Tajani contro Israele: “Troppi morti a Gaza, ora serve il cessate il fuoco”. Pessimismo sulla pace in Ucraina

Il ministro degli Esteri italiano interviene dal Foro di Barcellona e chiede una svolta nei conflitti in Medio Oriente e in Ucraina

Antonio Tajani ha lanciato un duro monito alla comunità internazionale, criticando le azioni di Israele nella Striscia di Gaza e definendosi “pessimista” sulla possibilità di una risoluzione a breve del conflitto in Ucraina. Il ministro degli Esteri ha parlato da Barcellona, al Foro Nuova Economia, sollecitando un impegno più forte per il cessate il fuoco in Medio Oriente e riforme strutturali per un’Europa più coesa e incisiva.

Israele, Gaza e il dramma umanitario: “Ora sta sbagliando”

“Israele sta facendo errori” — parole forti, pronunciate da Antonio Tajani nel corso del suo intervento a Barcellona. Il ministro ha chiarito che, sebbene inizialmente lo Stato ebraico avesse le proprie ragioni, ora la situazione richiede un cambio di passo. “Bisogna lavorare per un cessate il fuoco”, ha ribadito Tajani, richiamando l’urgenza dettata dal numero crescente di vittime civili, tra cui donne e bambini.

Pur confermando che l’Italia non dialoga con Hamas, il titolare della Farnesina ha sottolineato come “non siano solo i miliziani a morire”, bensì anche molti civili innocenti. Una presa di posizione significativa, in un contesto in cui la guerra tra Israele e Hamas ha provocato una catastrofe umanitaria di proporzioni allarmanti. L’ONU ha già dichiarato lo stato di carestia a Gaza, dove le condizioni di vita sono ormai al collasso.

Due popoli, due Stati: la visione italiana

Tajani ha ribadito la linea politica italiana sul conflitto israelo-palestinese, esprimendo supporto alla soluzione dei due Stati. “Non siamo contro lo Stato della Palestina”, ha precisato, evidenziando però la necessità di una riunificazione tra Gaza e Cisgiordania. Attualmente, secondo il ministro, “non esiste uno Stato palestinese” nel senso pieno del termine, e la frammentazione territoriale resta uno degli ostacoli principali alla pace.

L’Italia, ha aggiunto, sta fornendo assistenza concreta alla popolazione colpita: bambini palestinesi sono attualmente curati negli ospedali italiani, un impegno umanitario che il governo intende proseguire.


Ucraina: “Non vedo soluzioni entro la fine dell’anno”

Sul fronte dell’invasione russa dell’Ucraina, Tajani si è mostrato molto più cauto e disilluso. “Putin parla molto con Trump, fanno riunioni”, ha dichiarato, ma “trovare una soluzione di pace resta molto complicato”.

Pur definendosi “normalmente ottimista”, il ministro ha ammesso che, in questo caso, prevale il pessimismo. Secondo le sue parole, non ci sono margini per una svolta diplomatica significativa prima della fine del 2025. Eppure, ha concluso, “continuiamo a lavorare per la pace”, sia in Medio Oriente che in Europa dell’Est.


L’appello per un’Europa più forte e riformata

Un altro punto centrale del discorso di Tajani riguarda la necessità urgente di rafforzare le istituzioni europee. A suo avviso, l’attuale frammentazione politica dell’Unione rende inefficace qualsiasi tentativo di rispondere alle grandi crisi internazionali.

“Serve un’Europa forte”, ha detto, sollecitando riforme strutturali a partire dal superamento del principio dell’unanimità, che permette a piccoli Stati membri di bloccare decisioni cruciali. Tajani ha anche proposto di unificare la figura del presidente della Commissione e del Consiglio europeo, in un’ottica di maggiore coerenza e peso geopolitico.

“O andiamo avanti o ci uccidono”, ha ammonito, con un’immagine forte: “Siamo nel mezzo del fiume e nel mezzo del fiume non si vince, si muore”. Una metafora che ben rappresenta lo stato di incertezza e fragilità in cui versa oggi l’Europa di fronte ai grandi conflitti mondiali.


Il contesto: conflitti senza fine

Le parole del ministro arrivano in un momento particolarmente critico:

  • In Gaza, dopo quasi due anni di conflitto, le condizioni umanitarie sono disperate. Secondo dati ONU, milioni di persone sono senza accesso stabile a cibo, acqua e cure mediche.

  • In Ucraina, l’offensiva russa si è intensificata nelle ultime settimane, mentre gli appelli alla pace rimangono sommersi da interessi geopolitici contrapposti.

  • A livello europeo, le elezioni del Parlamento del 2024 hanno evidenziato un quadro politico frammentato, incapace di dare risposte rapide e coerenti alle crisi internazionali.


Un equilibrio difficile da mantenere

Il messaggio di Tajani punta a un difficile equilibrio tra difesa degli alleati storici e critica delle scelte politiche. Da un lato, l’Italia continua a sostenere Israele come partner strategico, dall’altro richiama l’attenzione sulle conseguenze umanitarie del conflitto. Una posizione simile si riflette anche sulla questione ucraina: ferma condanna dell’invasione russa, ma crescente consapevolezza che le armi da sole non possono garantire la pace.


Prospettive future: diplomazia o escalation?

Le prossime settimane saranno cruciali per comprendere se le pressioni internazionali riusciranno a ottenere una tregua, almeno sul fronte mediorientale. Nel frattempo, Tajani ribadisce l’impegno dell’Italia a favore del dialogo, dell’assistenza umanitaria e di una diplomazia più efficace.

In entrambi i conflitti — Gaza e Ucraina — il rischio è che si assista a un ulteriore deterioramento delle condizioni umane e politiche, mentre le istituzioni internazionali faticano a trovare una voce univoca.