Un accordo quadro firmato il 2 luglio 2025 per garantire sicurezza e salute sul lavoro in condizioni estreme di calore.
Il Protocollo quadro per l’adozione delle misure di contenimento dei rischi lavorativi legate alle emergenze climatiche è stato sottoscritto il 2 luglio 2025 al Ministero del Lavoro dalle organizzazioni sindacali e datoriali per fronteggiare ondate di calore sempre più frequenti e pericolose. Introduce obblighi di orario flessibile, pause obbligatorie, punti di ristoro e il ricorso automatico agli ammortizzatori sociali per proteggere la salute dei lavoratori esposti.
Contesto normativo e motivazioni
Il Protocollo, firmato il 2 luglio 2025 dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e dalle parti sociali, nasce in risposta all’eccezionale ondata di calore che ha causato decessi e malori tra i lavoratori in diverse regioni italiane. Si fonda sulle disposizioni del Decreto-Legge 28 luglio 2023, n. 98, che ha introdotto misure urgenti per la tutela del personale nei casi di emergenza climatica e ha delegato ai ministeri competenti l’elaborazione di linee guida e protocolli condivisi per la sicurezza sul lavoro. Il testo, redatto nel giugno 2025, integra inoltre le indicazioni del Piano Nazionale di Prevenzione 2020-2025 del Ministero della Salute, enfatizzando l’interdipendenza tra salute pubblica e condizioni di lavoro.
Ambiti di applicazione e soggetti coinvolti
Il Protocollo si applica a tutti i settori produttivi in cui il rischio da esposizione a temperature elevate è significativo, in particolare edilizia, agricoltura, trasporti e lavori all’aperto (outdoor), ma anche a quelli indoor privi di sistemi di climatizzazione adeguati. Sono coinvolti i datori di lavoro, i Responsabili del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP) e i rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza (RLS). Le parti sociali sono chiamate a siglare intese specifiche di livello nazionale, territoriale o aziendale per declinare in modo puntuale le misure di prevenzione e protezione
Principali misure operative
Le misure operative previste dal Protocollo comprendono:
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Orari flessibili con slittamento dell’inizio e della fine del turno nelle ore più calde;
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Pause obbligatorie di durata minima stabilita in base alla temperatura e all’intensità della prestazione lavorativa;
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Punti di ristoro idonei con acqua fresca e bevande elettrolitiche facilmente accessibili;
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Zone d’ombra o aree climatizzate per il riposo;
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Fornitura di abbigliamento leggero e DPI anti-calore;
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Attivazione automatica degli ammortizzatori sociali (CIGO e CISOA) in caso di sospensione o riduzione dell’orario a seguito di bollettino di allerta
Formazione e informazione ai lavoratori
Il Protocollo impone obblighi di informativa preventiva e di formazione specifica sui rischi da caldo, mediante materiale divulgativo, sessioni frontali e aggiornamenti periodici. I lavoratori devono comprendere l’importanza di idratazione, riconoscimento dei sintomi del colpo di calore e procedure di emergenza. I datori di lavoro sono tenuti a documentare i percorsi formativi e a verificare la corretta comprensione delle indicazioni erogate
Monitoraggio, sorveglianza sanitaria e primo soccorso
Per l’attivazione delle misure, il datore di lavoro si avvale del bollettino ufficiale di previsione e allarme climatico disponibile sul sito del Ministero della Salute, con aggiornamenti quotidiani. È prevista la sorveglianza sanitaria mirata per i lavoratori esposti, con visite mediche preventive e accertamenti periodici. Inoltre, il Protocollo estende il ricorso alle procedure di cassa integrazione ordinaria (inclusi i lavoratori stagionali) in condizioni di grave disagio termico, senza computo delle 52 settimane annuali
Sanzioni e controlli ispettivi
Le violazioni delle norme del Protocollo sono sanzionate secondo il Decreto Legislativo 9 aprile 2008, n. 81, con possibili ammende fino a decine di migliaia di euro per i datori di lavoro inadempienti. L’Ispettorato Nazionale del Lavoro (INL) e l’INAIL rafforzano le attività ispettive per verificare l’applicazione delle misure, anche su segnalazione dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza
Criticità e proposte di miglioramento
Nonostante l’ampio consenso, il Protocollo presenta alcune criticità, quali la possibile carenza di spazi ombreggiati nei cantieri, la difficoltà di sorvegliare i lavoratori in smart working estivo e la necessità di potenziare le stazioni meteo locali per previsioni più precise. Tra le proposte migliorative si suggeriscono: estendere il Protocollo agli enti pubblici non economici, incentivare contratti aziendali con clausole di “allerta freddo-caldo”, promuovere l’adozione di climatizzatori portatili e implementare campagne informative anche sui media locali.
