Tensione tra Washington e Bruxelles sulle politiche europee. Il presidente ucraino prosegue il suo tour diplomatico tra Londra, Bruxelles e Roma, per rilanciare il piano di pace e le garanzie di sicurezza congiunte.
Mentre Donald Trump torna ad accusare l’Europa di “andare in direzioni sbagliate”, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky arriva oggi a Roma per incontrare la premier Giorgia Meloni a Palazzo Chigi e, in mattinata, Papa Francesco a Castel Gandolfo. Il viaggio nella capitale italiana conclude un intenso tour diplomatico europeo, iniziato a Londra e proseguito a Bruxelles, incentrato sul piano di pace e sulla definizione di nuove garanzie di sicurezza per Kiev.
Trump contro l’Europa: “State cambiando troppo”
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha lanciato un duro attacco all’Unione Europea, accusandola di aver imboccato “alcune direzioni sbagliate”.
“L’Europa deve stare molto attenta in molte cose — ha dichiarato ai giornalisti —. Vogliamo mantenere l’Europa com’è. È molto negativo per la gente che l’Europa cambi così tanto.”
Le parole del presidente americano arrivano all’indomani della multa da 130 milioni di euro inflitta a X (ex Twitter) da parte della Commissione europea per violazione del Digital Services Act, interpretata da Washington come un segnale di crescente distanza tra Bruxelles e gli Stati Uniti.
L’intervento di Trump ha riacceso le tensioni transatlantiche in un momento delicato, mentre l’Ucraina tenta di consolidare un fronte comune con Europa e Stati Uniti per affrontare la nuova fase della guerra e la prospettiva di negoziati di pace.
Zelensky tra Londra, Bruxelles e Roma: il tour della diplomazia
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha avviato un vero e proprio tour europeo per rafforzare il coordinamento politico e militare con gli alleati.
A Londra, ha incontrato il premier britannico Keir Starmer, il presidente francese Emmanuel Macron e il cancelliere tedesco Friedrich Merz, in un vertice dedicato al piano di pace e alla ricostruzione dell’Ucraina.
Successivamente, a Bruxelles, Zelensky ha visto il segretario generale della Nato, Mark Rutte, il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa e la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, per discutere delle garanzie di sicurezza e del ruolo dell’Alleanza nella fase postbellica.
Il viaggio si conclude oggi a Roma, dove il leader ucraino sarà ricevuto prima da Papa Francesco e poi dalla premier Giorgia Meloni a Palazzo Chigi, per un vertice bilaterale centrato sul rafforzamento dei rapporti bilaterali e sull’assistenza energetica e umanitaria.
Meloni: “Convergenza europea per una pace giusta”
Dopo un colloquio telefonico avvenuto domenica, Meloni e Zelensky si incontreranno oggi per approfondire i punti del percorso diplomatico di pace.
In una nota di Palazzo Chigi, si sottolinea la necessità di “aumentare il livello di convergenza su temi che toccano gli interessi vitali dell’Ucraina e dei suoi partner europei, come la definizione di solide garanzie di sicurezza e le misure condivise di ricostruzione”.
La premier italiana ha inoltre annunciato l’invio di forniture energetiche di emergenza, in particolare generatori elettrici prodotti da aziende italiane, destinati a supportare le infrastrutture ucraine colpite dagli attacchi russi.
Macron: “Priorità è la convergenza con gli Stati Uniti”
Il presidente francese Emmanuel Macron ha ribadito da Londra l’importanza di una posizione unitaria:
“La questione principale è la convergenza tra le posizioni europee, ucraine e statunitensi per finalizzare i negoziati di pace.”
Secondo l’Eliseo, le trattative dovranno mirare a garantire “le migliori condizioni possibili per l’Ucraina e per la sicurezza collettiva europea”, evitando divisioni che potrebbero indebolire il fronte occidentale.
Mosca interviene: “L’Ue deve ascoltare Trump”
In un commento diffuso sui social, Kirill Dmitriev, rappresentante speciale del presidente russo Vladimir Putin, ha esortato l’Unione Europea a “ascoltare Trump” per “salvarsi dal declino economico e civile” causato — secondo Mosca — dalle politiche dell’amministrazione Biden.
“La squadra di Biden ha spinto l’Ue sulla strada sbagliata — ha scritto Dmitriev —, fatta di immigrazione di massa, criminalità e declino economico. Ora i burocrati di Bruxelles non vogliono l’interferenza degli Stati Uniti sotto la guida di Trump. È ora di ascoltarlo e salvare l’Europa.”
Un messaggio che ricalca la strategia di propaganda russa volta a dividere l’Occidente e sfruttare le divergenze tra Washington e Bruxelles sul futuro delle relazioni transatlantiche.
Zelensky: “Cruciale l’unità tra Europa e Stati Uniti”
Rispondendo indirettamente a Trump e a Mosca, Zelensky ha ribadito sui social l’importanza della unità del fronte occidentale:
“Ciò che è cruciale oggi è l’unità tra Europa e Ucraina, così come l’unità tra Europa, Ucraina e Stati Uniti.”
Il presidente ucraino ha poi aggiunto di aver raggiunto a Londra una posizione comune con Francia, Germania e Regno Unito “sull’importanza delle garanzie di sicurezza e della ricostruzione”, sottolineando che il percorso verso la pace dovrà basarsi su “una difesa solida e una cooperazione duratura”.
Italia ponte tra Kiev e l’Europa
Con la visita a Roma, l’Italia assume un ruolo di snodo diplomatico tra Kiev e Bruxelles.
Il governo Meloni intende rafforzare la propria immagine di partner affidabile nel quadro europeo, sostenendo la ricostruzione dell’Ucraina e il consolidamento di un fronte europeo unitario.
La presenza di Zelensky nella capitale italiana — che include anche l’incontro con Papa Francesco, da sempre promotore di vie diplomatiche — segna un momento simbolico del tentativo europeo di tenere insieme fermezza e dialogo, solidarietà e realismo politico.
Conclusione
La giornata romana di Zelensky si inserisce in un delicato equilibrio internazionale: da un lato le tensioni tra Trump e Bruxelles, dall’altro la necessità di preservare l’unità del fronte occidentale nel momento in cui la guerra in Ucraina entra in una fase decisiva.
Meloni, Macron e Merz puntano su cooperazione e convergenza, mentre da Mosca arrivano nuovi tentativi di interferire nel dibattito europeo.
Il futuro del piano di pace e della ricostruzione ucraina dipenderà ora dalla capacità dell’Europa di restare unita e di non farsi trascinare dalle divisioni oltreoceano.
