La Casa Bianca concede tre settimane in più per chiudere accordi commerciali, mentre ufficiali Usa inviano lettere di avviso a vari Paesi
La decisione di Trump di posticipare la scadenza dei dazi dal 9 luglio al 1° agosto è un tentativo strategico per guadagnare ulteriore tempo nei negoziati bilaterali; nel frattempo si intensificano le comunicazioni ufficiali con Europei, Asia e altri partner.
📌 Introduzione
Il ritardo dell’applicazione dei dazi deciso dalla Casa Bianca estende al 1° agosto il termine precedentemente stabilito per il 9 luglio, come confermato dalla portavoce Karoline Leavitt. La mossa fa parte di una strategia per ottenere concessioni concrete da Paesi come Giappone, Corea del Sud, Unione Europea, India e altri, evitando l’applicazione automatica di tariffe tra il 10% e il 50%.
Contesto e tempistiche
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Linea temporale decisionale:
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Aprile 2025: Trump annuncia dazi «reciproci» dal 10% al 50% su 180 Paesi.
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Scadenza iniziale: fissata per il 9 luglio, concordata dopo una fase sospensiva di 90 giorni.
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7 luglio: firma dell’ordine esecutivo per prorogare la scadenza al 1° agosto.
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Determinazione e lettere di notifica
Nella giornata del 7 luglio, il governo Usa ha inviato lettere formali a paesi come Giappone e Corea del Sud, comunicando l’introduzione del 25% di dazi a partire dal 1° agosto. Altre missive – circa una dozzina – sono previste nei prossimi giorni per mettere pressione e stimolare le trattative.
Il segretario al Commercio Howard Lutnick ha dichiarato che, qualora non si trovino accordi dettagliati, i dazi fissati in aprile saranno riattivati totalmente dal 1° agosto.
Stato dei negoziati
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Canada: dopo l’avvio di una nuova fase di dialogo, si prepara a misure di sostegno all’industria dell’alluminio.
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Unione Europea: progressi tecnici e politici sono in corso, ma manca un accordo definitivo.
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Cina, Regno Unito, Vietnam: accordi preliminari raggiunti, sebbene con dettagli ancora da definire.
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India, Thailandia: incontri avanzati, ma restano nodi da sciogliere sui settori agricoli e industriali.
Trump continua a minacciare tariffe supplementari fino al 70% su Paesi BRICS e ha annunciato aliquote del 25% per Giappone e Corea.
Impatti sui mercati e sull’economia
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I futures canadesi hanno registrato una leggera crescita (+0,2%), segno che la proroga è stata accolta con sollievo dai mercati globali.
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Anche i futures Usa (Dow, S&P, Nasdaq) mostrano una flessione contenuta, a causa dell’incertezza sulle prospettive commerciali.
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I prezzi dell’oro sono calati con il rafforzamento del dollaro; il petrolio è stabile, nonostante tagli nell’OPEC+, mentre il rame scende a causa delle tensioni tariffarie.
Rischi e scelte strategiche
| Rischio | Descrizione |
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| Ritardo nei negoziati | I Paesi potrebbero usare il tempo come leva, ritardando gli accordi |
| Tariffe punitive | Aumenti fino al 50% o più su esportazioni chiave (auto, agricoltura, tecnologia) |
| Ripercussioni globali | Potenziale reazione a livello mondiale, in particolare dall’UE (possibili contromisure su beni Usa per 21 mld€) |
Conclusione
L’estensione al 1° agosto riflette una strategia americana mossa da pressione negoziale, ma il margine di tempo è limitato. I prossimi tre settimane saranno decisive: se non emergeranno accordi significativi, l’economia globale potrebbe assistere all’entrata in vigore di misure protezionistiche estremamente aggressive.

