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Cronaca

Terremoto in Colombia, almeno 164 morti: soccorsi senza sosta tra macerie e ospedali in emergenza

La scossa di magnitudo 7,4 ha devastato l’ovest del Paese. Cali e Pereira tra le città più colpite, centinaia di feriti e nuove vittime mentre proseguono le ricerche dei dispersi.

Il bilancio del violentissimo terremoto che ha colpito la Colombia continua ad aggravarsi. Le informazioni aggiornate nella mattina dell’11 agosto indicano almeno 164 morti dopo la scossa di magnitudo 7,4 che il giorno precedente ha investito soprattutto la parte occidentale del Paese. Cali, Pereira, il dipartimento di Risaralda e quello di Chocó sono al centro di una delle più gravi emergenze sismiche vissute dalla Colombia negli ultimi decenni. I soccorritori hanno lavorato per tutta la notte tra edifici crollati e strutture pericolanti, mentre negli ospedali la pressione sui reparti di emergenza resta altissima.

Il bilancio continua a cambiare con il passare delle ore

La dimensione della tragedia è emersa progressivamente. Nelle prime ore dopo il sisma le autorità avevano diffuso cifre molto più basse, successivamente salite prima oltre quota cento e poi ulteriormente aggiornate man mano che le squadre di soccorso riuscivano a raggiungere gli edifici crollati e le località più isolate.

Nella prima mattinata italiana dell’11 agosto era stato indicato un bilancio di almeno 132 vittime e oltre 570 feriti. Gli aggiornamenti successivi hanno però portato il numero dei morti ad almeno 164. Si tratta di un dato ancora provvisorio, destinato potenzialmente a cambiare perché le operazioni di ricerca sono tuttora in corso e numerose persone risultano disperse.

La situazione più grave riguarda alcune delle principali città della Colombia occidentale. Cali, grande centro urbano del sud-ovest del Paese, registra decine di vittime e pesanti danni a edifici residenziali e strutture sanitarie. A Pereira, capoluogo di Risaralda e cuore della regione del caffè, interi edifici sono crollati e le squadre di emergenza continuano a scavare tra cemento e strutture metalliche deformate. Vittime sono state segnalate anche nel Chocó, il dipartimento nel quale è stato localizzato l’epicentro.

Dato Situazione aggiornata
Magnitudo 7,4
Vittime Almeno 164
Area dell’epicentro San José del Palmar, Chocó
Principali città colpite Cali, Pereira, Manizales, Quibdó e Armenia
Rischio tsunami Escluso per la costa pacifica

I numeri dell’emergenza sono in continua evoluzione e possono essere ulteriormente aggiornati con il procedere delle operazioni di soccorso.

Una scossa di magnitudo 7,4 nel cuore della Colombia occidentale

Il terremoto si è verificato nella mattina del 10 agosto 2026. L’epicentro è stato individuato nei pressi di San José del Palmar, nel dipartimento di Chocó, nell’ovest della Colombia. Le diverse rilevazioni hanno collocato l’ipocentro a una profondità nell’ordine dei cento chilometri.

Nonostante la profondità, la magnitudo 7,4 ha generato oscillazioni molto forti in una vasta area. Il movimento è stato avvertito in numerose città colombiane e anche oltre i confini nazionali. Migliaia di persone hanno abbandonato abitazioni, uffici e negozi non appena gli edifici hanno iniziato a oscillare.

La scossa ha interessato una regione estremamente complessa dal punto di vista geologico. La Colombia si trova lungo la fascia sismicamente attiva del Pacifico, dove interagiscono importanti sistemi tettonici. Il Paese registra frequentemente terremoti di bassa e media intensità, ma eventi di questa energia sono molto meno comuni e possono produrre conseguenze particolarmente gravi quando interessano aree densamente popolate.

Il sisma del 10 agosto è stato descritto come uno dei più potenti registrati in Colombia nel XXI secolo. Dopo la scossa principale sono state rilevate numerose repliche, un fenomeno normale dopo terremoti di questa intensità ma che rappresenta un ulteriore pericolo per gli edifici già lesionati.

Cali, edifici crollati e sistema sanitario sotto pressione

Tra le immagini più drammatiche dell’emergenza ci sono quelle provenienti da Cali, una delle maggiori città colombiane. Edifici residenziali sono crollati o hanno subito danni strutturali, mentre altre costruzioni sono rimaste in condizioni tali da rendere necessarie evacuazioni immediate.

