Sale l’allerta per il virus trasmesso da zanzare: in pochi giorni +12 nuovi contagi, due pazienti in terapia intensiva
Un focolaio in crescita nella provincia di Latina, con 21 casi confermati dall’inizio dell’anno: la maggior parte presenta forme neuroinvasive, registrato un decesso. Autorità sanitarie intensificano sorveglianza, disinfestazione e misure di protezione individuale.
📍 Il quadro epidemiologico attuale
Casi totali e gravità
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Al 24 luglio 2025 sono 21 i casi confermati di infezione da virus del Nilo occidentale nel Lazio, tutti clinicamente accertati
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Di questi, 20 pazienti risultano ancora vivi: 10 in reparti ordinari per altre patologie, 6 seguiti a domicilio, 2 in terapia intensiva
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È stata segnalata una vittima, una donna ottantaduenne della provincia di Latina
Localizzazione geografica
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Tutti i contagi riconducono alla provincia di Latina, in particolare nei comuni di Aprilia, Cisterna, Fondi, Latina, Pontinia, Priverno, Sezze e Sabaudia
Trend recente
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Nelle ultime 48 ore si sono aggiunti 12 nuovi casi, confermati dal laboratorio di virologia del Lazzaro Spallanzani di Roma
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Queste diagnosi hanno fatto salire rapidamente il conteggio da 9 a 21 in pochi giorni, segnalando un’accelerazione del focolaio
🏥 Azioni e misure sanitarie
Sorveglianza e coordinamento
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La ASL di Latina, insieme al Ministero della Salute e all’ISS, ha potenziato i servizi di sorveglianza, integrando report umani e veterinari
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È stata convocata un’ampia riunione operativa con 290 professionisti sanitari, tra medici di medicina generale, infettivologi, pronto soccorso e servizi di igiene pubblica
Interventi sul territorio
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Bonifiche ambientali e campagne di disinfestazione nelle zone pontine
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Formazione del personale sanitario e campagne di informazione rivolte alla cittadinanza
Protezione personale
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È stato raccomandato di usare:
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Repellenti cutanei
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Abiti a maniche lunghe e pantaloni lunghi nelle ore serali
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Zanzariere a finestre e porte
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Si ricorda che il virus non si trasmette da persona a persona, se non in rari casi legati a trasfusioni, trapianti o gravidanza
🔬 Il virus e i rischi
Cos’è il West Nile
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Un arbovirus trasmesso principalmente da zanzare del genere Culex, che prelevano il virus da uccelli infetti
Sintomi principali
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80–85% dei casi rimane asintomatico
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Il resto manifesta una forma simil-influenzale: febbre, mal di testa, nausea, sintomi gastrointestinali
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In meno dell’1% dei contagi, specialmente in anziani o immunodepressi, può svilupparsi una forma neuroinvasiva (meningoencefalite, paralisi flaccida) che può essere grave o letale
Cicli di incubazione e decorso
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Il periodo d’incubazione varia da 2 a 15 giorni
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Nelle forme più gravi si osserva spesso un decorso bifasico: prima una febbre acuta, poi possibile evoluzione neurologica
🗺️ Situazione nazionale
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In tutta Italia al 23 luglio risultano 32 casi confermati:
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21 nel Lazio, tutti nella provincia di Latina
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Altri casi in Piemonte, Veneto, Emilia‑Romagna, Campania
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Il quadro nazionale include 2 decessi (uno nel Lazio e uno in Piemonte) e un caso scoperto tra i donatori di sangue
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L’Italia continua a monitorare la diffusione del virus anche attraverso la sorveglianza sugli animali e sui vettori in aree sensibili
✔️ Consigli alla cittadinanza
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Utilizzare repellenti cutanei efficaci, soprattutto di sera e di notte
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Indossare abiti protettivi quando si è all’aperto dopo il tramonto
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Installare zanzariere o reti nelle abitazioni
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Favorire la bonifica di ristagni d’acqua e scarti nei giardini
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Prestare attenzione ai sintomi e consultare un medico se compaiono febbre persistente, cefalea elevata o sintomi neurologici
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Essere prudenti con donazioni di sangue e trapianti provenienti da zone a rischio
🧭 Conclusione
L’aumento rapido dei casi di West Nile nella provincia di Latina impone una reazione rapida e coordinata. Le autorità sanitarie hanno attivato misure di sorveglianza attiva, azioni ambientali e sensibilizzazione della popolazione. La prevenzione individuale resta al centro della strategia: repellenti, abiti protettivi e zanzariere possono ridurre significativamente il rischio.
➡️ È fondamentale rimanere informati attraverso i bollettini ufficiali dei servizi sanitari regionali e seguire le indicazioni per proteggere sé stessi e i più vulnerabili.
