Strage di Capodanno a Crans-Montana, esplosione durante i festeggiamenti: decine di vittime e molti feriti

Un incendio improvviso nel cuore della località sciistica svizzera ha trasformato la notte di festa in una tragedia. Tra le vittime e i dispersi anche numerosi italiani.

La notte di Capodanno si è trasformata in un incubo a Crans-Montana, celebre stazione sciistica svizzera, dove un’esplosione seguita da un incendio devastante ha causato almeno 47 morti e oltre 115 feriti, molti dei quali in condizioni gravissime. Il bilancio, ancora provvisorio, è aggravato dalla presenza di dispersi e dalla difficoltà di identificare alcune vittime a causa delle gravi ustioni.


Una festa trasformata in tragedia

L’esplosione è avvenuta poco dopo la mezzanotte all’interno del bar Le Constellation, uno dei locali più frequentati dai turisti durante le festività. Nel momento clou dei festeggiamenti per l’arrivo del nuovo anno, il locale era affollato da giovani e famiglie provenienti da diversi Paesi europei.

Secondo quanto riferito dalla polizia cantonale del Vallese, le fiamme si sarebbero propagate in pochi secondi, rendendo impossibile la fuga a molte persone presenti all’interno. Il soffitto in legno del locale avrebbe favorito la rapidissima estensione dell’incendio, con temperature tali da provocare conseguenze devastanti.

Alcune vittime risultano al momento non identificabili, proprio a causa delle condizioni estreme in cui sono stati rinvenuti i corpi.


Il bilancio: morti, feriti e dispersi

Il numero ufficiale parla di almeno 47 vittime accertate e 115 feriti, la maggior parte con ustioni estese e danni da inalazione di fumo. Le autorità sanitarie svizzere hanno attivato il massimo livello di emergenza, con il coinvolgimento di numerosi ospedali della regione e il trasferimento dei casi più gravi in strutture specializzate.

Tra le persone coinvolte figurano anche molti cittadini italiani. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha confermato che una quindicina di connazionali sono stati ricoverati negli ospedali svizzeri, mentre 16 risultano ufficialmente dispersi. Le famiglie hanno contattato l’Unità di crisi della Farnesina per ottenere notizie dei propri cari.


Le prime ipotesi sulle cause

Le indagini sono in corso, ma le autorità escludono al momento la pista del terrorismo. Le prime ricostruzioni parlano di un’esplosione accidentale avvenuta all’interno del locale.

Secondo alcune testimonianze, l’incendio potrebbe essere partito:

  • da candeline accese su bottiglie di champagne,

  • oppure da petardi o piccoli fuochi d’artificio utilizzati impropriamente all’interno del bar.

L’ambasciatore italiano in Svizzera Gian Lorenzo Cornado ha riferito che un petardo avrebbe colpito il controsoffitto, innescando l’incendio. Altri testimoni parlano invece di una fiamma iniziale che ha rapidamente coinvolto le strutture in legno.


L’ipotesi del “flashover”

Tra gli scenari più drammatici emersi dalle prime analisi tecniche vi è quello del flashover, un fenomeno estremamente pericoloso che si verifica negli incendi in ambienti chiusi.

Il flashover consiste nel passaggio improvviso da un incendio localizzato a un incendio generalizzato, quando i gas combustibili accumulati raggiungono la temperatura di autoaccensione. In questi casi:

  • le fiamme avvolgono l’intero ambiente in pochi istanti,

  • la sopravvivenza diventa quasi impossibile,

  • anche i soccorritori corrono rischi estremi.

Secondo le autorità del Vallese, proprio questo meccanismo potrebbe aver provocato una o più esplosioni interne, spiegando la rapidità e la violenza della tragedia.


I soccorsi e il supporto internazionale

Le operazioni di soccorso sono state imponenti. Sul posto hanno operato:

  • vigili del fuoco svizzeri,

  • unità di protezione civile,

  • squadre mediche specializzate in grandi ustionati,

  • una squadra del soccorso alpino valdostano, intervenuta in supporto alle autorità locali.

È stato inoltre allestito un punto di raccolta per i familiari delle vittime presso il centro congressi “Le Regent”, mentre una help line dedicata è stata attivata dalla polizia cantonale per fornire informazioni e assistenza.


Giovani italiani tra i casi più gravi

Particolarmente drammatica la situazione di tre giovani italiani, tra cui due ragazzi di 16 anni e una ragazza poco più che maggiorenne. Uno di loro è ricoverato in coma in un ospedale di Zurigo, mentre altri due sono stati trasferiti d’urgenza all’ospedale Niguarda di Milano con ustioni stimate tra il 30 e il 40 per cento del corpo.

Le condizioni restano critiche e i medici mantengono la massima riservatezza sulle prognosi.


Il cordoglio delle istituzioni

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha inviato un messaggio di profondo cordoglio al presidente svizzero Guy Parmelin, esprimendo vicinanza alle famiglie delle vittime e augurando una pronta guarigione ai feriti.

Anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha manifestato, a nome del Governo, solidarietà e partecipazione al dolore della Svizzera per una tragedia che ha colpito una comunità internazionale.


Una località simbolo del turismo colpita al cuore

Crans-Montana è da anni sinonimo di turismo internazionale, lusso e grandi eventi. La strage di Capodanno segna uno dei momenti più bui nella storia recente della località, sollevando interrogativi cruciali sulla sicurezza dei locali affollati, sull’uso di materiali infiammabili e sulle misure di prevenzione durante eventi con grande afflusso di pubblico.

Le indagini dovranno ora accertare eventuali responsabilità e chiarire se siano state rispettate tutte le norme di sicurezza.