Il partito di Giorgia Meloni resta nettamente in testa, ma registra il livello più basso dall’inizio della legislatura. La crescita della formazione di Roberto Vannacci porta il campo largo davanti alla coalizione di governo
L’ultima Supermedia YouTrend/Agi prima della pausa estiva fotografa un quadro politico apparentemente stabile, ma attraversato da cambiamenti significativi soprattutto nell’area della destra. Fratelli d’Italia scende al 26,7%, perdendo tre decimi in due settimane e portandosi, per la prima volta dall’inizio della legislatura, al di sotto della soglia del 27%. Contemporaneamente Futuro Nazionale sale al 7,1%, supera nettamente la Lega e Alleanza Verdi e Sinistra e diventa la quinta forza politica italiana. Il risultato modifica anche il confronto tra le coalizioni: nello scenario costruito sulle possibili alleanze del 2026, il campo largo raggiunge il 44,3% e precede di 2,7 punti il centrodestra, fermo al 41,6%.
I risultati completi della Supermedia sui partiti
La rilevazione del 30 luglio 2026 conferma Fratelli d’Italia come primo partito italiano, con un vantaggio ancora consistente sul Partito Democratico. La distanza tra le due principali forze politiche è di 5,5 punti percentuali, ma il movimento più rilevante riguarda la progressiva erosione dei consensi del partito guidato da Giorgia Meloni.
Il dato del 26,7% non mette in discussione il primato di FdI, ma assume un valore politico e simbolico perché segna il superamento al ribasso di una soglia che il partito aveva mantenuto per gran parte della legislatura. Rispetto alla Supermedia del 16 luglio, FdI perde 0,3 punti. Il Partito Democratico arretra invece di un decimo e si attesta al 21,2%.
| Posizione | Partito | Consensi | Variazione dal 16 luglio |
|---|---|---|---|
| 1 | Fratelli d’Italia | 26,7% | -0,3 |
| 2 | Partito Democratico | 21,2% | -0,1 |
| 3 | Movimento 5 Stelle | 13,0% | +0,2 |
| 4 | Forza Italia | 8,0% | -0,1 |
| 5 | Futuro Nazionale | 7,1% | +0,6 |
| 6 | Alleanza Verdi e Sinistra | 6,4% | -0,1 |
| 7 | Lega | 5,9% | Invariata |
| 8 | Azione | 3,1% | Invariata |
| 9 | Italia Viva | 2,3% | -0,1 |
| 10 | +Europa | 1,4% | +0,1 |
| 11 | Noi Moderati | 1,0% | -0,2 |
Futuro Nazionale è il vero protagonista della rilevazione
Il dato politicamente più significativo è la nuova crescita di Futuro Nazionale. La formazione guidata da Roberto Vannacci guadagna 0,6 punti percentuali in appena due settimane, raggiunge il 7,1% e consolida un’espansione iniziata nei mesi precedenti.
Il partito non soltanto si colloca davanti alla Lega, ferma al 5,9%, ma supera anche Alleanza Verdi e Sinistra, attestata al 6,4%. In questo modo Futuro Nazionale diventa la quinta lista nelle intenzioni di voto, alle spalle di Forza Italia e davanti a tutte le altre formazioni minori.
Il vantaggio sulla Lega raggiunge ora 1,2 punti percentuali. Si tratta di uno scarto rilevante, soprattutto considerando che la formazione di Vannacci è entrata nel quadro politico nazionale soltanto nel corso del 2026. L’avanzata del nuovo soggetto indica che una parte dell’elettorato di destra sta modificando le proprie preferenze, premiando una proposta percepita come più radicale e identitaria rispetto a quelle dei tradizionali partiti della coalizione.
La crescita di Futuro Nazionale appare inoltre perfettamente speculare alla flessione complessiva del centrodestra. Il nuovo partito guadagna sei decimi, mentre la coalizione formata da Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega e Noi Moderati perde esattamente 0,6 punti. Questo non dimostra automaticamente un trasferimento diretto di voti, ma suggerisce che la principale area di espansione di Vannacci possa trovarsi all’interno dello stesso bacino elettorale conservatore e sovranista.
FdI resta primo, ma la discesa assume un valore simbolico
Fratelli d’Italia mantiene una posizione dominante nel sistema politico italiano. Con il 26,7%, il partito conserva oltre cinque punti di vantaggio sul Partito Democratico e più del doppio dei consensi attribuiti al Movimento 5 Stelle. Tuttavia, l’andamento degli ultimi mesi segnala una fase diversa rispetto alla lunga stabilità registrata dopo le elezioni politiche del 2022.
