Scatta il cessate il fuoco a Gaza: il governo israeliano approva l’accordo

Entrata in vigore immediata della tregua e impegno congiunto per il rilascio degli ostaggi

È ufficiale: dopo la ratifica da parte del governo israeliano, è entrato in vigore il cessate il fuoco nella Striscia di Gaza. L’accordo prevede il rilascio di ostaggi, lo scambio con prigionieri palestinesi e la partecipazione di forze internazionali per monitorare la tregua.


Il contesto e la ratifica israeliana

Il governo israeliano ha approvato con maggioranza l’intesa negoziata con Hamas, nonostante l’opposizione di esponenti dei partiti di destra. Con la ratifica ottenuta nelle ore notturne, la tregua è entrata in vigore con effetto immediato.

L’accordo fa parte della prima fase del piano di pace promosso dagli Stati Uniti e mediato da paesi della regione.


I punti principali dell’accordo

Ecco le misure chiave previste nella fase iniziale della tregua:

  • L’IDF (forze militari israeliane) dovrà ritirarsi fino a una linea stabilita – nota nell’intesa come “Linea Gialla” – entro 24 ore dall’entrata in vigore.

  • Hamas si impegna a rilasciare tutti gli ostaggi vivi entro 72 ore dalla tregua.

  • Verranno consegnati i resti dei 28 ostaggi deceduti finora, e si cercheranno gli altri corpi mancanti.

  • Israele libererà circa 1.950 prigionieri palestinesi, inclusi alcuni condannati all’ergastolo, parte dei quali in esilio in paesi arabi.

  • Il monitoraggio della tregua sarà affidato a una task force internazionale composta da forze statunitensi, egiziane, qatarine, turche e, potenzialmente, emiratine.

  • Si costituirà un “centro di coordinamento civile-militare” in Israele per facilitare l’ingresso degli aiuti nella Striscia di Gaza.

L’obiettivo è che il rilascio degli ostaggi avvenga entro lunedì o martedì e che l’IDF completi il ritiro entro le prime 24 ore.


Reazioni e possibili criticità

Interno in Israele

Gli esponenti ultranazionalisti contrari all’accordo hanno espresso dure critiche – specialmente in merito al rilascio di prigionieri per reati gravi – ma finora non è emerso un rischio concreto che l’esecutivo cada.

Questioni aperte

  • La localizzazione dei resti mancanti: Hamas ha chiesto fino a 10 giorni per trovare e consegnare altri corpi.

  • Il disarmo di Hamas e il modello di governo di Gaza restano nodi difficili per le fasi successive.

  • Verificare che ogni parte rispetti gli impegni sarà fondamentale per evitare una nuova escalation.

Reazioni internazionali

L’accordo è stato accolto con favore da numerose nazioni come un passo promettente verso la pace. Diversi paesi si sono dichiarati pronti a sostenere la ricostruzione di Gaza e il monitoraggio dell’attuazione dell’intesa.


Conclusione

Con la ratifica israeliana, la tregua è diventata realtà in un momento cruciale. Il suo successo dipenderà ora dal rispetto degli accordi, dal rilascio degli ostaggi e dalla volontà politica di affrontare le questioni più complesse: disarmo, governance e ricostruzione.