Particolarmente critica è la situazione degli ospedali. Diverse strutture sanitarie hanno subito danni e almeno alcuni reparti sono stati evacuati. In uno degli ospedali colpiti, il cedimento di parte dei piani superiori ha obbligato il personale sanitario a trasferire centinaia di pazienti all’esterno e a organizzare l’assistenza in spazi di emergenza.

La città aveva già dichiarato l’allerta rossa sanitaria dopo il raggiungimento della massima capacità disponibile. Le prestazioni non urgenti sono state rinviate in modo da concentrare personale, sale e attrezzature sui feriti provocati dal terremoto.

Il problema non riguarda soltanto il numero delle persone da assistere. Dopo un sisma di forte intensità gli stessi ospedali devono essere sottoposti a verifiche strutturali, perché crepe, cedimenti e danni agli impianti possono compromettere la sicurezza dei pazienti e dei sanitari. La contemporanea necessità di evacuare alcuni edifici e ricevere un grande numero di feriti rende quindi particolarmente complessa la gestione dell’emergenza.

La corsa contro il tempo per trovare i sopravvissuti

La priorità resta la ricerca delle persone intrappolate. Vigili del fuoco, protezione civile, forze di sicurezza, volontari e cittadini hanno lavorato anche durante la notte utilizzando mezzi meccanici ma, in diversi punti, anche pale e attrezzi manuali per evitare movimenti delle macerie che potessero mettere in pericolo eventuali sopravvissuti.

Le prime 24-48 ore successive a un crollo sono particolarmente importanti per le operazioni di salvataggio. Per questo le squadre stanno concentrando gli interventi nei luoghi nei quali sono stati segnalati rumori, richieste di aiuto o possibili spazi vuoti all’interno delle strutture collassate.

Tra le storie che hanno alimentato la speranza c’è quella di una madre e del suo bambino estratti vivi dalle macerie a Cali. I due erano rimasti intrappolati all’interno di un edificio di cinque piani crollato nel quartiere di Ciudad Capri. Entrambi sono stati affidati ai sanitari dopo il recupero.

In altre aree i soccorritori sono riusciti a stabilire un contatto con persone rimaste sotto strutture crollate, mentre squadre specializzate hanno continuato a rimuovere detriti con estrema cautela. Ogni intervento richiede tempo perché i resti degli edifici possono spostarsi improvvisamente, soprattutto in presenza di repliche sismiche.

Pereira e la regione del caffè tra le zone più danneggiate

Un’altra delle città maggiormente colpite è Pereira, nel dipartimento di Risaralda. Qui il bilancio delle vittime è particolarmente pesante e numerosi edifici sono stati distrutti o seriamente danneggiati.

La città si trova nel cosiddetto Eje Cafetero, la grande regione colombiana legata alla produzione di caffè, già segnata in passato da forti terremoti. Le immagini provenienti dall’area mostrano palazzi trasformati in cumuli di cemento e acciaio e strade invase dai detriti.

Il governo ha disposto l’invio di carburante, medicinali, generatori e autobotti per garantire il funzionamento delle infrastrutture sanitarie e dei servizi essenziali. Le interruzioni dell’elettricità e le difficoltà nei collegamenti possono infatti compromettere le attività ospedaliere proprio quando la domanda di assistenza raggiunge il livello massimo.

Anche gli aeroporti della regione sono stati interessati dall’emergenza. Le operazioni sono state temporaneamente sospese in diversi scali per consentire le verifiche sugli edifici, sulle piste e sulle strutture aeroportuali.

La torre della cattedrale di Manizales e i danni al patrimonio

A Manizales il terremoto ha lasciato uno dei simboli visivi della devastazione. Una parte della storica cattedrale della città è stata danneggiata, con il cedimento di elementi della torre e la caduta di detriti nelle strade circostanti.

Le conseguenze del sisma sul patrimonio architettonico saranno valutate soltanto dopo la conclusione della fase più urgente dell’emergenza. La priorità assoluta resta infatti la protezione delle persone, ma le verifiche strutturali dovranno riguardare migliaia di abitazioni, edifici pubblici, scuole, chiese, ospedali e infrastrutture.

Molte persone potrebbero non poter rientrare nelle proprie case per giorni o settimane. Un edificio può apparire integro dall’esterno e presentare invece danni alle strutture portanti. Per questo le autorità devono effettuare sopralluoghi prima di autorizzare il ritorno degli abitanti.

