L’ex ministro, coinvolto nella controversa dichiarazione della legge marziale, è ora sotto stretta sorveglianza
L’ex ministro della Difesa sudcoreano, Kim Yong-hyun, ha tentato il suicidio mentre era detenuto nel centro di detenzione di Seul. Kim è accusato di insurrezione per il suo ruolo nella dichiarazione della legge marziale avvenuta il 3 dicembre 2024. Il tentativo di suicidio è stato sventato grazie all’intervento tempestivo del personale carcerario, e attualmente Kim si trova in una cella di protezione, con condizioni di salute stabili.
Secondo Shin Yong-hae, commissario del Servizio Correzionale della Corea, “si è verificato un incidente in cui [Kim] ha desistito nel momento in cui ci siamo precipitati nella sua cella”. Questa dichiarazione è stata riportata dall’agenzia Yonhap.
La vicenda di Kim si inserisce in un contesto politico turbolento per la Corea del Sud. Il presidente Yoon Suk Yeol aveva dichiarato la legge marziale il 3 dicembre, decisione che ha scatenato proteste di massa e una mozione di impeachment, poi respinta dal Parlamento. La legge marziale è stata revocata dopo sei ore, ma ha lasciato il paese in una situazione di instabilità politica.
Kim Yong-hyun è stato arrestato con l’accusa di insurrezione e abuso di potere per aver assistito il presidente nella dichiarazione della legge marziale. Le indagini hanno rivelato che Kim avrebbe cambiato telefono e cancellato conversazioni sull’applicazione Telegram dopo l’imposizione della legge marziale, sollevando sospetti di tentativo di occultamento di prove.
La crisi ha portato anche all’arresto di alti funzionari della polizia, tra cui il capo della Polizia Nazionale e il capo della Polizia di Seul, per il loro ruolo nell’applicazione del decreto di legge marziale. Inoltre, il ministro dell’Interno sudcoreano si è dimesso, dichiarandosi “gravemente responsabile di non aver servito bene il pubblico e il presidente”.
Il presidente Yoon Suk Yeol è attualmente sotto inchiesta per insurrezione e abuso di potere, con un divieto di lasciare il paese. Nonostante la mozione di impeachment sia stata respinta, l’opposizione sta pianificando un nuovo tentativo di rimozione del presidente. La situazione rimane tesa, con la popolazione che chiede chiarezza e responsabilità da parte dei leader politici.
La comunità internazionale osserva con attenzione gli sviluppi in Corea del Sud, esprimendo preoccupazione per la stabilità della regione. Gli Stati Uniti hanno dichiarato il loro sostegno alla democrazia sudcoreana, mentre altri paesi monitorano la situazione per valutare eventuali implicazioni geopolitiche.
In questo clima di incertezza, il tentato suicidio di Kim Yong-hyun evidenzia la pressione e le tensioni all’interno dell’establishment politico sudcoreano. La nazione attende con ansia l’esito delle indagini e le decisioni future che potrebbero determinare il corso della democrazia nel paese.
