Cinecittà verso il 2026: nuovi teatri di posa e investimenti PNRR per il rilancio internazionale del cinema italiano

Grazie a 300 milioni del PNRR, Cinecittà accelera sul piano industriale: entro il 2026 saranno realizzati nuovi spazi produttivi e infrastrutture digitali

Cinecittà si prepara a una trasformazione strutturale senza precedenti, finanziata in gran parte con fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). L’obiettivo è chiaro: rendere il polo romano il più grande hub cinematografico dell’Europa continentale entro il 2026. Con un investimento pubblico complessivo di oltre 230 milioni di euro, si punta a potenziare la capacità produttiva, ammodernare le infrastrutture e attrarre produzioni internazionali di alto profilo. Un progetto ambizioso, già in fase avanzata, che rappresenta una svolta per il settore audiovisivo italiano.

Il piano di rilancio di Cinecittà

La missione affidata a Cinecittà S.p.A. è quella di diventare una realtà competitiva su scala internazionale. Il finanziamento ottenuto attraverso il PNRR ha consentito di accelerare il piano industriale, con una previsione di crescita dei ricavi che punta a raggiungere i 51,9 milioni di euro entro il 2029, più del doppio rispetto ai 26,7 milioni attesi per il 2024. Tra gli obiettivi primari c’è l’espansione delle strutture produttive e il miglioramento della sostenibilità ambientale degli impianti. Il cronoprogramma degli interventi, vincolato alle scadenze del PNRR, prevede il completamento dei lavori entro giugno 2026.

Le trasformazioni infrastrutturali e tecnologiche

Attualmente Cinecittà conta venti teatri di posa, grazie alla recente costruzione di cinque nuove strutture. Entro il 2026 il numero salirà a venticinque, con un’estensione complessiva della superficie produttiva di circa 21.000 metri quadrati. Parallelamente, si sta procedendo alla riqualificazione degli spazi esistenti, migliorando acustica, illuminazione e climatizzazione, in linea con i più avanzati standard internazionali. Una particolare attenzione è rivolta all’efficienza energetica, con l’utilizzo di fonti rinnovabili e l’adozione di soluzioni tecnologiche a basso impatto ambientale. La zona backlot, dedicata alle riprese in esterni, verrà ampliata fino a raggiungere 10 ettari di superficie.

La digitalizzazione dell’Archivio Luce

Un’altra componente essenziale del progetto è la digitalizzazione dell’Archivio Luce, una delle collezioni audiovisive più importanti al mondo. L’intervento prevede la conversione di circa 13.000 rulli di materiale filmico e oltre 1,5 milioni di immagini fotografiche, che saranno rese accessibili attraverso nuove piattaforme digitali. Questa iniziativa, oltre a preservare un patrimonio storico inestimabile, rappresenta un’opportunità per valorizzare contenuti destinati a un pubblico globale, in linea con le nuove esigenze del mercato audiovisivo.

Impatto economico e occupazionale

Le ricadute economiche del piano sono significative. Oltre all’aumento della capacità produttiva, il progetto prevede l’assunzione di centinaia di nuovi lavoratori, tra maestranze specializzate, tecnici del suono, operatori di macchina e professionisti della post-produzione. L’indotto locale beneficerà anche di una maggiore domanda per servizi complementari come trasporti, catering, allestimenti scenografici e logistica di produzione. La stima è che Cinecittà possa diventare un motore di sviluppo economico per l’intera area metropolitana di Roma, attrattiva anche per il turismo cinematografico.

Cinecittà nel panorama internazionale

In termini di dimensioni e capacità operativa, Cinecittà mira a posizionarsi accanto a realtà consolidate come i Pinewood Studios di Londra e i Babelsberg Studios di Berlino, con l’obiettivo dichiarato di diventare il più grande hub cinematografico dell’Europa continentale. Le collaborazioni con piattaforme internazionali come Netflix, Amazon Studios e HBO sono già in fase avanzata. Tra le produzioni previste nei prossimi mesi figurano film di registi di fama mondiale, tra cui “The Resurrection of the Christ” di Mel Gibson, “The Dog Stars” di Ridley Scott e “Roma Elastica” di Bertrand Mandico.

Le criticità emerse

Nonostante i progressi, alcuni osservatori sottolineano le criticità del progetto. Secondo una recente inchiesta de Il Fatto Quotidiano, il 96% dei fondi PNRR destinati a Cinecittà risulta già speso, ma il numero di produzioni effettivamente girate negli studi rimane inferiore alle attese. Questo dato alimenta preoccupazioni sulla sostenibilità del modello industriale nel medio e lungo termine. La fine dei finanziamenti pubblici post-PNRR potrebbe rappresentare una sfida per la gestione futura, rendendo imprescindibile l’attrazione di investimenti privati e partnership internazionali durature.

Le prospettive oltre il 2026

Guardando al futuro, Cinecittà punta a una trasformazione verso una realtà sempre più digitale, sostenibile e internazionalizzata. Tra le strategie in cantiere figurano campagne di marketing territoriale, accordi con festival cinematografici di rilievo e l’ampliamento dei servizi di post-produzione. Particolare attenzione sarà dedicata alla formazione di nuove competenze professionali, per rispondere alla crescente domanda di tecnici specializzati. La sfida più grande rimane quella di consolidare la presenza di Cinecittà sul mercato globale, facendo leva non solo sull’infrastruttura ma anche sulla qualità e sull’affidabilità della produzione made in Italy.