La donna dovrà scontare quasi quattro anni di carcere per furti e ora è indagata anche per ricettazione
È stata arrestata a Milano Paola Soulejmanovic, 33 anni, madre di due dei quattro adolescenti presenti nell’auto che l’11 agosto ha travolto e ucciso Cecilia De Astis. La donna è stata fermata dalla polizia locale nei giardini di viale Cermenate e condotta nel carcere di San Vittore, dove dovrà scontare una pena residua di 3 anni e 10 mesi per reati contro il patrimonio.
I precedenti e la condanna
Soulejmanovic era già stata condannata per una serie di furti commessi tra il 2017 e il 2019. Le sentenze, ormai definitive, hanno portato a un cumulo di pena che la donna non aveva mai scontato completamente. Da qui l’ordine di carcerazione eseguito nelle ultime ore.
La scoperta al momento dell’arresto
Durante il fermo, gli agenti hanno rinvenuto nella sua disponibilità oltre 130 grammi di monili in oro e più di 1.500 euro in contanti. Circostanza che ha fatto scattare una nuova denuncia per ricettazione, aprendo un ulteriore fronte giudiziario a suo carico.
Il legame con l’incidente dell’11 agosto
Il nome di Soulejmanovic era emerso nei giorni successivi al tragico incidente dell’11 agosto, quando un’auto guidata da un tredicenne – a bordo della quale viaggiavano altri tre minorenni – ha travolto e ucciso la ventenne Cecilia De Astis. Due dei giovani coinvolti erano proprio i figli della donna ora finita in carcere. Il caso aveva sollevato grande indignazione per l’età dei protagonisti e per le responsabilità familiari nella gestione dei minori.
Misure a tutela dei minori
Dopo la tragedia, i servizi sociali e l’autorità giudiziaria minorile hanno avviato verifiche sulla situazione familiare dei ragazzi. Le indagini puntano a chiarire come un gruppo di adolescenti così giovani sia potuto salire a bordo di un’auto e mettersi in una condizione tanto pericolosa.
Prossimi sviluppi
L’arresto della madre aggiunge un ulteriore capitolo a una vicenda già segnata da dolore e polemiche. Da un lato, la necessità di garantire giustizia per la vittima e i suoi familiari; dall’altro, la gestione del futuro dei minori coinvolti, oggi al centro delle valutazioni della magistratura.
La posizione di Paola Soulejmanovic appare ora particolarmente delicata: dovrà affrontare l’ingresso in carcere per scontare le pene pregresse e, parallelamente, un nuovo procedimento per ricettazione che potrebbe aggravare ulteriormente la sua situazione giudiziaria.
