Il discorso dell’ex presidente americano ha scatenato polemiche e smentite internazionali: ecco le affermazioni più controverse e i dati che le smentiscono
Dal palco dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, Donald Trump ha pronunciato un discorso dal tono fortemente polemico, infarcito di attacchi alle istituzioni globali e dichiarazioni infondate, molte delle quali già smentite da analisi indipendenti e fonti ufficiali. Il suo intervento del 23 settembre 2025 si è distinto per una serie di affermazioni fuorvianti o false su temi come il cambiamento climatico, le guerre internazionali, l’immigrazione e la politica energetica.
Una narrazione alternativa: le “sette guerre” chiuse da Trump
Tra i passaggi più applauditi dai suoi sostenitori, Trump ha dichiarato: “Ho chiuso sette guerre senza fine”. Una frase d’effetto che però non trova riscontro nei fatti.
-
La realtà è che molte delle guerre avviate o ereditate dalle amministrazioni precedenti sono ancora in corso o in fase di stallo: in Iraq, Siria, Afghanistan, Yemen e Libia, la situazione rimane instabile.
-
Inoltre, gli Stati Uniti mantengono ancora truppe e operazioni in diverse aree di conflitto.
L’affermazione appare quindi altamente fuorviante, costruita per rafforzare l’immagine di “pacificatore”, in netto contrasto con i rapporti delle organizzazioni militari e diplomatiche internazionali.
Attacco all’Europa: gas russo e confini “aperti”
Trump ha poi puntato il dito contro i Paesi europei, sostenendo che “continuano ad acquistare grandi quantità di gas e petrolio dalla Russia”, nonostante la guerra in Ucraina.
-
I dati dell’Eurostat e dell’Agenzia Internazionale dell’Energia dimostrano che l’Europa ha ridotto drasticamente le importazioni energetiche dalla Russia a partire dal 2022.
-
In particolare, il gas russo rappresenta oggi meno del 10% delle importazioni europee, rispetto a oltre il 40% prima dell’invasione dell’Ucraina.
Anche qui, Trump propone una versione semplificata e distorta della realtà, ignorando i passi concreti fatti dall’Europa per diversificare le fonti energetiche.
Clima, rinnovabili e “la più grande truffa globale”
Uno dei momenti più controversi del discorso è stato l’attacco al cambiamento climatico. Trump ha definito la crisi ambientale “la più grande truffa mai perpetrata sul mondo”, e ha attaccato le energie rinnovabili, bollate come “una frode che rovina le economie”.
-
Queste affermazioni sono in netto contrasto con il consenso scientifico internazionale, consolidato da decenni di studi e dalle conclusioni dell’IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change).
-
Le fonti rinnovabili (solare, eolico, idroelettrico) sono oggi tra le più convenienti e in crescita nel mondo, come confermato da BloombergNEF e IEA.
-
L’accusa che il cambiamento climatico sia un “complotto” non ha alcun fondamento scientifico ed è stata già più volte smentita da agenzie come NASA, NOAA e dall’Accademia delle Scienze degli Stati Uniti.
Con queste parole, Trump ha rinnovato la sua posizione di negazionista climatico, già nota durante la sua presidenza, e ha ignorato completamente le evidenze empiriche.
Migranti e “Paesi rovinati”: retorica senza fondamento
Trump ha poi affermato che “le politiche migratorie stanno rovinando l’Europa” e ha chiesto ai governi di “chiudere i confini ed espellere gli stranieri”.
-
I dati non supportano questa visione allarmistica: sebbene l’immigrazione possa generare sfide di integrazione, numerosi studi dimostrano che i migranti contribuiscono al PIL, colmano vuoti demografici e lavorativi e non rappresentano una minaccia generalizzata alla sicurezza.
-
Inoltre, la maggioranza degli Stati UE ha già adottato misure molto restrittive ai confini, con controlli potenziati, accordi con Paesi terzi e nuove politiche di rimpatrio.
Anche qui, Trump dipinge uno scenario catastrofico non aderente ai dati, alimentando paure e pregiudizi.
Disservizi tecnici e accuse all’ONU
Durante l’intervento, Trump si è anche lamentato del malfunzionamento del teleprompter, suggerendo che l’ONU fosse responsabile di un sabotaggio.
-
L’organizzazione ha prontamente smentito: la gestione del teleprompter è affidata allo staff dell’oratore, e non è sotto il controllo dell’ONU.
-
Si tratta dunque di una polemica strumentale, probabilmente usata per giustificare alcune incoerenze del discorso.
Attacchi agli scienziati: “Persone stupide che rovinano le economie”
Infine, Trump ha deriso apertamente gli scienziati e climatologi, accusandoli di “fare previsioni sbagliate” e di “aver rovinato le economie” con politiche ambientali eccessive.
-
Ma le previsioni del cambiamento climatico si sono rivelate in gran parte accurate, come confermato dai dati sul riscaldamento globale, innalzamento dei mari e eventi climatici estremi.
-
Le economie che hanno investito in sostenibilità (Germania, Svezia, Corea del Sud) hanno mostrato buone performance economiche, smentendo l’idea che la transizione verde danneggi automaticamente la crescita.
L’attacco agli scienziati è stato quindi gratuito e infondato, e fa parte di una più ampia strategia anti‑intellettuale spesso utilizzata da Trump.
Il contesto politico e l’obiettivo strategico
Il discorso di Trump arriva in un momento delicato: la sua candidatura alle elezioni del 2026 è ormai certa, e il palco dell’ONU è stato utilizzato per rilanciare la sua visione “America First” in chiave globale.
-
I bersagli sono stati quelli consueti: clima, migranti, Europa, ONU, élite globaliste.
-
Ma questa volta, la quantità di affermazioni false o distorte ha suscitato reazioni ancora più forti, sia da parte dei delegati presenti in sala che dei media internazionali.
La strategia comunicativa è chiara: creare polarizzazione, rilanciare slogan semplici ma d’impatto, e posizionarsi come l’unico leader capace di “salvare” il proprio Paese.
Reazioni e smentite
Subito dopo l’intervento, organizzazioni scientifiche e think tank indipendenti hanno pubblicato fact‑checking dettagliati, smentendo numerose dichiarazioni.
Anche alcuni leader internazionali hanno reagito con fermezza, sottolineando la necessità di basarsi sui fatti, non sulle ideologie.
Tra le reazioni più significative:
-
Il portavoce dell’ONU ha definito le parole di Trump “non corrispondenti alla realtà”.
-
Delegazioni europee hanno espresso “preoccupazione per la retorica divisiva”.
-
Le ONG ambientaliste hanno parlato di “un attacco pericoloso alla scienza”.
Conclusione: parole che pesano, in cerca di un ritorno
Con il suo discorso all’Assemblea Generale dell’ONU, Donald Trump ha trasformato un palco multilaterale in un comizio personale, alimentando tensioni, polarizzazione e diffidenza verso le istituzioni.
Molte delle sue affermazioni sono state smentite punto per punto, e dimostrano ancora una volta il suo stile comunicativo: efficace sul piano elettorale, ma povero di aderenza ai dati reali.
L’intervento rappresenta un campanello d’allarme per la diplomazia internazionale, che si trova a dover rispondere non solo a minacce concrete, ma anche a narrazioni distorte che minano la fiducia pubblica.