Coprifuoco e militari contro il rischio di saccheggi

Alle difficoltà dei soccorsi si è aggiunto un problema di ordine pubblico. A Cali le autorità hanno introdotto un coprifuoco e rafforzato la presenza delle forze armate dopo le segnalazioni di possibili saccheggi nelle zone più danneggiate.

Il governo ha disposto l’invio di circa mille uomini delle forze di sicurezza per sostenere le autorità locali. Misure analoghe sono state adottate anche in altre città interessate dal terremoto.

L’obiettivo è duplice: proteggere abitazioni e attività commerciali rimaste incustodite e, soprattutto, evitare che disordini e traffico nelle strade ostacolino il passaggio di ambulanze, mezzi dei vigili del fuoco e squadre di ricerca.

La gestione della sicurezza diventa particolarmente delicata durante una calamità di grandi dimensioni. Quartieri senza elettricità, edifici evacuati e migliaia di persone costrette a trascorrere la notte fuori casa possono creare situazioni difficili da controllare. Le autorità hanno quindi chiesto alla popolazione di rispettare le restrizioni e lasciare liberi i principali corridoi utilizzati dai soccorritori.

Lo stato di emergenza e la mobilitazione del governo

Il presidente colombiano Abelardo De La Espriella, entrato in carica soltanto pochi giorni prima del terremoto, si trova ad affrontare immediatamente una delle emergenze più gravi degli ultimi anni nel Paese.

Il governo ha dichiarato lo stato di emergenza nazionale, consentendo una mobilitazione più rapida di risorse, personale e mezzi. Le autorità hanno indicato come priorità assoluta il salvataggio delle persone ancora intrappolate e l’assistenza a chi ha perso la casa.

Le operazioni coinvolgono numerosi livelli dell’amministrazione colombiana. Oltre alle squadre nazionali di emergenza sono impegnati governi regionali, amministrazioni comunali, esercito, polizia, vigili del fuoco, personale medico e organizzazioni umanitarie.

  • Ricerca dei dispersi negli edifici crollati;
  • assistenza ai feriti e rafforzamento della capacità ospedaliera;
  • distribuzione di acqua, medicinali, carburante e generi alimentari;
  • allestimento di sistemazioni temporanee per gli sfollati;
  • verifica della stabilità degli edifici prima del rientro della popolazione;
  • ripristino di strade, aeroporti, energia elettrica e comunicazioni.

Gli aiuti internazionali e lo stanziamento degli Stati Uniti

La gravità della situazione ha determinato una rapida mobilitazione internazionale. Gli Stati Uniti hanno annunciato uno stanziamento di 15,5 milioni di dollari destinato a interventi di emergenza, alloggi temporanei, generi alimentari, protezione della popolazione e valutazione dei danni.

Anche diversi Paesi dell’America Latina hanno offerto assistenza. Il Venezuela ha messo a disposizione aiuti umanitari e squadre specializzate nelle operazioni di ricerca e soccorso. Altri governi della regione hanno manifestato la disponibilità a fornire sostegno in base alle richieste delle autorità colombiane.

La cooperazione internazionale può diventare particolarmente importante nelle fasi successive, quando all’emergenza immediata dei soccorsi si sostituiranno quella degli sfollati e la lunga ricostruzione. Migliaia di edifici dovranno essere controllati e quelli dichiarati inagibili dovranno essere riparati o demoliti.

Nessun allarme tsunami sulla costa del Pacifico

Nonostante l’epicentro sia stato localizzato nell’ovest della Colombia, vicino alla fascia pacifica, le autorità marittime hanno escluso una minaccia di tsunami per la costa.

La profondità e le caratteristiche del terremoto non hanno prodotto le condizioni necessarie per generare un’onda anomala significativa. Le verifiche sono comunque proseguite nelle ore successive alla scossa principale.

L’assenza di un rischio tsunami ha evitato una seconda emergenza lungo le aree costiere, permettendo di concentrare uomini e mezzi nelle città e nei comuni maggiormente colpiti dai crolli.

Perché la Colombia è una zona ad alto rischio sismico

La Colombia è uno dei Paesi sismicamente più attivi del Sud America. La sua posizione geografica la colloca in una zona dove interagiscono diversi sistemi tettonici legati alla placca sudamericana e alle placche oceaniche che si muovono lungo il margine pacifico del continente.

Questa configurazione genera una sismicità frequente e particolarmente complessa. Molti terremoti sono di bassa magnitudo e non producono danni, ma periodicamente possono verificarsi eventi molto forti.

