Vai al contenuto
Attualità · Politica

Sondaggio SWG per La7, Fratelli d’Italia cala al 27,9%: Futuro Nazionale di Vannacci aggancia la Lega al 5,3%

La rilevazione settimanale del 15 giugno 2026 fotografa un centrodestra in fibrillazione: il partito di Giorgia Meloni perde terreno, mentre il movimento dell’ex generale continua la sua inesorabile ascesa e raggiunge il Carroccio di Salvini

Il sondaggio SWG per il TG La7 del 15 giugno 2026 segna una data importante nella politica italiana: per la prima volta, Futuro Nazionale di Roberto Vannacci aggancia la Lega di Matteo Salvini, entrambi al 5,3%. Un risultato che arriva dopo mesi di ascesa costante del movimento fondato dall’ex generale europarlamentare, e che ridisegna gli equilibri interni al centrodestra in vista delle elezioni politiche del 2027. Fratelli d’Italia resta primo partito ma cede lo 0,4%, scendendo al 27,9%. Crescono il Pd e il Movimento 5 Stelle.

FdI primo partito, ma il vantaggio si riduce

Fratelli d’Italia rimane saldamente in testa alle intenzioni di voto degli italiani, ma la settimana in corso porta un segnale di rallentamento. Il partito della presidente del Consiglio Giorgia Meloni cede lo 0,4% rispetto alla rilevazione precedente e si attesta al 27,9%. Un calo che, seppur contenuto, riduce il margine di vantaggio sul Partito Democratico guidato dalla segretaria Elly Schlein.

I dem guadagnano lo 0,1% e raggiungono il 22,1%. Si tratta di una risalita modesta ma continuativa, che si inserisce in una tendenza di lenta ripresa del principale partito di opposizione. La distanza tra FdI e Pd rimane ampia — oltre cinque punti percentuali — ma il divario si è assottigliato rispetto ai picchi registrati nelle settimane precedenti, quando FdI toccava il 28,3%.

Passo avanti anche per il Movimento 5 Stelle di Giuseppe Conte, che passa dal 13,1% al 13,3%, guadagnando due decimi di punto. Il M5S conferma così il trend positivo delle ultime settimane, posizionandosi stabilmente come terza forza politica nazionale.

Il caso Lega: sorpassata (o agganciata) da Vannacci

Il dato politicamente più significativo della settimana riguarda il duello interno al centrodestra tra Lega e Futuro Nazionale. Il partito di Matteo Salvini cede lo 0,3% e scende al 5,3%, raggiunto esattamente da Futuro Nazionale, che guadagna invece lo 0,5% in una sola settimana.

Si tratta di un risultato che poche settimane fa sarebbe sembrato impensabile. A gennaio 2026, prima della scissione di Vannacci dal Carroccio, la Lega era stimata intorno all’8,3%. Da allora, ogni rilevazione ha registrato lo stesso schema: la Lega scende, Futuro Nazionale sale. Il trasferimento di consensi dall’uno all’altro appare ormai strutturale, non episodico.

Futuro Nazionale ha percorso una traiettoria di crescita impressionante: dalla prima rilevazione di febbraio 2026 — quando il movimento era stimato intorno all’1,6% — al 3% di aprile, al 4,6% di inizio giugno, fino al 5,3% di oggi. In poco più di quattro mesi, il partito fondato dall’ex generale ha più che triplicato i propri consensi nei sondaggi.

Non si tratta solo di numeri. Futuro Nazionale ha nel frattempo costituito un gruppo parlamentare alla Camera — con almeno otto deputati — e il 13-14 giugno ha tenuto la propria Assemblea Costituente a Roma, definendo struttura organizzativa e programma politico. L’obiettivo dichiarato è arrivare alle elezioni del 2027 con un consenso consolidato, preferibilmente all’interno di una coalizione di centrodestra.

Forza Italia sale, Verdi e Sinistra stabili

Tra i partiti di maggioranza, segnale positivo per Forza Italia: il partito guidato da Antonio Tajani guadagna lo 0,2% e sale al 7,2%, recuperando parte del terreno perso nelle scorse settimane. Alleanza Verdi e Sinistra si conferma stabile al 6,5%.