Il calo sotto il 27% è soprattutto un segnale politico. Non rappresenta un crollo improvviso, ma il risultato di una discesa graduale. A metà giugno FdI era ancora indicato al 28,2%, mentre all’inizio di luglio era sceso al 27,6%. Il dato del 30 luglio porta quindi la perdita complessiva rispetto al 18 giugno a 1,5 punti percentuali.
La tendenza dovrà essere verificata dopo la pausa estiva. Le oscillazioni di pochi decimi possono rientrare nel margine di incertezza dei singoli sondaggi, ma una successione di rilevazioni concordanti può indicare un cambiamento più strutturale. Per il partito della presidente del Consiglio, la questione centrale sarà capire se la flessione dipenda da una temporanea fase di difficoltà oppure dalla concorrenza crescente alla sua destra.
Il successo di Futuro Nazionale pone infatti a FdI un problema strategico. Un irrigidimento della linea politica potrebbe servire a trattenere gli elettori più radicali, ma rischierebbe di ridurre l’attrattività verso l’area moderata. Al contrario, un profilo più istituzionale potrebbe consolidare il ruolo di governo, lasciando però ulteriore spazio alla formazione di Vannacci.
Il Partito Democratico resta stabile, il Movimento 5 Stelle recupera
Nel campo delle opposizioni, il Partito Democratico si mantiene sostanzialmente stabile al 21,2%, con una flessione limitata a un decimo. Il dato conferma il Pd come seconda forza politica nazionale, ma non segnala una crescita autonoma sufficiente a ridurre sensibilmente la distanza da Fratelli d’Italia.
Il Movimento 5 Stelle sale invece al 13%, guadagnando due decimi. La variazione è contenuta, ma contribuisce a rafforzare il peso complessivo dell’area progressista. La somma aritmetica di Pd e M5S raggiunge il 34,2%; includendo Alleanza Verdi e Sinistra, il totale sale al 40,6%.
Alleanza Verdi e Sinistra perde un decimo e si ferma al 6,4%, ma resta su livelli sensibilmente superiori rispetto alle elezioni politiche del 2022. Il partito conserva un ruolo potenzialmente decisivo nella costruzione di una coalizione alternativa al centrodestra.
La fotografia complessiva mostra quindi un’opposizione che non cresce in modo uniforme, ma beneficia della maggiore compattezza dello schieramento nel calcolo delle alleanze. Il campo largo non registra variazioni rispetto alla rilevazione precedente, ma il calo del centrodestra gli consente di consolidare il vantaggio.
Forza Italia resiste, la Lega resta sotto il 6%
All’interno del centrodestra tradizionale, Forza Italia resta la seconda forza della coalizione con l’8%, nonostante un arretramento di un decimo. Il partito mantiene un vantaggio di 0,9 punti su Futuro Nazionale, ma la distanza si è progressivamente ridotta.
La Lega è stabile al 5,9%. L’assenza di ulteriori cali può essere letta come un elemento di tenuta, ma il confronto con Futuro Nazionale evidenzia una perdita di centralità. La formazione guidata da Matteo Salvini è ora soltanto la settima forza politica nazionale e si trova dietro sia al partito di Vannacci sia ad Alleanza Verdi e Sinistra.
Noi Moderati scende infine all’1%, perdendo due decimi. Pur trattandosi di una componente numericamente ridotta, la contrazione contribuisce alla flessione complessiva della coalizione governativa.
Le coalizioni secondo lo schema delle elezioni del 2022
La Supermedia propone due diverse aggregazioni. La prima ricostruisce il peso delle coalizioni sulla base dello schema delle elezioni politiche del 2022. In questo scenario, il centrodestra raccoglie il 41,6%, perdendo sei decimi. Il centrosinistra si ferma al 29%, mentre il Movimento 5 Stelle viene considerato separatamente con il 13%.
| Coalizione 2022 | Consensi | Variazione dal 16 luglio |
|---|---|---|
| Centrodestra | 41,6% | -0,6 |
| Centrosinistra | 29,0% | -0,1 |
| Movimento 5 Stelle | 13,0% | +0,2 |
| Terzo Polo | 6,6% | -0,5 |
| Altri | 9,8% | +1,0 |
La somma di centrosinistra e Movimento 5 Stelle arriva al 42%, superando di quattro decimi il centrodestra. Si tratta però di una semplice aggregazione numerica: il risultato elettorale effettivo dipenderebbe dalle alleanze, dalla legge elettorale, dalla distribuzione territoriale dei voti e dalla capacità delle forze politiche di presentarsi in modo unitario.
