “I convitati di pietra” (2025), Mari conferma dunque una carriera lunga e riconosciuta, culminata ora nel massimo riconoscimento letterario italiano.
Il calendario del vincitore: lo Strega Tour
La proclamazione al Campidoglio non chiude la stagione del premio per Mari, che nelle prossime settimane sarà protagonista del tradizionale Strega Tour, la serie di incontri organizzati in giro per l’Italia per presentare il romanzo vincitore. Le tappe principali toccheranno Lonato del Garda l’11 luglio, l’Idroscalo di Ostia il 15 luglio in occasione del Puntasacra Film Fest, Villasimius il 17 luglio per il Festival della Marina, Cervo il 19 luglio, Frascati il 24 luglio, Vieste il 25 luglio nell’ambito de Il Libro Possibile, Ugento il 26 luglio, Marciana Marina il 5 agosto, Cortina d’Ampezzo l’8 agosto, per poi chiudere a fine agosto a Benevento, città storicamente legata al premio, e a fine settembre a Palermo.
Un premio che guarda avanti
L’edizione degli ottant’anni dello Strega si chiude dunque con la vittoria di un autore che, pur muovendosi da decenni ai margini più raffinati del panorama editoriale italiano, riesce a conquistare tanto la critica quanto un pubblico più ampio e trasversale, come dimostra il doppio successo tra Strega Giovani e Strega “maggiore”. Resta sullo sfondo la polemica sulle presunte parole su Michela Murgia, che ha animato il dibattito culturale nei giorni precedenti la finale ma che, alla prova dei fatti, non ha scalfito il consenso della giuria attorno a “I convitati di pietra”.
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