Pif torna al cinema con una commedia sulla fede e sull’amore: dal 2 aprile arriva “…che Dio perdona a tutti”

Il regista e attore palermitano porta sul grande schermo il suo romanzo: un agente immobiliare ateo che si finge credente per conquistare la donna dei suoi sogni, con la (im)probabile complicità del Papa

Cinque anni dopo il suo ultimo lavoro dietro la macchina da presa, Pierfrancesco Diliberto — in arte Pif — torna al cinema con una commedia irriverente e mai banale. “…che Dio perdona a tutti”, in sala dal 2 aprile in coincidenza con le festività pasquali, è il suo quarto film da regista e il primo tratto da un proprio romanzo: un viaggio tragicomico tra fede, amore e dolci siciliani, con una guest star d’eccezione.

La storia: un ateo a Palermo tra cannoli e catechismo

La Sicilia è ancora una volta lo sfondo scelto da Pif per raccontare l’Italia. Arturo è un uomo di trentacinque anni, agente immobiliare quasi infallibile sul lavoro e decisamente meno brillante nella vita privata. Vive da solo, non ha grandi ambizioni sentimentali, e coltiva una sola, irrinunciabile passione: i dolci, in particolare quelli alla ricotta. Il suo preferito è lo sciù, che acquista nella migliore pasticceria di Palermo. Ed è proprio lì, davanti a un vassoio, che la sua esistenza ordinata e immutabile subisce uno scossone.

Flora è la figlia del pasticciere: bella, sveglia, intraprendente, brillante e con un senso dell’umorismo che la rende immediatamente irresistibile. L’unico ostacolo, non da poco, è di natura teologica: Flora è una cattolica fervente, mentre Arturo ha smesso di credere in Dio da bambino e non ha nessuna intenzione di ricominciare.

Per non perdere la donna della sua vita, Arturo sceglie la strada più spericolata: fingersi credente. Il piano, apparentemente semplice, si trasforma in una serie di situazioni comiche ed esilaranti. Nel tentativo di dimostrare la propria devozione, arriva persino a interpretare Gesù Cristo durante una Via Crucis, che si trasforma rapidamente in un piccolo disastro liturgico, tra errori di catechismo e momenti ai limiti del blasfemo.

Nonostante le gaffes, tra Arturo e Flora nasce una relazione felice. Ma quando lei scopre la verità sull’indifferenza religiosa del compagno, l’equilibrio della coppia vacilla. La reazione di Arturo è quanto di più imprevedibile: invece di cedere o scusarsi, decide di mettere alla prova se stesso e la fede, promettendo di seguire alla lettera la parola di Dio per tre settimane consecutive. Una sfida che sconvolgerà la sua routine, le sue certezze e i rapporti con chi gli vuole bene — facendo emergere verità scomode e inattese. Ad accompagnarlo in questo caotico percorso ci sarà un alleato del tutto inaspettato: Papa Francesco.

Dal romanzo al film: una gestazione lunga quasi dieci anni

Il film è liberamente tratto dall’omonimo romanzo pubblicato da Pif per Feltrinelli nel 2020 — in alcune fonti indicato come 2018, anno in cui il progetto era già in sviluppo — e molto apprezzato dai lettori. In occasione dell’uscita nelle sale, il libro torna in libreria il 31 marzo nella nuova collana “Stelle” dell’editore milanese.

La genesi del progetto ha origini ancora più lontane. Il trailer ufficiale del film si apre con immagini d’archivio che ritraggono Pif durante un’udienza privata in Vaticano con Papa Francesco: un incontro reale, nel corso del quale il regista anticipò al Pontefice che, “per colpa sua”, stava scrivendo proprio il romanzo da cui sarebbe nato il film. Un incipit che definisce immediatamente il tono della pellicola: irriverente ma mai irrispettosa, capace di affrontare temi grandi — la fede, l’amore, la coerenza personale — senza mai perdere la leggerezza della commedia.

Sceneggiatura e soggetto sono firmati da Pif insieme a Michele Astori, suo collaboratore di lungo corso. La fotografia è di Guido Michelotti, il montaggio di Giogiò Franchini, le musiche di Santi Pulvirenti.

Il cast: Pif con Giusy Buscemi e Francesco Scianna

Nei panni di Arturo troviamo lo stesso Pif, che firma regia, sceneggiatura e interpretazione come già aveva fatto nei suoi lavori precedenti. Al suo fianco, nel ruolo di Flora, c’è Giusy Buscemi, attrice siciliana nota al grande pubblico per la serie Il Paradiso delle Signore e per la sua collaborazione con Ficarra e Picone in L’ora legale.

Il cast comprende anche Francesco Scianna, volto noto del cinema italiano, insieme a Carlos Hipólito, Maurizio Marchetti e, con amichevole partecipazione, Domenico Centamore, già noto al pubblico siciliano per il ruolo di Catarella nella serie Il Commissario Montalbano.

