Tragedia familiare in provincia di Benevento: il marito è in fuga con due figli minorenni, attivate le ricerche in tutto il territorio
Una donna di 49 anni è stata brutalmente uccisa dal marito a colpi di pietra nel piccolo comune di Paupisi, nel Beneventano. L’uomo, 58 anni, è fuggito portando con sé due figli minorenni. Le forze dell’ordine hanno attivato una vasta operazione di ricerca. La comunità è sotto shock.
Una lite sfociata in tragedia
L’ennesimo episodio di violenza domestica è avvenuto in una tranquilla mattina di fine settembre, nella frazione Contrada Frasso, alle porte di Paupisi, piccolo comune del Sannio. Secondo una prima ricostruzione, una lite scoppiata tra marito e moglie avrebbe avuto un epilogo drammatico.
Il presunto autore dell’omicidio, Salvatore Ocone, 58 anni, avrebbe colpito la moglie, Elisa Polcino, di 49 anni, ripetutamente con una pietra. I colpi, inferti con estrema violenza, hanno raggiunto la donna alla testa, causandone la morte sul colpo. L’aggressione sarebbe avvenuta in strada, a pochi metri dall’abitazione della coppia.
L’uomo è fuggito con i figli
Dopo aver compiuto il gesto, l’uomo si sarebbe allontanato rapidamente dalla scena del crimine, portando con sé due dei tre figli, entrambi minorenni. Il terzo figlio, maggiorenne, non era presente al momento della tragedia. Immediatamente è scattato l’allarme da parte dei vicini, che hanno udito le urla e avvisato i carabinieri.
Le forze dell’ordine, coordinate dalla Procura di Benevento, hanno attivato un’intensa operazione di ricerca: posti di blocco, squadre cinofile e droni stanno monitorando le campagne circostanti e i possibili luoghi in cui l’uomo potrebbe essersi rifugiato.
Una comunità sconvolta
Il piccolo centro di Paupisi, meno di 1.500 abitanti, è scosso dalla tragedia. I residenti parlano di una famiglia apparentemente normale, anche se non mancano testimonianze che raccontano di frequenti litigi tra i coniugi. Non è ancora chiaro se vi fossero denunce pregresse per maltrattamenti o episodi di violenza domestica.
Il sindaco del comune, al momento, ha preferito non rilasciare dichiarazioni ufficiali, ma ha espresso vicinanza alla famiglia della vittima e ha invitato i cittadini alla collaborazione con le autorità per qualsiasi informazione utile alla cattura del fuggitivo.
Il dramma dei femminicidi in Italia
Questo caso si inserisce nel più ampio contesto del fenomeno dei femminicidi, che continua a rappresentare una delle emergenze sociali più gravi in Italia. Secondo i dati più recenti del Ministero dell’Interno:
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Da inizio 2025 a settembre, sono state uccise oltre 80 donne, la maggior parte all’interno del contesto familiare.
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Nel 62% dei casi, l’autore è il partner o l’ex partner.
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Le regioni del Sud, in particolare Campania, Calabria e Sicilia, presentano un numero crescente di episodi.
Il caso di Paupisi evidenzia ancora una volta come la violenza possa colpire anche nei piccoli centri, spesso lontani dai radar dell’attenzione mediatica e istituzionale. La vittima, secondo le prime informazioni, non risultava seguita da centri antiviolenza né aveva sporto denunce.
L’inchiesta in corso
La Procura di Benevento ha aperto un fascicolo con l’ipotesi di omicidio volontario aggravato. Gli inquirenti stanno analizzando ogni dettaglio per comprendere il movente e il contesto in cui si è consumato il delitto. Particolare attenzione è rivolta alla testimonianza dei figli e dei parenti della vittima.
L’obiettivo principale resta la cattura dell’uomo in fuga, che si teme possa compiere gesti estremi anche contro sé stesso o contro i bambini. Le ricerche sono state estese anche alle province limitrofe e ai contatti personali del sospettato.
Un appello alla prevenzione
Le istituzioni e le associazioni contro la violenza di genere tornano a chiedere un rafforzamento degli strumenti di prevenzione:
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Maggiore formazione delle forze dell’ordine per riconoscere i segnali precoci di violenza.
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Incremento dei fondi ai centri antiviolenza e alle case rifugio.
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Campagne educative nelle scuole per sensibilizzare le nuove generazioni al rispetto e all’uguaglianza.
La tragedia di Paupisi non può restare un fatto isolato nella cronaca nera. Deve diventare occasione di riflessione collettiva, per affrontare il fenomeno del femminicidio non solo come emergenza giudiziaria, ma come problema culturale e sociale.
Il ruolo delle istituzioni locali
Nel Sannio, sono attivi diversi progetti per il contrasto alla violenza domestica, ma spesso le risorse sono limitate. I comuni più piccoli, come Paupisi, faticano ad attivare sportelli permanenti, e la prevenzione resta affidata all’iniziativa di singoli enti o associazioni.
Occorre rafforzare la rete territoriale di ascolto e supporto, affinché ogni donna, anche nei contesti rurali o isolati, possa sentirsi accolta, protetta e creduta.
Conclusione
L’omicidio di Elisa Polcino rappresenta l’ennesima vittima di un sistema che ancora non riesce a proteggere le donne dalla violenza più estrema. Mentre si attende la cattura del marito in fuga, resta l’urgenza di agire con decisione, a ogni livello, per impedire che tragedie come questa si ripetano.
