Aggrediti mentre erano appartati in auto. “Il cellulare no, non prenderlo”, l’urlo disperato della ragazza prima dell’incubo. Intervento provvidenziale di una guardia giurata
Un urlo disperato nella notte, poi il terrore. È iniziato tutto con una frase – “Il cellulare no, non prenderlo” – gridata da una ragazza di appena 18 anni nel tentativo di proteggere il suo smartphone. Un gesto istintivo che ha scatenato la furia di un gruppo di rapinatori, trasformando una serata qualunque in un incubo. È successo la notte del 25 ottobre nel parco di Tor Tre Teste, a Roma Est, dove una coppia di giovani, appartata in auto, è stata aggredita e la ragazza violentata sotto gli occhi del fidanzato.
Tre cittadini marocchini, poco più che ventenni, sono stati arrestati con le accuse di violenza sessuale di gruppo e rapina aggravata. Ma gli investigatori sospettano che il branco fosse composto da almeno cinque persone. Le indagini, condotte dalla Squadra Mobile di Roma, sono tuttora in corso.
L’aggressione: il vetro in frantumi e l’incubo
Erano circa le 2 di notte quando la coppia – lei di 18 anni, nata nel 2006, e lui di 25 – si era appartata in auto in via del Pergolato, una zona isolata accanto al vecchio campo sportivo del quartiere. Si erano conosciuti da poco su internet e quello era il loro primo incontro.
All’improvviso, la quiete del luogo è stata interrotta da un rumore secco: centinaia di schegge di vetro hanno invaso l’abitacolo. Il finestrino era stato sfondato da tre uomini, che avevano circondato la vettura per derubarli. Nel tentativo di resistere al furto del telefono, la giovane ha gridato, attirando su di sé la violenza più brutale.
Gli aggressori hanno trascinato fuori dall’auto il fidanzato, costringendolo ad assistere, mentre uno di loro violentava la ragazza. Tutto è avvenuto in pochi minuti, tra urla e minacce. Poi, i tre hanno continuato a perquisire la macchina, portando via cellulari e altri effetti personali.
Il salvataggio in extremis
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il peggio è stato sventato dall’intervento di una guardia giurata di passaggio, che ha notato l’agitazione e si è accorta di quanto stava accadendo. L’uomo, appartenente a un istituto di vigilanza privato, ha immediatamente chiamato il numero di emergenza, consentendo alla polizia di intervenire in tempo.
La sua presenza ha spaventato gli aggressori, che sono fuggiti a piedi nella zona circostante, mentre il ragazzo urlava disperato e la giovane veniva soccorsa. La coppia, sotto shock, è stata poi accompagnata in ospedale per le cure e gli accertamenti medici.
Le indagini: impronte digitali e riconoscimenti
La Squadra Mobile di Roma – IV sezione reati contro la persona – ha avviato immediatamente le indagini, concentrandosi sull’area del Quarticciolo, dove gravitavano i sospettati.
Già il 28 ottobre, due dei presunti aggressori sono stati fermati; il terzo è stato catturato a Venezia due giorni fa, mentre tentava di nascondersi.
Determinanti si sono rivelate le impronte digitali lasciate sui vetri dell’auto e il riconoscimento fotografico effettuato dalle vittime, che hanno ricordato chiaramente i volti dei loro aggressori. Tutti e tre sono giovani marocchini irregolari, noti alle forze dell’ordine per precedenti legati a furti e rapine.
Gli investigatori sospettano che il gruppo possa essere coinvolto in altri episodi simili, avvenuti tra Tor Tre Teste e Quarticciolo, con lo stesso modus operandi: rapine a coppie appartate o a passanti isolati.
Un precedente inquietante
L’area di Tor Tre Teste non è nuova a episodi di violenza. Proprio la scorsa estate, una donna era stata aggredita e violentata mentre portava a spasso il cane nello stesso parco.
Un segnale di una periferia vulnerabile, dove le zone verdi, di notte, si trasformano in spazi pericolosi, scarsamente illuminati e poco frequentati.
Residenti e comitati di quartiere denunciano da tempo la mancanza di telecamere di sorveglianza e la scarsa presenza delle forze dell’ordine nelle ore notturne. Dopo l’ultimo episodio, le richieste di presidi fissi e maggiori controlli si sono fatte più pressanti.
Le reazioni e il sostegno alla vittima
La vicenda ha suscitato sgomento e indignazione in tutta la città. Le istituzioni hanno espresso solidarietà alla giovane donna e al suo compagno, elogiando il coraggio con cui hanno collaborato con gli investigatori.
La ragazza è ora seguita da un’équipe di psicologi specializzati e operatori dei centri antiviolenza di Roma. Il fidanzato, profondamente scosso, ha fornito agli inquirenti una testimonianza dettagliata, confermando i volti dei tre aggressori.
Il prefetto di Roma ha disposto un rafforzamento dei controlli nelle aree periferiche, in particolare nei parchi pubblici e nei luoghi isolati spesso teatro di aggressioni notturne.
Una ferita nella città
L’aggressione di Tor Tre Teste riapre il dibattito sulla sicurezza delle donne e sulla necessità di un piano concreto di prevenzione della violenza sessuale.
Le associazioni femminili e i centri antiviolenza chiedono una risposta non solo repressiva ma anche educativa e culturale, con campagne di sensibilizzazione rivolte soprattutto ai giovani.
Il caso di questa ragazza di 18 anni diventa così il simbolo di una battaglia ancora aperta: quella per il diritto di vivere la città, anche di notte, senza paura.
