Trump pianifica l’uscita degli USA dall’OMS: una mossa controversa

L’amministrazione Trump potrebbe abbandonare l’OMS già dal primo giorno di insediamento, scatenando un terremoto nelle politiche sanitarie globali.

L’eventualità di un nuovo mandato di Donald Trump alla Casa Bianca si accompagna a una decisione che potrebbe rivoluzionare il panorama sanitario globale: il ritiro degli Stati Uniti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) entro il primo giorno della nuova amministrazione, il 20 gennaio 2025. Una scelta che desta preoccupazioni in tutto il mondo, considerato il ruolo centrale degli USA nel sostenere le iniziative globali di salute pubblica.

Un déjà vu politico: il precedente del 2020

Non è la prima volta che Trump esprime una forte contrarietà all’OMS. Già durante il suo primo mandato, nel 2020, aveva avviato il processo di uscita dall’organizzazione, accusandola di essere influenzata dalla Cina e di non aver gestito adeguatamente l’emergenza Covid-19. Sebbene l’amministrazione Biden abbia poi ripristinato i rapporti con l’agenzia sanitaria delle Nazioni Unite, il ritorno di Trump sembra voler riportare alla ribalta questa linea di rottura con il multilateralismo sanitario.

Un annuncio strategico: obiettivo “Day One”

Secondo quanto riportato da fonti internazionali, il team di Trump ha intenzione di formalizzare l’uscita dall’OMS già dal primo giorno del nuovo mandato presidenziale. Questa mossa, considerata simbolica e strategica, segnerebbe una netta discontinuità rispetto all’approccio collaborativo adottato dagli USA negli ultimi anni. Lawrence Gostin, esperto di salute globale della Georgetown University, ha definito questa possibile azione “catastrofica”, evidenziando come il vuoto lasciato dagli Stati Uniti potrebbe compromettere la risposta internazionale alle crisi sanitarie. Gli USA rappresentano uno dei principali finanziatori e partner dell’OMS, con contributi decisivi in termini di risorse economiche e competenze.

Le figure chiave del nuovo corso sanitario

La scelta di abbandonare l’OMS sembra inserirsi in un disegno più ampio, che include la nomina di figure di spicco con posizioni controverse in ambito sanitario. Tra queste, spicca il nome di Robert F. Kennedy Jr., noto per le sue posizioni scettiche sui vaccini, che potrebbe assumere un ruolo cruciale nella futura amministrazione. Un segnale di un cambiamento radicale nelle politiche sanitarie americane, che potrebbe avere ripercussioni su scala globale.

Le conseguenze di un ritiro dall’OMS

Gli esperti avvertono che il ritiro degli Stati Uniti dall’OMS potrebbe avere effetti devastanti sulla salute globale. Innanzitutto, verrebbe meno uno dei principali contributi economici all’organizzazione, che si troverebbe in difficoltà nel finanziare programmi essenziali per la prevenzione e la gestione di pandemie. Inoltre, l’uscita degli USA potrebbe indebolire la capacità di risposta internazionale a nuove emergenze sanitarie, riducendo l’accesso a dati critici e risorse condivise. Il rischio maggiore riguarda i paesi in via di sviluppo, che dipendono fortemente dal supporto dell’OMS per l’accesso ai vaccini e ai farmaci salvavita.

Un impatto sulla cooperazione internazionale

La decisione di Trump potrebbe anche avere ripercussioni politiche significative, minando la cooperazione internazionale in un momento in cui le crisi sanitarie globali richiedono un maggiore coordinamento tra le nazioni. La pandemia di Covid-19 ha dimostrato come nessun paese possa affrontare da solo sfide di questa portata. Abbandonare l’OMS significherebbe isolare gli Stati Uniti da iniziative cruciali come la gestione delle pandemie, la lotta alla resistenza antimicrobica e il controllo delle malattie infettive.

Una decisione che divide il mondo

Le reazioni internazionali a questa possibile mossa sono già molto accese. Da un lato, i sostenitori di Trump vedono in questa decisione un’affermazione di indipendenza americana, dall’altro, la comunità scientifica e i leader mondiali temono che tale scelta possa danneggiare irrimediabilmente i progressi fatti finora nella cooperazione sanitaria globale. Il destino dell’OMS e del ruolo degli Stati Uniti al suo interno resta un punto cruciale per il futuro della salute pubblica mondiale.