Ministero pronto a ritoccare il nuovo sistema di accesso a Medicina

Bernini apre al dialogo con gli studenti: verso modifiche al semestre filtro, ma senza tornare ai test d’ingresso tradizionali

Il Ministero dell’Università e della Ricerca si dice pronto a introdurre modifiche al nuovo sistema di accesso a Medicina, dopo le difficoltà riscontrate nei primi mesi di applicazione del cosiddetto “semestre filtro”. La ministra Anna Maria Bernini ha annunciato l’apertura di un tavolo di confronto con studenti e docenti, confermando tuttavia che non ci sarà un ritorno ai test a crocette.


Il contesto: addio al test nazionale e arrivo del semestre filtro

Dal 2025 l’accesso ai corsi di laurea in Medicina e Chirurgia è stato completamente riformato. Il tradizionale test nazionale a risposta multipla, per anni simbolo della selezione universitaria, è stato sostituito da un semestre filtro aperto a tutti.
Durante questi primi sei mesi, gli studenti frequentano corsi di Biologia, Chimica e Fisica, affrontando esami che concorrono alla graduatoria nazionale utile per l’ammissione al secondo semestre.

L’obiettivo dichiarato del Ministero era duplice: democratizzare l’accesso e valutare le competenze in modo più continuo e meritocratico, anziché basarsi su un’unica prova selettiva.

Tuttavia, già dai primi appelli di dicembre, il sistema ha mostrato criticità: percentuali di promossi basse, difficoltà di gestione dei programmi e malcontento diffuso tra gli studenti. Numerose associazioni universitarie hanno chiesto una revisione delle modalità di valutazione, definendo il semestre filtro “una corsa a ostacoli più dura del test”.


Le parole della ministra Bernini: “Disponibili a migliorare il modello”

In un incontro con il Consiglio nazionale degli studenti universitari (CNSU), la ministra Anna Maria Bernini ha riconosciuto la necessità di intervenire.
Pur ribadendo la ferma intenzione di non ripristinare i test a risposta multipla, ha proposto la creazione di un tavolo tecnico permanente tra Ministero, università e rappresentanze studentesche per discutere correttivi concreti.

Tra le modifiche al vaglio:

  • Riduzione del carico didattico nei corsi del semestre filtro;

  • Estensione del periodo di frequenza, per distribuire meglio le lezioni e favorire l’apprendimento;

  • Più tempo tra la fine dei corsi e gli esami, in modo da consentire una preparazione più adeguata;

  • Possibile adeguamento della soglia di ammissione alla graduatoria, per evitare esclusioni eccessive.

Non torneremo indietro, ma siamo pronti a migliorare ciò che non funziona”, ha dichiarato la ministra al termine dell’incontro con le rappresentanze studentesche.


Il semestre filtro: punti di forza e criticità

Di seguito una sintesi dei principali elementi emersi nei primi mesi di applicazione del nuovo sistema di accesso a Medicina:

Elemento Vantaggi Criticità
Accesso libero iniziale Maggiore inclusività, nessuna barriera d’ingresso Sovraffollamento delle aule, difficoltà logistiche
Valutazione progressiva Più tempo per dimostrare le proprie capacità Pressione costante e carico didattico elevato
Graduatoria basata sugli esami Premia l’impegno e la costanza Disparità tra atenei, differenze nei criteri di valutazione
Didattica mirata Avvio precoce delle competenze scientifiche di base Programmi intensi e poco tempo per assimilare i contenuti

 


Le richieste degli studenti e il dibattito accademico

Le associazioni universitarie, tra cui la Rete degli studenti medi e l’Unione degli universitari (Udu), hanno accolto positivamente l’apertura del Ministero, ma chiedono interventi immediati per evitare che gli studenti del primo semestre restino penalizzati.

In particolare, viene richiesta una armonizzazione dei criteri di esame tra le diverse università e una maggior trasparenza nella costruzione della graduatoria nazionale.
Secondo alcune testimonianze raccolte in questi giorni, “le differenze di valutazione tra ateneo e ateneo rischiano di rendere ingiusta la selezione”.

Sul fronte accademico, diversi rettori e docenti condividono l’idea di mantenere il nuovo modello, ma con “correttivi strutturali” per garantire una valutazione più uniforme e sostenibile.


L’orizzonte 2026: verso un accesso più equo e stabile

Il Ministero punta a introdurre le prime modifiche operative già dal prossimo anno accademico (2026-2027).
Le ipotesi sul tavolo prevedono una razionalizzazione dei programmi d’esame e un potenziamento dei tutoraggi universitari, per accompagnare meglio gli studenti durante il semestre filtro.

Resta invece ferma la volontà politica di non reintrodurre il vecchio test nazionale, considerato ormai superato.
L’obiettivo, secondo fonti del MUR, è quello di costruire un percorso di selezione più umano, meritocratico e basato sulle competenze reali.


Conclusione

Il nuovo sistema di accesso a Medicina è ancora in fase di rodaggio e il Ministero appare consapevole della necessità di aggiustamenti.
La direzione intrapresa è quella del dialogo con studenti e università, per affinare un modello che punta a conciliare merito, equità e sostenibilità didattica.
Le prossime settimane saranno decisive per capire in che modo il semestre filtro verrà modificato e se le riforme promesse saranno in grado di rispondere alle aspettative di migliaia di aspiranti medici italiani.