Nel campo delle opposizioni minori, Azione di Carlo Calenda si attesta al 3,1%, Italia Viva di Matteo Renzi al 2,4%, +Europa all’1,6% e Noi Moderati all’1,1%.

La tabella delle intenzioni di voto

Partito Leader 15 giu 2026 Variazione
Fratelli d’Italia Giorgia Meloni 27,9% ▼ 0,4%
Partito Democratico Elly Schlein 22,1% ▲ 0,1%
Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte 13,3% ▲ 0,2%
Forza Italia Antonio Tajani 7,2% ▲ 0,2%
Alleanza Verdi e Sinistra Nicola Fratoianni / Angelo Bonelli 6,5% = stabile
Lega Matteo Salvini 5,3% ▼ 0,3%
Futuro Nazionale Roberto Vannacci 5,3% ▲ 0,5%
Azione Carlo Calenda 3,1%
Italia Viva Matteo Renzi 2,4%
+Europa Riccardo Magi 1,6%
Noi Moderati Maurizio Lupi 1,1%

Fonte: Sondaggio SWG per TG La7, 15 giugno 2026. Le righe in giallo evidenziano il pareggio storico tra Lega e Futuro Nazionale.

La questione centrale: Vannacci indispensabile per il centrodestra?

Il dato dell’aggancio tra Lega e Futuro Nazionale non è solo simbolico. Pone con forza un interrogativo politico che i partiti della maggioranza non possono più ignorare: il centrodestra può vincere le elezioni del 2027 senza Vannacci?

Secondo le proiezioni elaborate nelle ultime settimane dagli istituti demoscopici, la risposta sembra essere no. In uno scenario in cui FdI, Lega, Forza Italia e Noi Moderati corressero insieme — senza Futuro Nazionale — la coalizione di governo raggiungerebbe circa il 41-42%, rimanendo sotto il cosiddetto “campo largo” (Pd, M5S, AVS, Italia Viva, +Europa) che si attesterebbe intorno al 45%. Con l’aggiunta di Futuro Nazionale, invece, il centrodestra salirebbe a circa il 47%, superando nettamente gli avversari.

Vannacci ha sempre dichiarato di voler valutare le condizioni di un’eventuale alleanza sulla base dei programmi, non delle bandiere. Ma l’accelerazione dei consensi cambia il peso specifico del generale al tavolo delle trattative: non è più un ospite da invitare per cortesia, ma un interlocutore che i numeri rendono necessario.

La traiettoria di Futuro Nazionale: da zero a 5,3% in quattro mesi

Per comprendere la portata del fenomeno Futuro Nazionale, è utile ripercorrerne la storia brevissima ma intensa. Roberto Vannacci, ex generale di corpo d’armata e deputato europeo eletto nelle file della Lega nel 2024, ha lasciato il Carroccio a inizio febbraio 2026 per fondare il proprio movimento. Le prime rilevazioni lo collocavano attorno all’1,6%: numeri da partitino personale, commentarono in molti.

La crescita è stata però rapida e costante. A marzo 2026 il movimento superava il 2%, ad aprile raggiungeva il 3%, a maggio toccava il 3,9%, per poi accelerare ulteriormente in giugno: prima il 4,6%, poi il 4,8%, e ora il 5,3%. Ogni settimana, una piccola ma significativa avanzata.

La crescita organizzativa è andata di pari passo con quella nei sondaggi. Futuro Nazionale conta oggi oltre 50.000 iscritti, centinaia di comitati locali distribuiti in tutta Italia, e una presenza crescente in Parlamento. Il gruppo alla Camera dei Deputati, costituito all’interno del Misto, ha raggiunto otto componenti, grazie all’adesione di parlamentari provenienti principalmente dalla Lega ma anche da Fratelli d’Italia. Tra i casi più recenti, quello della deputata Laura Ravetto, che il 19 maggio ha lasciato il Carroccio per aderire al partito dell’ex generale.

