Garlasco, la Procura generale chiede la revoca della semilibertà per Alberto Stasi

Il ricorso in Cassazione è legato a un’intervista rilasciata senza autorizzazione durante un permesso premio

La Procura generale di Milano ha presentato ricorso in Cassazione per chiedere la revoca della semilibertà concessa ad Alberto Stasi, condannato per l’omicidio di Chiara Poggi. La decisione è motivata dalla mancata autorizzazione per un’intervista televisiva rilasciata durante un permesso premio.

La richiesta della Procura generale

La Procura generale di Milano ha impugnato la decisione del Tribunale di sorveglianza che, l’11 aprile 2025, aveva concesso ad Alberto Stasi il regime di semilibertà. Secondo l’accusa, Stasi avrebbe violato le condizioni del permesso premio, destinato al ricongiungimento familiare, partecipando a un’intervista con il programma televisivo “Le Iene” senza la necessaria autorizzazione.

Il regime di semilibertà e le condizioni del permesso

Il regime di semilibertà consente al detenuto di trascorrere parte della giornata fuori dal carcere per motivi lavorativi o formativi, rientrando in istituto per la notte. Stasi, detenuto nel carcere di Bollate, aveva ottenuto questo beneficio per lavorare come contabile presso un’azienda milanese.

Le nuove indagini e il caso Andrea Sempio

Parallelamente, la Procura di Pavia ha riaperto le indagini sull’omicidio di Chiara Poggi, concentrandosi su Andrea Sempio, amico del fratello della vittima. Nuove prove, tra cui un’impronta palmare e tracce di DNA sotto le unghie di Chiara, sono state attribuite a Sempio, portando a ulteriori accertamenti.

Conclusioni e prospettive future

La decisione della Cassazione sulla revoca della semilibertà di Stasi potrebbe influenzare significativamente il suo percorso detentivo. Nel frattempo, le nuove indagini su Sempio potrebbero avere implicazioni rilevanti sul caso, riaccendendo l’attenzione su uno dei delitti più discussi degli ultimi anni.