In due giorni rimosse circa settanta cassette per le chiavi degli affitti brevi. Il Comune applica il nuovo regolamento di polizia urbana: multe fino a 400 euro per i responsabili
A Milano è scattata la stretta contro le keybox installate su pali, recinzioni e arredi urbani per la gestione degli affitti brevi. In appena due giorni, il 5 e il 6 gennaio, la polizia locale ne ha rimosse circa settanta, soprattutto nell’area dei Navigli. Un’operazione che segna l’avvio concreto di un divieto approvato a dicembre e che ora entra nella fase operativa.
Il giro di vite del Comune
La decisione affonda le radici nel provvedimento adottato il 4 dicembre scorso dal Consiglio comunale, che ha modificato il regolamento di polizia urbana rendendo illegittima la presenza di keybox e lockbox collocate nello spazio pubblico. Le cassette, spesso agganciate a segnali stradali, cancellate, pali dell’illuminazione o recinzioni, sono considerate un uso improprio dell’arredo urbano e un elemento di degrado visivo.
Il nuovo testo consente agli agenti di intervenire senza obbligo di preavviso, procedendo al taglio e alla rimozione immediata dei dispositivi. Le spese dell’operazione ricadono sui soggetti responsabili, che rischiano inoltre sanzioni amministrative comprese tra 100 e 400 euro.
I primi interventi: numeri e zone interessate
I controlli avviati all’inizio di gennaio hanno avuto un impatto immediato. In due giorni sono state asportate circa settanta keybox, con una concentrazione significativa nel Municipio 5, l’area che comprende la zona dei Navigli, uno dei quartieri più interessati dal fenomeno degli affitti brevi.
Secondo quanto emerso dagli interventi, le cassette erano diffuse e facilmente visibili, spesso fissate in modo permanente su infrastrutture pubbliche. Un segnale, per l’amministrazione, della necessità di un’azione sistematica per ripristinare il decoro urbano.
Un provvedimento in linea con altre città
La scelta di Milano non è isolata. Negli ultimi mesi, altre grandi città italiane hanno adottato misure analoghe per contrastare la proliferazione delle keybox, ritenute una scorciatoia non conforme alle regole sull’ospitalità e sulla sicurezza. Il capoluogo lombardo ha seguito questa linea, inserendo il divieto all’interno di un quadro più ampio di revisione delle norme sugli affitti brevi.
Sicurezza e identificazione degli ospiti
Alla base del provvedimento non c’è solo una questione estetica. Le keybox sono finite nel mirino anche per motivi legati alla sicurezza e al controllo degli accessi. Il loro utilizzo, infatti, è stato associato alla possibilità di aggirare l’identificazione diretta degli ospiti, un passaggio ritenuto fondamentale per il rispetto delle normative vigenti.
Negli ultimi mesi, le regole sugli affitti brevi hanno subito diversi aggiustamenti, con un ritorno al riconoscimento “de visu” degli ospiti, che può avvenire anche tramite verifica video da remoto, ma che esclude pratiche completamente automatizzate e non supervisionate.
Cosa rischiano i proprietari
Per i proprietari e i gestori di alloggi turistici, il messaggio è chiaro: le keybox nello spazio pubblico non sono più tollerate. Chi non si adegua rischia:
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La rimozione forzata del dispositivo
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L’addebito dei costi sostenuti dal Comune
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Una sanzione amministrativa fino a 400 euro
Un impatto economico che, se sommato alle altre regole introdotte negli ultimi mesi, spinge il settore verso una gestione più regolamentata e meno improvvisata degli affitti di breve durata.
Decoro urbano e convivenza nei quartieri
Il tema delle keybox si inserisce in un dibattito più ampio che riguarda la convivenza tra residenti e turismo. In quartieri ad alta densità di alloggi temporanei, come quelli affacciati sui Navigli, la presenza di cassette per le chiavi è stata spesso percepita come il simbolo di una turistificazione eccessiva e poco rispettosa degli spazi comuni.
Con la rimozione delle keybox, l’amministrazione punta a ridurre l’impatto visivo e a riaffermare il principio che lo spazio pubblico non può essere utilizzato liberamente per attività private, soprattutto quando queste hanno una ricaduta diretta sulla qualità della vita dei residenti.
I prossimi passi
L’operazione dei primi giorni di gennaio rappresenta solo l’inizio. I controlli sono destinati a proseguire nelle prossime settimane, con particolare attenzione alle zone più frequentate dai turisti e a quelle dove il fenomeno degli affitti brevi è più diffuso.
L’obiettivo dichiarato è duplice: far rispettare le nuove regole e dare un segnale chiaro a chi continua a utilizzare strumenti ormai considerati fuori norma. La tolleranza zero sulle keybox diventa così uno degli strumenti con cui il Comune cerca di riequilibrare il rapporto tra turismo, sicurezza e decoro urbano.

