L’Unione Europea annuncia nuove regole che limitano i visti multipli per i russi, con l’obiettivo di rafforzare la sicurezza interna
L’Unione Europea ha deciso di introdurre una nuova stretta sui visti per i cittadini russi residenti in Russia, riducendo drasticamente la possibilità di ottenere permessi di ingresso multipli. Secondo Bruxelles, la misura è necessaria per contrastare i rischi legati a possibili atti di sabotaggio, spionaggio e strumentalizzazione della migrazione.
Un privilegio, non un diritto
La nuova linea, fortemente sostenuta dall’Alta rappresentante per la politica estera Kaja Kallas, sancisce un principio chiaro: viaggiare liberamente nell’Unione Europea è un privilegio, non un diritto acquisito.
Secondo Kallas, “è difficile giustificare l’aggressione contro un Paese vicino e allo stesso tempo pretendere di poter circolare senza restrizioni in Europa”.
La stretta riguarda tutti i cittadini della Federazione Russa residenti in Russia e che presentano domanda di visto presso un consolato di uno Stato membro dell’UE.
Cosa cambia con le nuove regole
Le nuove disposizioni introducono limiti precisi e differenziati per categorie:
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Visti multipli a lungo termine concessi solo in casi eccezionali:
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Familiari stretti (coniugi, figli minorenni, genitori) di cittadini UE o di russi legalmente residenti nell’Unione potranno ottenere un visto multiplo valido fino a un anno, ma solo se nei due anni precedenti hanno già ricevuto e utilizzato correttamente tre visti.
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Lavoratori nei trasporti (marinai, camionisti, autisti di bus, personale ferroviario) potranno richiedere un visto multiplo valido fino a nove mesi, se hanno ottenuto e usato regolarmente due visti negli ultimi due anni.
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Stop ai visti multipli per la maggioranza dei richiedenti: i cittadini russi con residenza in Russia dovranno ora presentare una nuova domanda per ogni singolo viaggio, senza possibilità di rinnovo automatico o estensione pluriennale.
Le motivazioni politiche e di sicurezza
La decisione nasce da una valutazione di rischio crescente legato alla guerra in Ucraina, agli episodi di sabotaggio e alle operazioni di intelligence che avrebbero coinvolto cittadini russi in diversi Paesi dell’UE.
Bruxelles ritiene necessario rafforzare i controlli individuali e periodici, per verificare la provenienza, lo scopo e la legittimità dei viaggi. La misura si inserisce inoltre in un quadro di pressione diplomatica nei confronti di Mosca, che da mesi viene accusata di destabilizzare il continente con azioni ibride, cyberattacchi e propaganda.
Già nel 2022 l’Unione Europea aveva sospeso l’accordo di facilitazione dei visti con la Russia, provocando un drastico calo delle richieste. La nuova decisione rappresenta quindi un ulteriore passo verso la restrizione dei contatti diretti tra cittadini russi e Paesi europei.
Impatti concreti sui cittadini russi
Le conseguenze della nuova normativa saranno tangibili per diverse categorie di persone:
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Turisti e visitatori privati dovranno affrontare procedure più lunghe e costose, con tempi di attesa incerti.
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Familiari e studenti potranno subire ritardi o difficoltà nel rinnovare i permessi di soggiorno temporanei.
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Operatori economici e professionisti vedranno limitate le possibilità di partecipare a fiere, eventi e attività commerciali nell’Unione Europea.
Per alcune categorie considerate “a rischio”, come funzionari statali o militari, le domande di visto saranno automaticamente respinte.
Le eccezioni previste
L’Unione Europea ha tuttavia previsto alcune eccezioni limitate, destinate a categorie di cittadini russi che non presentano rischi per la sicurezza. Rientrano in questa lista:
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Giornalisti indipendenti, difensori dei diritti umani e attivisti civili riconosciuti.
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Persone in situazioni umanitarie o familiari di rifugiati.
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Studiosi e ricercatori coinvolti in programmi accademici europei, previa verifica della loro affidabilità.
Queste eccezioni, tuttavia, saranno sottoposte a un esame dettagliato e potranno essere concesse solo dopo un controllo approfondito dei precedenti e della provenienza.
Le reazioni di Mosca e le tensioni diplomatiche
Il governo russo ha reagito duramente, definendo la misura “una discriminazione politica” e accusando Bruxelles di voler “chiudere ogni canale di comunicazione tra i popoli”.
Secondo la portavoce del ministero degli Esteri russo, l’UE “preferisce concedere asilo ai disertori ucraini e ai migranti irregolari piuttosto che accogliere i cittadini russi rispettosi della legge”.
Dall’altra parte, diversi Stati membri, soprattutto quelli baltici e scandinavi, hanno accolto positivamente la decisione, considerandola una misura necessaria per la sicurezza nazionale.
Ripercussioni economiche e turistiche
La stretta potrebbe avere un impatto anche sul settore turistico europeo. In Paesi come Italia, Francia e Grecia, che fino al 2021 contavano centinaia di migliaia di visitatori russi ogni anno, si prevede una riduzione significativa dei flussi.
Anche il comparto commerciale potrebbe risentirne: molte aziende europee avevano mantenuto rapporti con clienti e partner russi attraverso frequenti viaggi di rappresentanza, ora più difficili da organizzare.
Una decisione politica con valenza simbolica
La mossa dell’Unione Europea ha anche una forte valenza simbolica. Limitare la mobilità dei cittadini russi significa rafforzare la linea di isolamento politico e diplomatico di Mosca.
Bruxelles intende così trasmettere un messaggio chiaro: finché continuerà l’aggressione contro l’Ucraina e le interferenze nei Paesi europei, non ci sarà un ritorno alla normalità nei rapporti bilaterali.
Conclusione
La nuova stretta sui visti europei per i cittadini russi rappresenta una delle misure più incisive adottate dall’UE dopo l’invasione dell’Ucraina. La priorità dichiarata è la sicurezza collettiva e la prevenzione di attività ostili, ma la decisione apre anche un nuovo capitolo di tensione diplomatica.
L’Europa ribadisce che la libertà di movimento non è un diritto universale, ma un privilegio che deve essere accompagnato da responsabilità e rispetto delle regole internazionali.