La produzione è firmata da Our Films e PiperFilm in associazione con Kavac Film, in collaborazione con Netflix, con Mario Gianani, Lorenzo Mieli e Valentina Avenia per Our Films (società del gruppo Mediawan), e Massimiliano Orfei, Luisa Borella e Davide Novelli per PiperFilm. La distribuzione nelle sale è curata da PiperFilm.

Il ritorno di Pif: da Le Iene al cinema civile, fino alla commedia sentimentale

Nato a Palermo il 4 giugno 1972, Pierfrancesco Diliberto deve il suo nome d’arte — Pif — ai tempi de Le Iene, dove ha lavorato come autore e inviato dal 2001 al 2010. Ma la sua formazione cinematografica è iniziata molto prima: nel 1998 era assistente alla regia di Franco Zeffirelli per Un tè con Mussolini, e nel 2000 ha lavorato con Marco Tullio Giordana in I cento passi, dedicato alla storia di Peppino Impastato.

Dal 2007 ha costruito la propria identità televisiva con Il Testimone su MTV, un programma originale e irripetibile che gli ha aperto le porte del cinema narrativo. Il debutto alla regia arriva nel 2013 con La mafia uccide solo d’estate, commedia drammatica su Palermo e Cosa Nostra vista attraverso gli occhi di un bambino, che gli vale il David di Donatello come miglior regista esordiente e il Nastro d’Argento. Tre anni dopo, nel 2016, arriva In guerra per amore, ambientato nella Sicilia del 1943 durante lo sbarco americano, premiato con il David Giovani.

Nel 2021 dirige E noi come stronzi rimanemmo a guardare, produzione originale Sky con Fabio De Luigi, una satira in chiave fantascientifica sulla società digitale e il lavoro nell’era degli algoritmi.

Con …che Dio perdona a tutti, Pif cambia registro e si cimenta per la prima volta con una commedia sentimentale pura, lasciando da parte mafia, guerra e distopie tecnologiche per esplorare il territorio universale dell’amore e della fede — pur mantenendo l’ambientazione siciliana che è il suo marchio più riconoscibile.

Fede, commedia e Vangelo: un tema universale con un tocco siciliano

Il punto di partenza narrativo è tanto semplice quanto filosoficamente ricco: cosa accadrebbe se qualcuno provasse davvero a mettere in pratica, alla lettera, gli insegnamenti del Vangelo nella vita di tutti i giorni? Una domanda che Pif trasforma in commedia senza svuotarla di significato, costruendo attorno ad Arturo un percorso che oscilla tra sfinimento e conversione, tra la bugia originaria e la possibilità di una verità inattesa.

L’uscita scelta — il 2 aprile, giovedì, in pieno periodo pasquale — non è casuale: il film dialoga con il contesto liturgico senza farne un dramma religioso, ma piuttosto una riflessione leggera e affettuosa sul rapporto degli italiani con la fede cattolica, tra pratica quotidiana, tradizione familiare e dubbi irrisolti.

La presenza di Papa Francesco nel film — attraverso le immagini d’archivio del trailer e, presumibilmente, come figura narrativa — aggiunge un ulteriore elemento di originalità a un progetto che punta a distinguersi nel panorama della commedia italiana contemporanea.

Una commedia italiana in un momento di cambiamento per il cinema nazionale

L’uscita di …che Dio perdona a tutti avviene in un momento in cui il cinema italiano sta cercando nuovi equilibri tra commedie di cassetta — sempre più dipendenti da format consolidati e cast televisivi — e voci autoriali capaci di parlare a un pubblico largo senza rinunciare alla propria identità.

Pif rappresenta in questo senso un caso raro nel panorama nostrano: un autore che ha costruito la propria credibilità nel racconto civile e nel cinema di impegno, senza mai perdere la capacità di intrattenere. Con questo nuovo film sceglie di espandere il proprio repertorio, affrontando la commedia romantica con gli stessi strumenti — ironia, affetto per i personaggi, radicamento geografico — che hanno caratterizzato i lavori precedenti.

Il film sarà anche disponibile su Netflix dopo il periodo di sfruttamento nelle sale, segnale di un progetto che ambisce a una distribuzione ampia e a un pubblico che va oltre il tradizionale spettatore cinematografico.

Scheda tecnica

  • Titolo: …che Dio perdona a tutti
  • Regia: Pif (Pierfrancesco Diliberto)
  • Sceneggiatura: Pif, Michele Astori
  • Con: Pif, Giusy Buscemi, Francesco Scianna, Carlos Hipólito, Maurizio Marchetti, Domenico Centamore
  • Fotografia: Guido Michelotti
  • Montaggio: Giogiò Franchini
  • Musiche: Santi Pulvirenti
  • Produzione: Our Films, PiperFilm, Kavac Film, in collaborazione con Netflix
  • Distribuzione: PiperFilm
  • Genere: Commedia
  • Durata: 1h 53 min
  • Uscita nelle sale: 2 aprile 2026
  • Tratto da: romanzo omonimo di Pif (Feltrinelli)