Scambi di accuse e promesse di fermezza nei due forum internazionali. Mosca chiude a Kiev, Zelensky rilancia la coalizione dei “Volenterosi” e chiede più sicurezza
Il confronto a distanza tra Vladimir Putin e Volodymyr Zelensky si è infiammato nelle ultime ore, con due interventi paralleli che hanno messo in luce posizioni sempre più inconciliabili sulla guerra in Ucraina. Mentre il presidente russo ha parlato da Vladivostok, ribadendo l’impossibilità di un accordo con Kiev, Zelensky ha risposto da Cernobbio, al Forum Ambrosetti, denunciando l’inaffidabilità di Mosca e rafforzando l’asse con i Paesi occidentali.
Putin: “Accordo impossibile con Kiev, ma pronti al dialogo”
Dalla tribuna del Forum economico di Vladivostok, Vladimir Putin ha inviato segnali ambigui al fronte internazionale. Da un lato ha dichiarato che Mosca sarebbe pronta a rispettare un eventuale accordo di pace, sottolineando che in tal caso non ci sarebbe bisogno della presenza di truppe straniere in Ucraina. Dall’altro, ha però ribadito che qualsiasi forza occidentale dispiegata sul territorio ucraino sarà considerata un “obiettivo legittimo” per l’esercito russo.
“Se i soldati dovessero comparire lì, soprattutto ora durante i combattimenti, partiamo dal presupposto che saranno obiettivi legittimi”, ha affermato il leader del Cremlino, sottolineando che una forza internazionale non porterebbe a una pace duratura.
Ancora più netta la chiusura sull’ipotesi di una trattativa con Kiev: “È praticamente impossibile raggiungere un accordo su questioni chiave con l’Ucraina, anche se ci fosse la volontà politica”, ha affermato Putin, lasciando intendere che per Mosca la diplomazia con Zelensky è un capitolo chiuso.
Zelensky: “Le parole di Putin? Solo fumo negli occhi”
Volodymyr Zelensky, intervenendo in videoconferenza al Forum Ambrosetti di Cernobbio, ha risposto con fermezza alle dichiarazioni del leader russo. “Putin non vuole concludere il conflitto, le sue sono solo parole”, ha dichiarato, aggiungendo che nessuno nel mondo si fida più delle promesse del Cremlino.
“Sono disponibile a qualsiasi tipo di incontro, bilaterale o trilaterale, ma serve un interlocutore credibile”, ha aggiunto Zelensky, definendo l’idea di incontrare Putin a Mosca come “irrilevante”, vista la mancanza di reali aperture diplomatiche.
L’Italia al centro della Coalizione dei Volenterosi
Nel suo intervento, Zelensky ha elogiato l’Italia per il ruolo attivo nella cosiddetta “Coalizione dei Volenterosi”, un gruppo di 45 Paesi, dei quali 26 pronti a garantire supporto reale all’Ucraina. Il presidente ucraino ha ringraziato Giorgia Meloni per il sostegno concreto, in particolare per il contributo alla conferenza per la ricostruzione tenutasi a Roma.
“L’Italia ha un ruolo molto attivo. Sono grato alla premier e al suo team per il supporto. Il contributo delle aziende italiane è fondamentale”, ha sottolineato Zelensky.
Una nuova architettura di sicurezza per fermare Mosca
Zelensky ha poi rivelato l’esistenza di un piano dettagliato per rafforzare la difesa ucraina. “Stiamo lavorando su una nuova architettura di sicurezza, terrestre, marittima e aerea. Prevediamo l’impiego di droni e nuove tecnologie che ridurranno la capacità offensiva della Russia”, ha detto.
Secondo il presidente ucraino, il piano sarà decisivo per spingere Mosca verso un accordo e garantire una pace duratura, ma per riuscirci serve l’appoggio immediato degli Stati Uniti e dei partner europei.
Trump, UE e il nodo energia
Zelensky ha citato anche Donald Trump, sottolineando che l’ex presidente americano sarebbe pronto a intensificare il coordinamento tra Stati Uniti ed Europa per sostenere Kiev. Allo stesso tempo, ha criticato apertamente alcuni Paesi europei come Ungheria e Slovacchia, accusandoli di continuare a finanziare la guerra acquistando petrolio russo.
“Trump vuole che l’Europa si liberi dalla dipendenza energetica dalla Russia. È un obiettivo che condividiamo”, ha affermato il leader ucraino.
Mosca luogo dell’incontro? Un’ipotesi respinta da Kiev
Tra le proposte rilanciate da Putin, quella di organizzare un incontro con Zelensky nella capitale russa. Il leader del Cremlino ha dichiarato che Mosca sarebbe il luogo ideale per un faccia a faccia, offrendo garanzie di sicurezza a Kiev. Tuttavia, la risposta ucraina è stata netta: nessun dialogo in un territorio percepito come ostile.
La diplomazia internazionale resta in stallo
Il botta e risposta tra i due leader ha messo in luce ancora una volta l’assenza di spazi concreti per la diplomazia. Putin si mostra aperto solo a condizioni che non prevedono compromessi, mentre Zelensky rilancia la necessità di sicurezza preventiva e collaborazione internazionale.
Intanto, il supporto della Coalizione dei Volenterosi si traduce in impegni militari, economici e logistici, ma la situazione sul terreno resta critica, con intensi combattimenti e nessun segnale di una de-escalation imminente.