Lo scenario 2026 porta il campo largo al 44,3%
Il secondo schema tiene conto delle possibili aggregazioni politiche maturate nel corso del 2026. In questa configurazione, il campo largo comprende le principali forze progressiste e raggiunge il 44,3%. Il dato resta invariato rispetto alla Supermedia precedente, ma consente alla coalizione di portare il vantaggio sul centrodestra a 2,7 punti percentuali.
| Coalizione 2026 | Consensi | Variazione dal 16 luglio |
|---|---|---|
| Campo largo | 44,3% | Invariato |
| Centrodestra | 41,6% | -0,6 |
| Futuro Nazionale | 7,1% | +0,6 |
| Centro | 4,3% | -0,5 |
| Altri | 2,7% | +0,5 |
Il dato più importante riguarda la posizione autonoma di Futuro Nazionale. Se il partito di Vannacci restasse fuori dal centrodestra, la coalizione guidata da FdI sarebbe sotto il campo largo. Se invece entrasse nell’alleanza, la somma teorica raggiungerebbe il 48,7%, riportando nettamente avanti l’area conservatrice.
La collocazione di Futuro Nazionale potrebbe quindi diventare uno dei fattori decisivi delle prossime elezioni politiche. La formazione di Vannacci dispone ormai di un peso sufficiente per influenzare gli equilibri tra gli schieramenti e per negoziare condizioni politiche rilevanti.
Il centro arretra e fatica a costruire uno spazio autonomo
La Supermedia evidenzia anche le difficoltà delle forze centriste. Azione è stabile al 3,1%, mentre Italia Viva perde un decimo e scende al 2,3%. +Europa recupera un decimo e sale all’1,4%.
Nell’aggregazione del 2026, il Centro viene stimato complessivamente al 4,3%, con una perdita di mezzo punto rispetto al 16 luglio. Il dato mostra quanto sia complesso costruire un polo autonomo capace di competere con le due principali coalizioni.
La frammentazione delle forze centriste, le differenze strategiche tra i partiti e la pressione esercitata dal voto utile continuano a limitarne le prospettive. In un sistema fortemente polarizzato, queste liste potrebbero diventare decisive soltanto attraverso un accordo con uno degli schieramenti principali.
Come leggere correttamente la Supermedia
La Supermedia YouTrend/Agi non è un singolo sondaggio, ma una media ponderata di più rilevazioni nazionali. I dati del 30 luglio comprendono sondaggi realizzati tra il 16 e il 29 luglio 2026 dagli istituti Demopolis, EMG, Ipsos, SWG e YouTrend.
La ponderazione considera diversi elementi:
- la dimensione del campione utilizzato da ciascun istituto;
- la data di realizzazione della rilevazione;
- il metodo di raccolta delle risposte;
- la vicinanza temporale del sondaggio alla data di elaborazione;
- le differenze sistematiche tra le stime prodotte dai diversi istituti.
Questo metodo riduce l’effetto delle oscillazioni presenti nei singoli sondaggi e permette di individuare con maggiore chiarezza le tendenze generali. Non elimina però il margine di errore statistico e non rappresenta una previsione certa del risultato elettorale.
Le variazioni di uno o due decimi devono quindi essere considerate con prudenza. Più rilevanti appaiono i movimenti ripetuti nel tempo, come la crescita di Futuro Nazionale o la graduale flessione di Fratelli d’Italia. Anche in questi casi, soltanto le prossime rilevazioni potranno stabilire se si tratti di tendenze consolidate.
Gli equilibri politici alla vigilia della pausa estiva
La fotografia di fine luglio restituisce un sistema politico nel quale FdI resta il partito dominante, ma il centrodestra non appare più autosufficiente senza il contributo di Futuro Nazionale. La coalizione di governo conserva una base elettorale ampia, superiore al 40%, ma deve fare i conti con una crescente competizione interna al proprio campo.
Dall’altra parte, il campo largo beneficia della somma dei consensi delle opposizioni e, nello scenario elaborato per il 2026, raggiunge il 44,3%. La tenuta elettorale non equivale però automaticamente a una piena coesione politica. Le differenze tra Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi e Sinistra e le componenti centriste potrebbero diventare decisive nella definizione di un programma comune e nella scelta della leadership.
Il quadro che emerge non segnala un vincitore definitivo. Mostra invece una competizione sempre più condizionata dalle alleanze. La forza del centrodestra dipenderà dalla capacità di ricomporre il rapporto con Futuro Nazionale, mentre le possibilità del campo largo saranno legate alla costruzione di una coalizione credibile e stabile.
La Supermedia del 30 luglio 2026 consegna quindi tre indicazioni principali: Fratelli d’Italia resta primo ma scende al livello più basso della legislatura, Futuro Nazionale diventa una forza centrale negli equilibri della destra e il campo largo supera il centrodestra quando il partito di Vannacci viene considerato esterno alla coalizione. La ripresa dei sondaggi dopo l’estate permetterà di capire se questi movimenti rappresentino una semplice oscillazione stagionale o l’inizio di una nuova fase politica.



