Monopattini elettrici, dalla targa personale all’assicurazione: tutte le novità della stretta sulla micromobilità urbana 2025

Dal targhino adesivo alle sanzioni, cosa cambia per chi si sposta in città su due ruote elettriche

Dopo mesi di attesa il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (Mit) ha firmato il decreto che introduce il “targhino” personale da applicare su ogni monopattino elettrico. Il nuovo contrassegno – 5 × 6 cm, sei caratteri alfanumerici, adesivo e non rimovibile – rende operativo quanto previsto dal Nuovo Codice della Strada: casco per tutti, assicurazione obbligatoria, circolazione limitata alle strade urbane con limite a 50 km/h e multe fino a 400 euro. La norma entrerà in vigore 15 giorni dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, aprendo una nuova fase per la micromobilità urbana italiana.


Il decreto che completa la riforma del Codice della Strada

Gli ultimi tasselli della legge 177/2024

Il 3 luglio 2025 il Mit ha diffuso il decreto ministeriale che definisce in dettaglio forma, dimensioni e modalità di rilascio del nuovo contrassegno identificativo per i monopattini elettrici. Il provvedimento, atteso sin dalla riforma del Codice della Strada approvata a dicembre 2024, entrerà in vigore due settimane dopo la sua pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, tempo necessario alle amministrazioni per adeguare modulistica e banche dati.

Secondo il Mit «il targhino personale rappresenta un passo avanti verso una mobilità urbana più sicura e ordinata, facilitando l’identificazione dei conducenti in caso di infrazione o incidente». La misura risponde agli oltre 2.100 sinistri con monopattini registrati nel 2024 (dato Istat) e all’impegno del vice-premier Matteo Salvini di «mettere fine alla giungla dei monopattini».


Il targhino in dettaglio: caratteristiche tecniche

Dimensioni, materiali e codici alfanumerici

  • Formato: rettangolare, 5 cm × 6 cm, fondo bianco riflettente.

  • Caratteri: sei, su due righe (tre lettere + tre numeri).

  • Lettere consentite: da B a Z, escluse A, E, I, O, Q, U.

  • Numeri consentiti: da 2 a 9.

  • Produzione: Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato; distribuzione tramite Motorizzazione civile.

  • Posizionamento: parafango posteriore o piantone dello sterzo, tra 20 cm e 120 cm da terra.

  • Validità: personale, non legata al veicolo.

In trasparenza compaiono lo stemma della Repubblica e la sigla “MEF” a garanzia di autenticità. La combinazione alfanumerica è generata e registrata nell’Archivio nazionale dei veicoli per collegare in modo univoco conducente e mezzo.


Casco, assicurazione e limiti: cosa prevede la nuova sicurezza su strada

Un pacchetto di misure a “rete”

Oltre al targhino, il Nuovo Codice rende definitivo l’obbligo di casco per tutti, senza più distinzione di età, introduce la polizza di responsabilità civile e limita la circolazione dei monopattini alle sole strade urbane dove il limite di velocità non supera 50 km/h. La micromobilità in sharing dovrà dotarsi di sistemi di geofencing per bloccare il mezzo fuori dalle aree autorizzate.

Queste novità vanno lette come un dispositivo unico: la targa personale rende concretamente applicabile l’obbligo di assicurazione, mentre casco e limiti rafforzano la tutela di pedoni e conducenti. La filiera assicura così una tracciabilità mai avuta finora, condizione richiesta da tempo dall’Anci e dalle associazioni delle vittime della strada.


Tempi e sanzioni

Dal decreto alla strada: il cronoprogramma

Il decreto fissa 15 giorni per l’entrata in vigore, ma resta aperto il nodo del costo del contrassegno, che dovrà essere stabilito con un successivo provvedimento Mit-Mef. Senza targhino, la sanzione varia da 100 a 400 euro; identica forchetta per chi circola privo di casco o assicurazione. Le violazioni tecniche (motore oltre 1 kW) possono sfociare nella confisca del veicolo.

Infrazione Sanzione (€) Note
Circolazione senza targhino 100 – 400 Applicabile dal 15° giorno post-G.U.
Mancanza casco 100 – 400 Subito operativa
Assenza di polizza RC 100 – 400 Dopo targhino
Motore > 1 kW / termico 200 – 800 + confisca Come art. 75-undevicies

Le reazioni di Comuni e addetti ai lavori

Entusiasmo prudente e qualche allarme operativo

Per Luigi Altamura, referente Anci per Viabilità Italia, senza un secondo decreto sul prezzo del contrassegno «i vigili rischiano di non poter sanzionare nessuno». I Comuni chiedono più fondi e personale per controlli mirati, mentre le società di sharing temono costi aggiuntivi che potrebbero rallentare la diffusione della micromobilità elettrica.

Le associazioni dei consumatori, da parte loro, salutano positivamente la targa personale, ritenendola essenziale per tutelare i pedoni — soprattutto anziani e bambini — spesso coinvolti in incidenti “hit & run” con monopattini difficili da identificare.


Impatto atteso su mercato e comportamenti

Dal boom incontrollato alla responsabilizzazione dell’utente

La stretta normativa potrebbe frenare una crescita finora esplosiva ma disordinata: a fine 2024 circolavano in Italia circa 1,2 milioni di monopattini privati e 45 mila in sharing. Con l’obbligo di targa e assicurazione, il settore dovrà professionalizzarsi; si apre un mercato potenziale da oltre 100 milioni di euro per assicurazioni, servizi di registrazione e dispositivi antifurto collegati al targhino. Al contempo, l’utente diventa parte di un sistema «responsabile»: ogni violazione potrà essere imputata direttamente alla persona fisica titolare del contrassegno.