La 35ª edizione dell’indagine del Sole 24 Ore fotografa un’Italia ancora divisa: il Nord domina, il Sud arranca. Crescono Udine, Treviso e Parma. Milano risale in ottava posizione.
L’Italia della qualità della vita nel 2025 si conferma spaccata in due. Al vertice della nuova classifica de Il Sole 24 Ore, giunta alla sua 35ª edizione, si colloca Trento, che conquista il primo posto superando Bolzano e Bergamo. In fondo alla graduatoria, invece, resta Reggio Calabria, ultima delle 107 province italiane.
L’indagine, basata su 90 indicatori statistici certificati, misura il benessere dei cittadini nelle sue molteplici dimensioni: ricchezza, lavoro, ambiente, servizi, salute, sicurezza e tempo libero. Un ritratto dettagliato che dal 1990 fotografa l’evoluzione del vivere in Italia, provincia per provincia.
Le prime venti province: dominio del Nord
Dai dati pubblicati sulla piattaforma ufficiale del progetto “Qualità della vita 2025” (fonte: Il Sole 24 Ore), emerge un chiaro predominio del Nord-Est.
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Trento – 648,71 punti (+1 rispetto al 2024)
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Bolzano – 633,03 (+1)
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Udine – 613,67 (+3)
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Bologna – 612,42 (+5)
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Bergamo – 612,13 (–4, era prima nel 2024)
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Treviso – 610,04 (+18)
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Verona – 609,15 (=)
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Milano – 609,09 (+4)
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Padova – 608,28 (+9)
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Parma – 607,23 (+16)
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Forlì-Cesena – 607,07 (+2)
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Modena – 605,32 (+9)
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Aosta – 604,97 (+4)
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Cremona – 603,41 (–9)
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Lecco – 603,10 (–1)
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Monza e Brianza – 602,73 (–12)
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Trieste – 602,46 (+2)
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Vicenza – 602,39 (–10)
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Ravenna – 601,34 (+8)
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Reggio Emilia – 600,12 (+8)
Il Trentino-Alto Adige si conferma la regione con la miglior qualità della vita complessiva, seguita da Emilia-Romagna e Veneto, che piazzano più province nelle prime posizioni.
Il quadro lombardo: luci e ombre
La Lombardia mantiene buone performance complessive: Milano entra nella top ten all’ottavo posto, mentre Bergamo, pur perdendo il primato del 2024, resta in quinta posizione. In discesa Monza-Brianza (16ª) e Como (25ª), mentre Brescia si ferma al 28° posto.
La tendenza mostra una lieve erosione del vantaggio competitivo delle aree metropolitane rispetto ai centri di medie dimensioni, dove equilibrio sociale e servizi diffusi garantiscono risultati migliori.
Le grandi città: Milano cresce, Roma risale, Firenze arretra
Nel panorama delle metropoli italiane, la performance di Milano è significativa: recupera quattro posizioni e torna nella top ten grazie a indicatori positivi su lavoro, innovazione e cultura. Roma, in salita di tredici posizioni (46ª), segna un miglioramento nella categoria “tempo libero e servizi”.
Al contrario, Firenze scende al 36° posto, perdendo terreno in ambiti come ambiente urbano e accessibilità economica.
Il Sud e le isole: migliorano alcune province, ma il divario resta
Nonostante alcuni segnali positivi, il Mezzogiorno continua a occupare la parte bassa della classifica.
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Cagliari (39ª) e Pescara (40ª) rappresentano le migliori realtà meridionali.
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Potenza (84ª), Matera (79ª) e Nuoro (78ª) mostrano progressi significativi.
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In coda, Napoli (104ª), Crotone (105ª), Siracusa (106ª) e Reggio Calabria (107ª) confermano il ritardo strutturale di molte province del Sud.
Il divario territoriale, sottolineano gli analisti del Sole 24 Ore, è ancora marcato: i punteggi medi delle prime 30 province superano i 600 punti, mentre le ultime dieci faticano a raggiungere i 450.
La metodologia: 90 indicatori per sei dimensioni del benessere
L’indagine utilizza un sistema articolato di novanta parametri, suddivisi in sei aree tematiche:
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Ricchezza e consumi
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Affari e lavoro
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Ambiente e servizi
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Demografia, società e salute
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Giustizia e sicurezza
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Cultura e tempo libero
Ogni indicatore assegna 1.000 punti alla provincia migliore e zero alla peggiore, con una graduatoria finale calcolata come media aritmetica dei sei punteggi di settore.
Il dataset, disponibile pubblicamente su GitHub (Il Sole 24 Ore – QDV2025), è costruito su fonti ufficiali come Istat, Inps, Banca d’Italia, ministeri competenti e Legambiente, oltre a indici tematici come l’Indice di sportività, Ecosistema urbano e l’Indice della qualità dell’amministrazione comunale.
I segnali del 2025: sostenibilità, salute e nuove disuguaglianze
Rispetto all’anno precedente, l’edizione 2025 introduce 23 indicatori rinnovati per cogliere l’evoluzione recente:
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Energia e sostenibilità urbana (consumi, trasporto pubblico, qualità dell’aria)
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Accesso ai servizi sanitari e digitalizzazione sanitaria
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Equilibrio vita-lavoro e “qualità del tempo” nelle aree urbane.
Crescono i punteggi medi legati a benessere sociale e ambientale, ma aumentano anche le disuguaglianze territoriali, con una forbice crescente tra province metropolitane e aree interne.
Le province in coda
Le ultime dieci province mostrano valori bassi in quasi tutte le aree tematiche:
98. Foggia – 429,48
99. Taranto – 420,70
100. Cosenza – 419,19
101. Caserta – 416,93
102. Vibo Valentia – 412,01
103. Caltanissetta – 411,49
104. Napoli – 411,41
105. Crotone – 408,48
106. Siracusa – 405,37
107. Reggio Calabria – 394,85
Nel complesso, la parte bassa della classifica è composta quasi interamente da province del Sud e delle isole, segno che il dualismo territoriale resta una delle criticità strutturali del Paese.
Un’Italia che cambia
Il quadro 2025 racconta un’Italia che evolve, ma in modo disomogeneo. Le aree alpine e padane guidano la ripresa grazie a un mix di servizi, sostenibilità, coesione sociale e innovazione economica.
Le metropoli tornano a crescere ma devono affrontare problemi di costo della vita, traffico e accessibilità abitativa.
Il Sud, pur mostrando eccellenze locali, resta frenato da carenti infrastrutture e disparità sociali.
Come ogni anno, la classifica del Sole 24 Ore non misura solo numeri, ma racconta come e dove si vive meglio in Italia: un indicatore prezioso per amministratori, cittadini e imprese.
Fonte: Il Sole 24 Ore – Indagine “Qualità della vita 2025” (GitHub ufficiale QDV2025)