I flussi elettorali indicano chiaramente che la base di consenso di Futuro Nazionale proviene in larghissima parte dall’elettorato della Lega: si tratta di un trasferimento strutturale, non di voti riciclati dal nulla. L’analisi demografica rivela inoltre una caratteristica insolita per un partito di destra: il 38% degli elettori di Futuro Nazionale avrebbe meno di 35 anni, una quota che suggerisce la capacità del movimento di intercettare una generazione di elettori che si sente abbandonata dai partiti tradizionali.

La crisi della Lega e il tramonto dell’era Salvini?

Il rovescio della medaglia della crescita di Futuro Nazionale è il declino della Lega. Il partito di Matteo Salvini, che alle elezioni politiche del 2022 aveva già conosciuto un ridimensionamento rispetto ai fasti del 2019 (quando sfiorava il 34%), si trova ora in una spirale difficile da invertire.

Il calo è continuo e documentato: dalla stima di 8,3% di gennaio 2026 — quando Vannacci era ancora nel partito — il Carroccio ha perso oltre tre punti percentuali in cinque mesi. Un’emorragia che non accenna a fermarsi e che sembra sempre più strutturale, legata non a singoli episodi ma a un più profondo riposizionamento dell’elettorato nazionalista e sovranista.

Paradossalmente, la crisi della Lega avviene in un momento in cui il governo Meloni non è sotto pressione immediata: FdI tiene, Forza Italia cresce, e la maggioranza regge. Ma se il trend dovesse continuare, alle elezioni del 2027 il Carroccio potrebbe ritrovarsi al di sotto della soglia psicologica del 5%, con tutto ciò che questo comporta in termini di peso nella coalizione e nella distribuzione dei ministeri.

Salvini ha cercato in varie occasioni di rispondere al fenomeno Vannacci con toni più duri sui temi dell’immigrazione e della sicurezza, terreni su cui la Lega tradizionalmente primeggiava. Ma lo spazio politico sembra essersi spostato: l’ex generale ha saputo occuparlo con un linguaggio ancora più diretto, privo delle mediazioni che la lunga militanza governativa impone ai partiti istituzionali.

Il campo largo: in vantaggio, ma con incognite

Dal lato dell’opposizione, la settimana si chiude con segnali positivi sia per il Pd che per il M5S. La somma delle forze del “campo largo” — una definizione che continua a scontare la mancanza di una leadership e di un programma condivisi — si attesterebbe intorno al 45%, mantenendo un vantaggio sul centrodestra senza Futuro Nazionale, ma cedendo il passo se il movimento di Vannacci dovesse confluire nella coalizione di governo.

La crescita del Pd al 22,1% è positiva ma non sufficiente, in assenza di un salto di qualità politico che trasformi le intenzioni di voto in una prospettiva di governo credibile. Il M5S al 13,3% consolida il proprio ruolo di seconda forza dell’opposizione, confermando che il ciclo di ripresa dopo le difficoltà del 2022-2023 non è ancora esaurito.

Conclusioni: i sondaggi che preparano il 2027

Il sondaggio del 15 giugno 2026 non è solo una fotografia della settimana. È un tassello di un mosaico che si va componendo in vista delle elezioni politiche del 2027. Il principale interrogativo è se Futuro Nazionale e Lega finiranno per convergere — o scontrarsi — nella prossima campagna elettorale. L’aggancio di oggi al 5,3% rende la risposta ancora più urgente.

Nel frattempo, il centrodestra di governo deve fare i conti con una redistribuzione interna del potere che non ha precedenti dall’inizio della legislatura. FdI rimane la locomotiva, ma Salvini non è più il secondo passeggero incontrastato: lo è diventato Tajani con Forza Italia al 7,2%, e ora Vannacci — formalmente all’opposizione o comunque fuori dalla maggioranza — pesa quanto il Carroccio nei numeri e più di esso nelle dinamiche politiche.

Le prossime settimane diranno se il fenomeno Futuro Nazionale è destinato a consolidarsi ulteriormente o se la crescita rallenterà avvicinandosi alle elezioni. Per ora, i numeri parlano chiaro: in quattro mesi, Roberto Vannacci ha cambiato il volto della destra italiana.