La profondità dell’ipocentro è uno degli elementi che influenzano gli effetti in superficie, ma non è l’unico. Magnitudo, distanza dall’epicentro, caratteristiche del terreno, durata delle oscillazioni e qualità degli edifici contribuiscono tutti a determinare il livello di distruzione.

Nel terremoto del 10 agosto la forte energia liberata ha prodotto oscillazioni significative nonostante l’ipocentro relativamente profondo. Le caratteristiche geologiche delle vallate popolate dell’ovest colombiano potrebbero inoltre aver contribuito localmente ad amplificare il movimento del terreno.

Il precedente drammatico del terremoto di Armenia del 1999

La tragedia ha immediatamente riaperto il ricordo del terremoto del 25 gennaio 1999, che colpì duramente la stessa regione del caffè. Quella scossa, di magnitudo inferiore rispetto all’evento del 2026, provocò più di mille vittime e devastò soprattutto Armenia e numerosi centri circostanti.

Il confronto mostra come il numero delle vittime non dipenda esclusivamente dalla magnitudo. Un terremoto meno potente ma più superficiale, vicino a zone densamente abitate e con edifici vulnerabili, può provocare conseguenze enormi.

L’esperienza del 1999 contribuì a rafforzare in Colombia la consapevolezza del rischio sismico, ma l’evento del 2026 evidenzia ancora una volta quanto sia difficile proteggere completamente grandi aree urbane quando viene liberata una quantità di energia così elevata.

Il rischio delle repliche nelle prossime ore

Dopo un terremoto di magnitudo 7,4 è normale che si verifichi una sequenza di scosse di assestamento. Alcune possono essere percepite distintamente dalla popolazione e, soprattutto, possono rappresentare un pericolo per gli edifici già danneggiati.

Per questo le autorità hanno invitato i residenti a non entrare autonomamente nelle costruzioni che presentano crepe, cedimenti o altri segni di instabilità. Anche una replica sensibilmente più debole della scossa principale può essere sufficiente a provocare il collasso di una struttura già compromessa.

Il pericolo riguarda anche i soccorritori, che devono operare all’interno di scenari estremamente instabili. Le squadre specializzate utilizzano procedure pensate per ridurre i rischi, ma ogni nuovo movimento del terreno può rallentare temporaneamente le operazioni.

La ricostruzione sarà una seconda emergenza

Quando terminerà la ricerca dei dispersi inizierà una fase destinata a durare molto più a lungo: quella della ricostruzione. Il terremoto ha colpito abitazioni, ospedali, strade, edifici pubblici, aeroporti e attività economiche in una vasta area della Colombia occidentale.

Le autorità dovranno innanzitutto stabilire quante persone non potranno rientrare nelle proprie abitazioni. Saranno quindi necessari alloggi temporanei, sostegni economici e interventi per garantire servizi essenziali alle famiglie sfollate.

Un altro tema sarà quello della continuità delle attività produttive. La regione interessata comprende una parte fondamentale dell’economia del caffè colombiano e un sistema di città collegate da infrastrutture stradali e aeroportuali strategiche.

Prima di formulare una stima attendibile dei danni economici sarà però necessario completare i sopralluoghi. Nelle prime ore di una catastrofe naturale le valutazioni iniziali possono cambiare sensibilmente con l’accesso alle località rimaste isolate.

Le prossime ore decisive per l’emergenza colombiana

La Colombia entra quindi nella seconda giornata dopo il terremoto con un bilancio già pesantissimo e ancora provvisorio. Almeno 164 persone hanno perso la vita, mentre continuano le ricerche nelle aree dove edifici e abitazioni sono crollati.

La priorità resta individuare eventuali sopravvissuti, sostenere il sistema sanitario e raggiungere le comunità più difficili da contattare. Parallelamente iniziano le verifiche sugli immobili e sulle infrastrutture necessarie per stabilire l’effettiva dimensione della devastazione.

Il numero delle vittime potrebbe ancora aumentare. La presenza di persone disperse, le difficoltà di accesso ad alcune zone e la necessità di esaminare centinaia di edifici rendono il quadro ancora incompleto. Per migliaia di famiglie colombiane, intanto, la notte successiva al sisma è trascorsa lontano dalle proprie case, in strade, piazze e strutture di accoglienza, mentre le squadre di emergenza continuavano a scavare tra le macerie.