Approvato il progetto definitivo, ma senza il passaggio al Cipess e alla Corte dei Conti i cantieri non possono partire
Il progetto del Ponte sullo Stretto di Messina compie un nuovo passo avanti: il Consiglio di amministrazione della società Stretto di Messina ha approvato il progetto definitivo. Il prossimo ostacolo sarà ottenere il via libera del Cipess, previsto entro i primi giorni di agosto.
Dopo mesi di promesse e rinvii, l’annuncio è arrivato ufficialmente lunedì 29 luglio: il CdA della società Stretto di Messina, alla presenza del ministro Matteo Salvini, ha dato l’approvazione finale ai documenti progettuali. Si tratta di un passaggio formale ma necessario per l’invio dell’intero incartamento al Cipess (Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile) e alla Corte dei Conti.
Secondo le dichiarazioni del ministro delle Infrastrutture, i lavori veri e propri dovrebbero partire a settembre, inizialmente con attività di precantierizzazione, come espropri, indagini geotecniche e allestimenti logistici. Ma tutto dipenderà dal rispetto della prossima scadenza: l’approvazione definitiva del progetto da parte del Cipess, attesa “entro la prima settimana di agosto”.
Le tappe dell’iter approvato
Con il CdA del 29 luglio, la società Stretto di Messina ha trasmesso:
-
il Progetto definitivo aggiornato secondo le osservazioni tecniche ricevute nei mesi precedenti;
-
i documenti tecnici e ambientali integrativi;
-
la relazione sulle raccomandazioni del Comitato scientifico;
-
il cronoprogramma dei lavori e il quadro economico aggiornato (pari a 13,5 miliardi di euro).
Tutti questi materiali verranno ora esaminati dal Cipess, l’organo interministeriale che deve deliberare sulla sostenibilità e compatibilità dell’investimento pubblico. In parallelo, la documentazione andrà alla Corte dei Conti per la verifica degli aspetti amministrativi e contabili.
Salvini e le promesse sui lavori: una lunga lista di date mancate
Il ministro delle Infrastrutture ha più volte dichiarato che i lavori per il Ponte sarebbero partiti “entro pochi mesi”. Ma negli ultimi due anni, le promesse si sono susseguite senza mai trovare una data definitiva rispettata. Ecco le principali:
-
Gennaio 2023: “I cantieri partiranno nel 2024”;
-
Luglio 2023: “Partiamo entro l’inizio del 2025”;
-
Marzo 2024: “Il progetto sarà approvato in estate, apriremo i cantieri in autunno”;
-
Maggio 2025: “I lavori partiranno in estate, appena avremo l’ok del Cipess”;
-
Luglio 2025: “Entro il 12 luglio il Cipess approverà tutto”;
-
30 luglio 2025: “Tutto pronto, aspettiamo solo il Cipess, partiamo a settembre”.
A oggi, nessuna delle date precedenti è stata rispettata. Solo ora il progetto ha passato l’approvazione del CdA, ma il via libera vero e proprio resta in mano al Cipess.
Cosa manca per l’apertura dei cantieri
Nonostante l’evidente avanzamento dell’iter, ci sono ancora alcuni passaggi indispensabili prima dell’apertura dei cantieri:
-
Delibera del Cipess, che dovrà approvare formalmente il progetto definitivo e autorizzare la spesa;
-
Registrazione della Corte dei Conti, che valuterà la regolarità amministrativa dell’iter;
-
Autorizzazioni locali, comprese quelle per l’occupazione delle aree e gli espropri;
-
Avvio delle attività preliminari sul campo, che richiederanno settimane di organizzazione logistica.
Secondo le previsioni del governo, tutto dovrebbe partire tra settembre e ottobre 2025, ma l’esperienza passata insegna che cautela e realismo sono necessari.
I punti critici: sostenibilità, ricorsi e raccomandazioni tecniche
Sebbene il progetto definitivo sia stato formalmente approvato, permangono alcuni nodi:
-
Il Comitato scientifico aveva posto 68 raccomandazioni di tipo tecnico e ambientale, di cui una parte è ancora in fase di recepimento;
-
Sono pendenti diversi ricorsi da parte di associazioni ambientaliste e di enti locali, che potrebbero rallentare la procedura;
-
L’intervento è contestato da parte dell’opinione pubblica, soprattutto in merito all’effettiva utilità dell’opera, all’impatto ambientale e al rapporto costi-benefici;
-
Infine, non mancano perplessità sulla tenuta antisismica e sull’impatto paesaggistico dell’infrastruttura.
Un’opera ciclica che torna ogni decennio
Il Ponte sullo Stretto è un progetto che riemerge ciclicamente dal secondo dopoguerra. Presentato per la prima volta nel 1969, ha attraversato ogni fase politica:
-
sospeso dal governo Monti nel 2012;
-
rilanciato da Berlusconi, poi Renzi;
-
definitivamente riattivato con il Decreto-legge n. 35/2023, che ha rifinanziato la società Stretto di Messina e previsto la realizzazione dell’opera.
Oggi, per la prima volta dopo molti annunci, l’iter è davvero avanzato. Ma senza l’ultimo passaggio formale, l’inizio lavori resta ancora sospeso.
Conclusione
Il progetto del Ponte sullo Stretto ha ricevuto una nuova spinta con l’approvazione del progetto definitivo da parte del CdA. Tuttavia, l’effettivo avvio dei cantieri dipenderà dalla risposta del Cipess, attesa a giorni. Solo dopo quel passaggio si potrà iniziare con la precantierizzazione a settembre. Resta da capire se, dopo anni di annunci e rinvii, questa sarà davvero la volta buona.
